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Cosa succede dopo 20 anni dalla donazione?

19 Maggio 2022
Cosa succede dopo 20 anni dalla donazione?

Dopo quanto tempo diventa definitiva una donazione? Il termine per contestare l’acquisto da parte del terzo. 

Possedere un bene ricevuto in donazione lo rende difficilmente vendibile per via dell’eventuale azione che potrebbero intraprendere gli eredi del donante. Azione però che può essere esperita solo entro un determinato arco di tempo: venti anni dal rogito. In particolare, cosa succede dopo 20 anni dalla donazione? Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

I diritti dei familiari del donante

Il nostro ordinamento assicura agli eredi legittimari, ossia al coniuge e ai figli del donante (o, in assenza dei figli, ai suoi genitori) delle quote minime del patrimonio di quest’ultimo. Questo significa che chi fa testamento è libero di lasciare il proprio patrimonio a chi vuole solo dopo aver soddisfatto le quote dei legittimari. 

Pertanto, il patrimonio del testatore si distingue in:

  • quota legittima: spettante ai legittimari;
  • quota disponibile: che può essere liberamente attribuita a chi si vuole.

L’entità delle quote di legittima dipende da quanti legittimari sono presenti. Il tutto è rappresentato dallo schema presente nell’articolo Quali sono le quote degli eredi legittimari.

I diritti dei legittimari possono essere esercitati solo dopo la morte del donante e sempre che questi non abbia rispettato le quote in questione. 

I legittimari possono esperire la cosiddetta azione di riduzione volta a contestare le disposizioni testamentarie che abbiamo leso le quote di legittima e, se ciò non dovesse essere sufficiente per insufficienza del patrimonio, anche le donazioni fatte dal defunto quando ancora era in vita (partendo dalle ultime per risalire, via via, alle prime).

Dunque, una donazione non può essere contestata finché il donante è ancora in vita. Lo è solo dopo la sua morte e sempre che i legittimari intraprendano l’azione di riduzione in presenza di una lesione della legittima.

Termini entro cui contestare la donazione

L’azione di riduzione può essere esercitata contro il donatario entro 10 anni dall’apertura della successione.

Se il donatario però, nel frattempo, ha venduto il bene (ad esempio un immobile), gli eredi possono rivalersi contro l’acquirente, nonostante il passaggio di proprietà, la buona fede di questi e l’avvenuto pagamento del prezzo, imponendogli la restituzione del bene. È la cosiddetta azione di restituzione. L’azione di restituzione può essere però esercitata solo entro 20 anni dalla donazione; scaduto tale termine, anche se la successione non è stata ancora aperta, l’acquisto dal donatario è fatto salvo.

Dunque, se con l’azione di riduzione gli eredi agiscono contro il donante, imponendogli di restituire il bene o di offrire il controvalore, con l’azione di restituzione agiscono direttamente contro l’eventuale acquirente.

Cosa succede dopo 20 anni dalla donazione?

È così facile comprendere cosa succede dopo 20 anni dalla donazione. 

Se il bene (ad esempio la casa) è stato venduto dal donatario, il terzo acquirente non rischia più nulla: gli eredi del donante cioè non potranno più chiedergli di restituirlo.

Questo però non toglie che il donatario possa comunque essere oggetto dell’azione di riduzione da parte degli eredi se ancora non sono trascorsi 10 anni dall’apertura della successione, ossia dal decesso del donante. Così in tal caso egli dovrà restituire il valore in denaro del bene.

Si pensi a una donazione di un appartamento effettuata nel 2000 e poi alla vendita del donatario a un altro soggetto eseguita 15 anni dopo. Se il donante dovesse morire nel 2021, i suoi eredi potrebbero esercitare l’azione di riduzione verso il donatario (sino al 2031) ma non potrebbero più agire contro l’acquirente, con l’azione di restituzione, essendo decorsi 20 anni dalla donazione. 

Viceversa, se la donazione dovesse essere stata effettuata nel 2015, allora gli eredi potrebbero agire sia contro il donatario (sempre entro il 2031, ossia fino a 10 anni dalla sua morte) che contro il terzo acquirente (non essendo ancora decorsi i 20 anni dalla donazione).

Quindi dopo 20 anni dalla donazione l’eventuale acquisto da parte del terzo, nei confronti del donatario, diventa definitivo, ma non è detto che la donazione non sia più contestabile se non sono ancora decorsi 10 anni dalla morte del donante. 

Quando la donazione è definitiva: in sintesi

In caso di lesione dei diritti dei legittimari si può esperire, entro dieci anni dall’apertura della successione, l’azione di riduzione e si può chiedere la restituzione dell’immobile oggetto di donazione se non sono trascorsi venti anni dalla trascrizione della donazione. Allo spirare di detto termine, l’immobile non può essere aggredito dai legittimari lesi e non sussistono, pertanto, rischi per i terzi. I legittimari vanteranno un credito corrispondente nei confronti del donatario. All’apertura della successione si cristallizza la situazione; i legittimari possono rinunciare immediatamente all’azione di riduzione loro spettante e l’immobile oggetto di donazione potrà essere tranquillamente alienato anche se non sono ancora decorsi venti anni dalla trascrizione della donazione.



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