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Scegliere pneumatici giusti per ridurre il consumo di carburante

Pubblicato il 6 ottobre 2014

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> Pubblicato il 6 ottobre 2014

Automobili: il pieno di benzina tagliato dalle gomme.

Una svolta ecologica sull’auto che consenta anche di far felice il portafoglio è possibile. Per risparmiare sulle emissioni di CO2 la strada più semplice passa dall’acquisto di un’auto elettrica, o di una vettura ibrida. L’auto elettrica presenta ancora dei limiti, visto che ha una scarsa autonomia di percorrenza che la rende inadatta all’uso fuori città. Molto più versatile l’auto ibrida, che ha due motori con diverse alimentazioni (una termica, a benzina o diesel, e una elettrica). Costa mediamente di più rispetto alle versioni ad alimentazione tradizionale, ma permette di abbattere i consumi di carburante e quindi le emissioni grazie alla componente elettrica. In questo caso, per capire se la scelta ecofriendly consenta un risparmio effettivo, occorre valutare l’uso che si fa dell’auto: se si percorrono abbastanza chilometri da ammortizzare il maggiore esborso iniziale grazie al risparmio dal benzinaio, allora ne vale la pena.

Ma i minori consumi (e quindi, le minori emissioni) possono essere anche il risultato di una scelta oculata sugli pneumatici. Il 20% del consumo di carburante è dovuto alla resistenza al rotolamento degli pneumatici.

Per risparmiare e avere un atteggiamento consapevole sull’ambiente, occorre quindi partire da questa consapevolezza, e dal fatto che gli pneumatici non sono tutti uguali: scegliendo l’uno o l’altro si riesce a fare molto per abbattere i consumi.

Uno dei tre parametri in base a cui sono classificati gli pneumatici nell’etichetta europea, introdotta obbligatoriamente dalla Commissione Ue da novembre 2012, è proprio la resistenza al rotolamento, assieme all’aderenza sul bagnato e alla rumorosità esterna.

In generale, è fondamentale scegliere gli pneumatici giusti: non è sicuro d’inverno usare quelli estivi, mentre circolare in estate con pneumatici invernali significa consumare il 3% di carburante in più», afferma il manager. E se si sceglie un prodotto di classe A, che quindi ha minore resistenza al rotolamento, rispetto a uno di classe G, su 35mila chilometri di percorrenza si ottiene un risparmio 300 euro.

Ovviamente i prodotti di qualità superiore costano di più, il gap può arrivare anche al 30%, ma il maggiore costo viene integralmente ripagato dal minore consumo di carburante.

Un altro accorgimento da seguire, che non comporta alcun costo aggiuntivo ma soltanto un po’ di attenzione, riguarda manutenzione e controllo è di verificare sempre la giusta pressione delle gomme, perché se una pressione eccessiva può essere pericolosa, un sottogonfiaggio comporta un consumo di carburante aggiuntivo del 3%.

È una questione di rispetto ambientale, ma anche di sicurezza. Secondo l’ente certificatore Tüv, a una velocità di 80 chilometri all’ora con pneumatici classe A si frena 18 metri prima di quanto non accadrebbe con pneumatici di classe F.


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