Come avere il bonus anti-inflazione da 200 euro

19 Maggio 2022 | Autore:
Come avere il bonus anti-inflazione da 200 euro

Chi deve presentare domanda e chi lo riceverà in automatico. Chi lo prenderà a luglio e chi a settembre. Il rebus di autonomi e professionisti.

Non tutti gli aventi diritto al bonus anti-inflazione da 200 euro hanno una busta paga o un cedolino della pensione su cui ricevere il beneficio riconosciuto dal Governo per compensare gli effetti economici della guerra in Ucraina. Autonomi, co.co.co., venditori a domicilio, disoccupati, percettori del reddito di cittadinanza, cosa devono fare?

Come spiegato dallo stesso decreto che ha introdotto il contributo una tantum, dove non ci sono i datori di lavoro ci sarà l’Inps ad erogare il bonus 200 euro. Molte incertezze, invece, per quanto riguarda i lavoratori autonomi e i professionisti: requisiti e tempi per incassare il contributo, come vedremo più avanti, devono essere ancora definiti. Pertanto, i lavoratori dipendenti riceveranno il bonus dal datore di lavoro mentre l’Inps lo distribuirà a:

  • pensionati;
  • lavoratori domestici;
  • stagionali e intermittenti;
  • iscritti al Fondo pensione dei lavoratori dello spettacolo;
  • lavoratori che hanno percepito le indennità Covid.

I dipendenti riceveranno il bonus 200 euro nella busta paga di luglio 2022. Tutte le altre categorie, cioè quelle che avranno l’una tantum dall’Inps, dovranno attendere il mese di settembre. Perché? Perché l’Inps vuole verificare che qualche beneficiario a cui paga il bonus non l’abbia già incassato a luglio dal datore di lavoro. Significa che non si potrà pagare l’una tantum prima del mese successivo a quello dell’invio delle denunce di luglio. Settembre, appunto.

Quest’ultima regola non vale per pensionati e percettori di altri trattamenti previdenziali, i domestici, i percettori di indennità Covid e i beneficiari del reddito di cittadinanza: queste categorie riceveranno il bonus in automatico con la mensilità di luglio 2022. Stagionali e intermittenti, iscritti al Fondo dello spettacolo e disoccupati dovranno presentare domanda all’Inps. Particolarmente ricco sarà il cedolino dei pensionati: oltre al normale trattamento, vedranno insieme i 200 euro di bonus e la quattordicesima.

Quanto al requisito riguardante il reddito, va ricordato che il decreto stabilisce un tetto oltre il quale non si ha diritto al bonus. La soglia è fissata in 35mila euro di reddito complessivo per i pensionati e percettori di altri trattamenti e come reddito derivante dallo specifico rapporto per le altre categorie. Il limite, invece, non riguarda:

  • i percettori di Naspi e disoccupazione agricola;
  • coloro che hanno beneficiato nel 2021 delle indennità connesse al Covid;
  • i lavoratori autonomi occasionali;
  • venditori a domicilio;
  • nuclei percettori del reddito di cittadinanza.

Capitolo a parte per autonomi e professionisti. Qui si naviga nell’incertezza. L’unico punto fermo è che verrà creato un apposito fondo per il pagamento del bonus. Ma requisiti e tempi sono ancora da definire. A dirla tutta, nemmeno si sa se prenderanno 200 euro o una cifra inferiore.

Il decreto che introduce l’una tantum prevede, per destinare il bonus a queste categorie, 500 milioni di euro. In teoria, dovrebbero servire per pagare il contributo a:

  • lavoratori autonomi e professionisti iscritti alle gestioni Inps, quindi titolari di partita Iva iscritti alla gestione separata, contribuenti della gestione artigiani e commercianti, agricoltori;
  • professionisti iscritti alle Casse di previdenza autonome.

Ora: a conti fatti, 500 milioni di euro divisi per 200 euro di ogni singolo bonus fa 2,5 milioni di beneficiari. Peccato, però, che la platea stimata sia di circa il doppio, cioè di 5 milioni di autonomi e professionisti. Quindi, delle due l’una: o si aumentano le risorse o si dimezza l’importo del bonus, creando una discriminazione rispetto alle altre categorie di lavoratori. La terza via sarebbe quella di diminuire la soglia massima di reddito, nel caso si pensasse a quella dei 35mila euro.

Perché, appunto, non è stato ancora stabilito il requisito del reddito, che sarà riferito al 2021: si attende un decreto in proposito dai ministeri del Lavoro e dell’Economia. E non proprio dopodomani: il provvedimento verrà approvato entro il 17 giugno. Dovrà fare chiarezza anche sui tempi e sulle modalità di erogazione. Non si esclude che per gli autonomi intervenga l’Agenzia delle Entrate, mentre per i professionisti il pagamento potrebbe essere a carico delle relative Casse di previdenza.



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