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Draghi perde la pazienza: chi vuol far cadere il Governo?

19 Maggio 2022
Draghi perde la pazienza: chi vuol far cadere il Governo?

Un Consiglio dei ministri urgente per ammonire i partiti: basta polemiche sul decreto concorrenza o si perdono i fondi del Pnrr (e finisce anche l’Esecutivo).

La convocazione urgente di Mario Draghi ha fatto tremare Palazzo Chigi e tutti i ministeri. Era del tipo: «Tutti da me tra mezz’ora, dobbiamo parlare». Più che un Consiglio dei ministri, insomma, sembrava una chiamata all’appello. E proprio quella sarebbe diventata fin da subito la riunione di Gabinetto voluta dal premier: l’ennesimo (forse l’ultimo) tentativo di chiudere ogni polemica all’interno dell’Esecutivo sui fondi del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e di resilienza. Tentativo andato – per ora – a buon fine: il Governo ha deciso all’unanimità il via libera alla fiducia sul ddl concorrenza. Il premier Mario Draghi ha spiegato ai presenti che la fiducia verrà posta entro maggio al testo base se non si raggiungerà un’intesa o sul testo modificato in caso di accordo. Non c’è come alzare la voce, a volte. Ora, però, bisognerà attendere lo show in Aula.

Mario Draghi è uno che, di suo, sorride poco. Ultimamente ha perso la voglia di farlo. Di motivi non gliene mancano. E uno di questi sarebbe proprio il blocco da parte dei partiti dell’esame del decreto concorrenza, che mette a rischio i fondi del Pnrr, quei 200 miliardi che dovrebbero rivoluzionare e far ripartire come si deve la nostra economia in seguito alla pandemia e alla crisi economica che ci attende dopo l’avvio del conflitto ucraino.

Una delle gocce che ha fatto traboccare il vaso ormai stracolmo della pazienza di Draghi sarebbe stato il mancato accordo sulle concessioni balneari che, dopo l’incontro di lunedì scorso tra il leader della Lega, Matteo Salvini, e il capo dell’Esecutivo, aveva portato a un nulla di fatto. Con il conseguente blocco di un decreto che continua a prendere la polvere nei cassetti della commissione Industria del Senato.

Draghi ha perso la pazienza e sarebbe stato perentorio: o si pensa insieme al futuro del Paese o si rischia di perdere non solo i fondi destinati all’Italia ma anche quella precaria stabilità di un Governo che vive da sempre appeso a un filo.

Perché il problema è proprio (o meglio, è anche) quello. Rischiare di perdere tutti quei soldi sarebbe grave. Ma aprire una crisi di Governo con una guerra alle porte di casa, con una crisi energetica e alimentare in divenire, con una ripresa economica da attuare, sarebbe alquanto delicato.

In molti, in queste ore, si chiedono chi vuol far cadere il Governo. Se quel Giuseppe Conte che non risparmia attacchi più o meno espliciti al suo successore per dare ai suoi pentastellati una dimostrazione di forza. O quel Matteo Salvini che ha chiuso definitivamente la porta ad ogni accordo sulle armi all’Ucraina per non irritare ulteriormente il suo ex amico (ex?) Vladimir Putin e che ora, pur di far sentire la sua voce nel centrodestra, litiga pure sulle spiagge. O, ancora, quella Forza Italia sull’orlo della scissione, che spalleggia le richieste della Lega sulle concessioni balneari. Chiunque sia, pare ci stia riuscendo. Appuntamento in Aula al Senato nei prossimi giorni per il voto di fiducia sul ddl concorrenza. Questa volta il risultato della votazione potrebbe essere meno scontato del solito.



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