Diritto e Fisco | Articoli

Separazione senza addebito: quando è possibile

22 Maggio 2022
Separazione senza addebito: quando è possibile

Come e quando separarsi e divorziare: cos’è l’addebito e quali sono le conseguenze. 

Un nostro lettore ci chiede se è possibile la separazione senza addebito e quando questa può avvenire. La domanda è però frutto di un equivoco che corre la necessità di chiarire. Per comprenderla meglio sarà necessario rivoltare il discorso e spiegare cos’è l’addebito e quando scatta, ma soprattutto quali sono le conseguenze della separazione con addebito. Procediamo dunque con ordine. 

Cos’è l’addebito?

L’addebito è l’accertamento che il giudice fa, su richiesta di uno dei due coniugi, al termine della causa di separazione o divorzio, circa l’eventuale responsabilità di uno dei due (o di entrambi) nell’aver determinato la crisi coniugale. 

La responsabilità però sussiste solo quando vengono violati gli obblighi matrimoniali ossia: 

  • fedeltà;
  • convivenza;
  • rispetto;
  • contribuzione ai bisogni familiari;
  • assistenza morale e materiale del coniuge.

Pertanto, subisce l’addebito chi tradisce il coniuge (sempre che il tradimento non sia la conseguenza di una rottura già in atto ma l’effettiva e unica causa scatenante della separazione); chi va via di casa senza l’intenzione di voler tornare o senza sapere quando tornerà; chi maltratta il coniuge; chi non lavora o non si dedica alla casa, ma anzi sperpera le risorse familiari; chi si disinteressa dei bisogni del coniuge, non gli presta assistenza laddove malato o comunque, pur potendo, non lo mantiene. 

Al contrario, non subisce l’addebito chi si confessa non più innamorato (amare una persona non può essere una costrizione e ben può succedere che l’amore finisca, senza che ciò possa essere considerata una responsabilità giuridica); chi non va più d’accordo con il coniuge; chi decide di cambiare vita e così via.

Cosa comporta l’addebito?

L’addebito, come detto, è una dichiarazione di responsabilità. Le uniche conseguenze che esso comporta sono:

  • l’impossibilità di chiedere il mantenimento all’ex coniuge, neanche se si versa in condizioni economiche disagiate (si pensi al coniuge disoccupato);
  • l’impossibilità di rivendicare diritti ereditari sul coniuge qualora questi muoia tra il giorno della separazione e quello del divorzio (ciò perché la separazione non fa perdere la qualità di erede, mentre il divorzio la cancella per sempre, indipendentemente dall’addebito).

Quindi, contrariamente a quanto si crede, non è perché si subisce l’addebito che si deve per questa ragione pagare il mantenimento all’ex. L’obbligo di versare gli alimenti infatti non scatta perché il coniuge ha violato i doveri del matrimonio (ad esempio, ha commesso adulterio) ma solo per via della disparità dei redditi tra i due coniugi. Un marito che è sempre stato fedele e rispettoso dovrà garantire il mantenimento all’ex moglie, pur senza addebito, se questa non versa nelle condizioni economiche per mantenersi da sola. È piuttosto il contrario: chi subisce l’addebito non può chiedere per sé il mantenimento.

Chi subisce l’addebito non deve neanche risarcire i danni all’ex, salvo che il suo comportamento si sia risolto in un grave danno a diritti costituzionali dell’ex, come l’onore. Sarebbe ad esempio tenuto al risarcimento chi tradisce il marito e lo fa alla luce del sole, non nascondendolo al pubblico, così minando la reputazione del coniuge. 

Quando viene concessa la separazione?

La separazione viene concessa quando il coniuge che si rivolge al giudice deduce che la convivenza è divenuta impossibile, che quindi è venuto meno quel legame, quella comunione, quella concordia che è la base del matrimonio. Tale circostanza però non necessita di prove: basta la semplice dichiarazione. Il che equivale a dire che la separazione – e così anche il divorzio – vengono concessi dal tribunale a semplice richiesta della parte interessata. A questa basta dedurre nel proprio atto di ricorso che la vita matrimoniale è divenuta intollerabile.

Si può concedere la separazione senza addebito?  

Alla luce di quanto abbiamo appena detto è facile comprendere che una separazione senza addebito non solo è possibile ma è anche la norma. Non si deve per forza trovare colpe nell’altro coniuge per volersi separare o divorziare. Basta anche il semplice fatto di non andare più d’accordo e di non amarsi più, indipendentemente dalle colpe o da chi abbia più responsabilità all’interno delle difficoltà relazionali. 

Che poi, a ben vedere, la lotta per ottenere l’addebito non ha sempre un’utilità pratica se chi è responsabile per la fine del matrimonio sarà comunque tenuto – con o senza colpe – a versare il mantenimento. Si pensi a un uomo con uno stipendio di 2.000 euro che tradisca la moglie disoccupata: lei farà verosimilmente di tutto per ottenere l’addebito nei confronti di lui, ma le cose non cambierebbero anche se non riuscisse a dimostrare l’infedeltà: ella avrebbe comunque diritto al mantenimento.

Separazione senza addebito: quando è possibile?

La separazione senza addebito è quindi sempre possibile e per ottenerla basta una semplice domanda al giudice. Basta cioè dichiarare di volersi separare, senza bisogno di motivazioni o altro. 

Come anticipato, l’addebito è l’eccezione e non la regola. 

Cosa spetta in una separazione senza addebito? Tutto ciò che spetterebbe in una normale separazione. Ossia, il giudice deciderà il mantenimento a favore del coniuge con il reddito più basso. Inoltre, in presenza di figli minori, il tribunale opterà per l’affidamento condiviso (salvo optare per quello esclusivo in caso di gravi incapacità di un genitore) e stabilirà quale debba essere il genitore collocatario, quello cioè con cui i figli andranno a vivere. Infine verrà deciso, in assenza di accordo tra i genitori, l’ammontare del mantenimento per i figli stessi, dovuto fino a quando questi, anche se maggiorenni, non raggiungeranno le condizioni (sia pure solo potenziali) per rendersi autonomi economicamente. 

Che fare se il marito o la moglie non vuol concedere la separazione?

La separazione, con o senza addebito, non richiede il consenso di entrambi i coniugi. Basta la richiesta di uno solo di questi, depositata in tribunale, per dar il via al procedimento che, eventualmente, si potrà portare avanti anche in assenza dell’altro coniuge. Insomma, l’eventuale opposizione a firmare l’atto di separazione o divorzio cambierà solo la procedura, che da consensuale diventerà giudiziale, ma non l’esito della stessa. 



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube