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Quali prove in una causa di divorzio

20 Maggio 2022
Quali prove in una causa di divorzio

Come vincere una causa di separazione e divorzio: che valore hanno le prove, chi può testimoniare e quali fatti dimostrare al giudice. 

Le cause si vincono sulla base delle prove. Non basta avere ragione e affermare il proprio diritto con gran forza. Né è sufficiente avere un avvocato dotato della miglior retorica. E così anche le cause di separazione e divorzio necessitano di prove. Almeno quelle giudiziali, che non si chiudono con un accordo. Ma quali sono le prove in una causa di divorzio e soprattutto a cosa servono? Cosa è necessario dimostrare al giudice? Cerchiamo di fare un passo indietro. All’esito di questo articolo avremo dato al lettore non solo qualche cognizione di diritto processuale ma anche dei validi suggerimenti su come vincere la causa di separazione o divorzio. Ma procediamo con ordine.

Perché la causa di separazione o divorzio?

Separazione e divorzio possono realizzarsi o con l’accordo delle parti oppure nel corso di una causa. Nel primo caso si parla di separazione o divorzio consensuale, nel secondo caso di separazione o divorzio giudiziale.

La procedura consensuale si può realizzare in tre modi diversi:

  • dinanzi al giudice (precisamente davanti al Presidente di Sezione), in un’unica udienza il cui questi, dopo aver tentato una (formale) conciliazione tra le parti, dà lettura dell’accordo da queste previamente concordato (per come redatto dai rispettivi avvocati) e lo approva;
  • dinanzi all’ufficiale di stato civile del Comune (o davanti al sindaco stesso), in due incontri differenti con una distanza di 30 giorni l’uno dall’altro. Tale possibilità è ammessa solo in assenza di figli minori, portatori di handicap o maggiorenni non ancora autosufficienti. Inoltre non sono ammessi, nell’accordo, patti di trasferimento di beni (che andranno regolamentati con contratti autonomi). Per sapere di più leggi Separazione e divorzio in Comune: come si fa;
  • con un accordo stilato e firmato con l’assistenza dei rispettivi avvocati e da questi poi depositato in tribunale: è la cosiddetta negoziazione assistita.

La procedura giudiziale invece consiste in una causa vera e propria, che inizia con l’atto di ricorso presentato da uno dei coniugi e la difesa successiva dell’altro. Il giudice ammette le prove richieste dalle parti e poi emette la sentenza.

La causa di separazione e divorzio viene intrapresa perché i coniugi non sono riusciti a trovare un accordo su uno o più aspetti dei loro rapporti economici o personali conseguenti alla cessazione del matrimonio. Essa potrebbe pertanto riguardare ad esempio:

  • l’ammontare del mantenimento per l’ex coniuge più povero;
  • l’ammontare del mantenimento per i figli;
  • la collocazione dei figli presso uno dei genitori;
  • l’affidamento dei figli (se congiunto o condiviso);
  • le modalità di visita dei figli e la possibilità di un coniuge di trasferirsi altrove.

Perché le prove sono necessarie in una causa di separazione o divorzio?

Di solito, le prove sono più importanti nella causa di separazione che in quella di divorzio, dove normalmente il giudice si limita a prendere atto di quanto già era stato deciso nel precedente step della separazione, salvo siano intervenuti eventi nuovi e imprevedibili che abbiano mutato la situazione di fatto (ad esempio, un arricchimento o un impoverimento di uno dei due ex coniugi con conseguente richiesta di incremento o di riduzione dell’assegno di mantenimento; inadeguatezza di uno dei due coniugi ai compiti di genitore, ecc.).

Gli accordi stretti in sede di separazione non sono vincolanti con il divorzio. Ad esempio, se un coniuge, all’atto della separazione, rinuncia al mantenimento in cambio del trasferimento della proprietà di un immobile, con il divorzio potrebbe modificare la propria pretesa e pretendere anche l’assegno.

Di solito, le prove sono volte a dimostrare:

  • la responsabilità di uno dei due coniugi nell’aver determinato, con il proprio comportamento, la crisi del matrimonio. Il che ne comporta l’imputazione di addebito, con conseguente perdita del diritto al mantenimento e della qualità di erede legittimario;
  • la sussistenza di redditi nascosti e non dichiarati che potrebbero determinare un maggior importo del mantenimento;
  • le esigenze economiche del coniuge che richiede il mantenimento o, al contrario, l’incapacità dell’altro di provvedervi per come richiesto dall’ex;
  • l’inattitudine di uno dei due coniugi a gestire i figli o a prendere le decisioni più adeguate per la loro crescita. Nel primo caso, la battaglia si concentrerà sulla collocazione dei figli e, nel secondo, sull’affidamento.

Quali prove portare in una causa di separazione o divorzio?

Nel processo civile le prove sono “tipiche” ossia unicamente quelle indicate dal Codice civile. Solo oggi i giudici si stanno aprendo anche alle prove atipiche, come ad esempio le chat, gli screenshot, le email semplici. 

Le prove in una causa di separazione o divorzio sono dunque quelle di qualsiasi altro processo. Le elencheremo qui di seguito.

Testimonianza 

Possono testimoniare in causa tutti i soggetti, compresi parenti, affini e figli, tranne i due coniugi. 

La testimonianza dei minori deve essere disposta con le opportune cautele per tutelare la loro psiche.

Il bambino con più di 12 anni deve essere obbligatoriamente sentito quando si decide sul suo collocamento e affidamento.

Il testimone è solo colui che ha visto i fatti o ne ha cognizione diretta (non sono ammessi i testimoni che hanno conoscenza dei fatti per “sentito dire”).

Le deposizioni dei parenti, affini o figli hanno lo stesso valore probatorio di quelle provenienti da terzi estranei.

È ad esempio frequente, essenzialmente ai fini dell’addebito, la testimonianza:

  • dei parenti del coniuge che richiede l’addebito. La prova che la condotta di un coniuge ha determinato l’intollerabilità irreversibile della convivenza può emergere dalle loro testimonianze: i fatti che attengono all’intimità familiare infatti non possono che essere noti con più diretta conoscenza ai congiunti più prossimi;
  • dei figli; ad esempio, può essere decisiva la testimonianza del figlio che conferma che la relazione extraconiugale del genitore è stata l’unica causa della crisi che ha portato alla fine del matrimonio.

Il divieto di comunicazione e diffusione dei dati personali non si applica alla narrazione dei fatti nell’ambito di una testimonianza: tale divieto infatti non può riguardare quelle attività necessarie o obbligatorie per le esigenze di difesa in giudizio quando sono rispettati i limiti della pertinenza e continenza. Il rispetto della privacy non può legittimare una violazione del diritto inviolabile di difesa che non può incontrare ostacoli o impedimenti nell’accertamento della verità.

Documenti e atti

Lettere, scritti, contratti, atti notarili e qualsiasi altro documento può entrare nel processo. Non hanno valore, nel nostro ordinamento, i cosiddetti patti prematrimoniali, quelli con cui le parti concordano in anticipo gli effetti di una eventuale separazione o divorzio. Tuttavia, è possibile che un coniuge si impegni a rimborsare l’altro, in caso di separazione, delle spese da questi sostenute per la ristrutturazione o edificazione della casa comune. 

Fotografie

Le foto sono “riproduzioni meccaniche” che fanno fede solo se non contestate in giudizio dalla parte avversaria. Non basta una generica opposizione ma bisogna insinuare nel giudice il dubbio della mancanza di genuinità di tali documentazioni. 

Chat, email, screenshot

I giudici ammettono oggi la prova acquisita tramite screenshot, sms, chat ed email a patto che non siano stati acquisiti con l’inganno o in violazione della privacy. 

Confessione

La confessione di un coniuge, che può avvenire anche tacitamente (ossia in mancanza di contestazione di un fatto dedotto dall’avversario), è prova legale e vincola il giudice a tenerne conto senza potersi discostare più da esso.

Le indagini della polizia tributaria

Quando è in contestazione il reddito di uno dei due coniugi, l’altro può chiedere al giudice di ricostruire il suo tenore di vita sulla base delle spese da questi sostenute (affitto, viaggi, utenze, ecc.) oppure con una indagine tributaria da affidare alla finanza. In questo secondo caso, si procederà a delle vere e proprie verifiche fiscali.

L’investigatore privato

Spesso, si utilizzano detective privati per dimostrare l’infedeltà di uno dei due coniugi. Il relativo report scritto non è una prova; lo possono essere le foto se non contestate. In ultima analisi, l’investigatore potrà essere sentito come testimone dei fatti a cui ha assistito personalmente. 

 



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