Diritto e Fisco | Articoli

Un professore può leggere in classe il compito di un alunno?

20 Maggio 2022
Un professore può leggere in classe il compito di un alunno?

Un compito in classe è coperto da privacy? È un dato personale o un atto amministrativo? Il docente può leggere i voti a tutti o darne copia?

Un nostro lettore ci chiede se un professore può leggere in classe il compito di un alunno o se questo sia coperto da privacy in quanto “dato personale”. Per fornire una risposta corretta non si può prescindere dalla natura dell’atto in questione ossia il compito, la verifica, il tema, l’elaborato e così via, tanto nell’ipotesi in cui questo sia stato effettuato a casa che in classe. Ma procediamo con ordine.

Il compito in classe è un dato personale?

Il compito in classe non è un’informazione riservata. Non è quindi coperto da privacy. Su di esso infatti non vi è riservatezza (del resto, se così fosse, non sarebbe possibile alcuna verifica o controverifica). Né si può parlare di una corrispondenza segreta tra l’alunno e il prof che sarebbe tutelata dalla Costituzione.

Il compito in classe è un atto amministrativo?

Il compito in classe è invece un atto amministrativo: una volta realizzato fuoriesce dalla sfera di disponibilità del privato ed entra in quella “pubblica” (almeno nel caso delle scuole statali), finendo per essere un atto proprio della Pubblica Amministrazione. Come tale esso è regolamentato da tutti i principi generali che regolamentano il documento amministrativo. Tant’è vero che è sottoposto alla legge sulla trasparenza amministrativa. Con la conseguente possibilità che ciascun interessato (alunno maggiorenne o genitore) può presentare istanza di accesso agli atti per leggere il proprio elaborato, le correzioni ricevute e quindi verificare la congruità anche della valutazione fatta dal docente per esercitare un controllo su di essa. 

Ricordiamo, a tal fine, che la legge n. 241/1990 sancisce la legittimità della richiesta dei genitori di poter “visionare” compiti e verifiche dei loro figli (anche se maggiorenni) e di richiederne copia. La richiesta di accesso agli atti amministrativi può essere di due tipi:

  • accesso informale: il genitore o l’alunno maggiorenne possono chiedere al docente di “visionare” compiti e verifiche svolti in classe;
  • accesso formale: il genitore o l’alunno maggiorenne possono chiedere una copia di tali documenti. In tal caso, dovranno presentare un’apposita istanza al dirigente scolastico. 

Il compito in classe è coperto da privacy?

Il compito in classe sottostà, per certi versi, alla normativa sulla privacy. Questo non significa che sia segreto ma che la custodia e conservazione è rimessa al cosiddetto titolare del trattamento dei dati che, in questo caso, è il dirigente scolastico. È questi che deve impedire che gli atti amministrativi – ossia compiti, verifiche, ecc. – siano affidati a persone che non vantino alcun interesse (ad esempio il genitore di un bambino che non è l’autore del compito). E del resto, come detto, nessun atto può essere dato in originale senza la sua autorizzazione e nessuno è autorizzato a fornire copia di verifiche, compiti in classe, relazioni, registri o qualunque altro atto della scuola senza la specifica autorizzazione del dirigente scolastico.

Un professore può leggere in classe il compito di un alunno?

Può succedere che un professore legga in classe, davanti a tutti gli alunni, il compito presentato da un alunno e che tuttavia quest’ultimo possa sentirsi leso nella propria privacy da tale comportamento. Come detto, però, il compito o la verifica in classe è un atto amministrativo che, una volta uscito dalla disponibilità materiale del privato (ossia l’alunno), diventa un atto pubblico. Pertanto un insegnante può, in classe, leggere davanti a tutti i voti e i giudizi attribuiti ad ogni alunno in quanto si tratta di informazioni pubbliche, non soggette ad alcun limite sulla privacy se non quelli appena menzionati. Egli può anche leggere il contenuto del compito per fini pedagogici e di insegnamento, come nel caso del docente che voglia illustrare agli alunni quali errori non fare o, al contrario, lodare le doti dell’autore della prova. La lettura in pubblico dei voti o del contenuto dei compiti è vietata solo quando:

  • può arrecare un particolare danno all’alunno (come nel caso di soggetti affetti da particolari deficit cognitivi);
  • avviene allo scopo di derisione e scherno, nel qual caso potrebbe addirittura configurarsi, nella peggiore delle ipotesi e dinanzi a un comportamento reiterato, il reato di maltrattamenti. Non è tuttavia invocabile, come detto, una lesione alla privacy. 


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube