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Ecco il piano presentato dall’Italia per far finire la guerra

19 Maggio 2022
Ecco il piano presentato dall’Italia per far finire la guerra

Il ministro di Maio ha presentato un piano di quattro tappe che ha l’obiettivo di far cessare lo scontro armato tra Russia e Ucraina.

La pace si avvicina? La speranza, da quando a fine febbraio è scoppiata la guerra, è proprio quella. Una speranza che a distanza di oltre tre mesi sembra iniziare a concretizzarsi anche grazie all’aiuto dell’Italia. Il nostro Governo, almeno formalmente, non ha mai avuto dubbi sul cessate il fuoco, come ha ribadito questa mattina il premier Mario Draghi nella sua informativa al Senato sul conflitto.

Il ministro degli Esteri Luigi di Maio è volato a New York per presentare al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres un documento «di pace» tutto italiano, elaborato dalla Farnesina e da Palazzo Chigi. Il programma prevede quattro tappe per raggiungere la cessazione del conflitto armato.

Si parte dall’azione più scontata per costruire la pace: un cessate il fuoco da negoziare durante le prossime settimane di combattimenti. Basta armi, basta morti, basta attacchi. Secondo la proposta italiana, il disarmo per iniziare dovrà essere accompagnato da meccanismi di supervisione e dalla smilitarizzazione della linea del fronte.

Il secondo passo sarebbe quello di andare a stabilire e determinare lo status internazionale dell’Ucraina: nel documento si parla di tutelare un’eventuale neutralità di Kiev che verrebbe così assicurata dalla politica internazionale. Questo status avrebbe lo scopo di consentire in futuro all’Ucraina di entrare a far parte dell’Unione europea (con tutti i diritti e doveri che ciò comporta).

Il terzo e più spigoloso punto vede protagonisti i vertici russi e ucraini, ai quali viene chiesto di trovare ufficialmente un accordo sulle questioni territoriali grazie a una mediazione internazionale che garantirebbe la sicurezza di entrambe le parti. In questa terza fase, quindi, si aprirebbe un tavolo diplomatico per stabilire una volta per tutte le sorti di Crimea e Donbass in primis. In secondo luogo si dovrebbero risolvere le controversie sui confini internazionali riconosciuti, andando a districare tutte le problematiche sorte in merito a sovranità e controllo del territorio.

Quarto e ultimo punto del piano italiano: un nuovo accordo multilaterale sulla pace e la sicurezza in Europa. Pertanto l’intera Comunità europea dovrebbe ridiscutere e riconfermare nuovi (o vecchi) equilibri internazionali, specialmente con Mosca. Nel documento, tra i punti da affrontare con maggior urgenza, ci sono la stabilità strategica, il disarmo e il controllo degli armamenti, la prevenzione dei conflitti e le misure di rafforzamento della fiducia.

Sempre in questa fase bisognerebbe capire come riassettare l’Europa – e non solo – dopo la guerra: necessario parlare di armi, di eserciti, di prevenzione dei conflitti. In sostanza bisognerebbe andare a indagare dove si è sbagliato per assicurarsi di non ripetere gli stessi errori. In questa fase servirebbe un tavolo per evitare che in futuro possa scoppiare nuovamente una guerra che metterebbe a rischio non solo migliaia di vite ma l’intera economia.

La proposta italiana ha ovviamente lo scopo di essere accolta da più paesi e organizzazioni internazionali possibili, in particolare Onu e Ue. A gestire – o almeno provarci – queste delicate fasi per il raggiungimento del conflitto sarebbe il cosiddetto GIF, un Gruppo internazionale di facilitatori di cui farebbero parte, oltre alle citate organizzazioni, alcuni Paesi ancora da definire.

I dettagli di questo piano strategico per la pace sono stati già anticipati ai diplomatici dei ministeri degli Esteri del G7 e del Quint, ossia Italia, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Germania.



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