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Il conduttore deve risiedere nella casa presa in affitto?

28 Maggio 2022
Il conduttore deve risiedere nella casa presa in affitto?

Il conduttore di un immobile di mia proprietà non ha ancora trasferito, pur essendosi impegnato a farlo, la propria residenza nella casa affittata. Questo ritardo potrebbe costarmi la possibilità di ottenere agevolazioni comunali sull’Imu. Cosa posso fare?

Per rispondere al suo quesito occorre partire dall’articolo 43, comma 2, del Codice civile.

Secondo questa norma, la residenza di una persona è nel luogo in cui si dimora abitualmente.

Questo vuol dire che, anche nel suo caso, se il conduttore andrà effettivamente a vivere nell’appartamento che lei gli ha concesso in locazione e vi dimorerà in modo abituale (e non episodico e saltuario) allora sarà obbligato a trasferirvi la propria residenza in base a quello che dispone la legge che disciplina l’anagrafe della popolazione residente (legge n. 1228 del 1954) ed il regolamento anagrafico della popolazione residente (decreto del presidente della Repubblica n. 223 del 1989).

In particolare, l’articolo 13, comma 2, del d.p.r. n. 223 del 1989, stabilisce che le dichiarazioni di trasferimento di residenza da un Comune ad un altro devono essere rese entro venti giorni dalla data in cui il trasferimento è avvenuto.

Ciò significa che qualunque persona decida di andare a dimorare in modo abituale (cioè stabile e non episodico) in un nuovo Comune, ha l’obbligo di dichiararlo agli uffici anagrafici del Comune in cui si trasferisce (ed a quelli del Comune che abbandona) entro il termine di venti giorni dal momento in cui si verifica il trasferimento.

Quello che quindi lei può fare è:

  • esercitare una pressione sul conduttore affinché, se effettivamente si sarà trasferito nel suo appartamento per dimorarvi in modo abituale, effettui (come è suo dovere) la dichiarazione di trasferimento di residenza da un Comune ad un altro;
  • se il suo conduttore non avrà spontaneamente dichiarato il proprio trasferimento di residenza dopo essersi effettivamente e stabilmente trasferito a dimorare nel suo appartamento, segnalare l’avvenuto trasferimento di fatto all’ufficiale di anagrafe del Comune dove il suo conduttore abitava in precedenza il quale, ai sensi dell’articolo 16 del d.p.r. n. 223 del 1989, ne darà notizia al Comune dove il suo conduttore si sarà trasferito.

Tenga conto però che le norme che Le ho citato impongono al cittadino un obbligo solo nei confronti della Pubblica Amministrazione e non nei confronti di altri cittadini.

Questo vuol dire che se il cittadino non adempie all’obbligo di dichiarare il trasferimento di residenza entro venti giorni da quando è avvenuto, il cittadino è poi soggetto solo ad una sanzione amministrativa (tra l’altro irrisoria poiché è pari ad un importo tra euro 5 ed euro 25) perché, mi ripeto, la legge n. 1228 del 1954 ed il d.p.r. n. 223 del 1989 riguardano rapporti e doveri tra i cittadini e la Pubblica Amministrazione e non tra cittadini e cittadini.

Se però il suo conduttore si era obbligato direttamente nei suoi confronti (meglio se per iscritto) a trasferire la propria residenza nell’appartamento in questione e lei subisce un danno dal mancato adempimento a quell’impegno (danno che può essere ad esempio il mancato risparmio in termini di agevolazione Imu), lei potrà chiedere al conduttore il risarcimento del danno subìto (ovviamente se lei dovesse avviare una causa civile per chiedere il risarcimento del danno dovrà innanzitutto avere a diposizione la prova che il conduttore si era obbligato nei suoi confronti a trasferire la sua residenza nell’appartamento che lei gli ha concesso in affitto).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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