Diritto e Fisco | Editoriale

L’avvocato tuttofare e quello specialista: l’ennesimo business a vantaggio di pochi studi legali?

6 Ottobre 2014 | Autore:
L’avvocato tuttofare e quello specialista: l’ennesimo business a vantaggio di pochi studi legali?

Riportiamo le interessantissime riflessioni dell’avvocato Orlando Navarra, sulle novità che stanno per investire l’avvocatura: una critica lucida e senza peli sulla lingua.

Egregi colleghi, Vi sottopongo alcune riflessioni sul prossimo istituendo avvocato specializzato, avendo rilevato alcune criticità̀, auspicando un dibattito sul punto.

L’ultima legge sull’Ordinamento Forense [1] ha istituito la nuova figura dell’avvocato specialista. Il Ministero di Giustizia ha approvato alcuni giorni fa lo schema di regolamento per acquisire il titolo di avvocato specialista.

Ritengo tuttavia che ciò che si sta preparando vada ad esclusivo vantaggio di alcuni importanti studi siti in grandi città e di fatto collettori di precise tipologie di pratiche. Resteranno probabilmente esclusi gli avvocati di realtà̀ piccole come quella valdostana. Prima di esprimere la mia opinione sull’avvocato specialista mi sembra tuttavia utile richiamare la normativa.

La legge fissa i punti più̀ qualificanti all’art. 9. Il titolo di specialista si consegue o tramite “1) percorsi formativi almeno biennali o per 2) comprovata esperienza”, quest’ultima prevista solo per gli avvocati iscritti all’albo da almeno 8 anni.

L’attribuzione del titolo è riservata al Cnf che può̀ anche revocarlo. Il titolo di specialista “non comporta riserva di attività̀ professionale”; ciò̀ evita, ma solo sulla carta, di costruire recinti protetti e dunque alterazioni della concorrenza. Il titolo di specialista può essere utilizzato per la pubblicità̀ informativa sull’attività professionale (articolo 10). In parallelo, la legge disciplina ed istituisce un elenco delle associazioni specialistiche maggiormente rappresentative (art. 36, primo comma, lettera s).

Lo schema di regolamento pone la disciplina di dettaglio ed individua un elenco di 14 aree di specializzazione che potrà̀ essere aggiornato in futuro. E qui cominciano le note dolenti di un business creato esclusivamente a beneficio di avvocati ben introdotti nel sistema.

Infatti, il sistema prevede un “doppio canale” per il conseguimento del titolo che potrà comunque essere revocato dopo una verifica triennale, anche in questo caso con doppia modalità.

Per acquisire il titolo si potranno seguire percorsi formativi di durata biennale non inferiore alle 200 ore (in una professione dove si studia quotidianamente gli avvocati si stanno trasformando in “eterni studenti” e ciò, com’è noto per i selezionatori di personale delle grandi aziende, rappresenta un difetto non certo un pregio). È prevista una prova scritta e orale al termine di ogni anno di corso.

La comprovata esperienza, necessaria per gli iscritti all’albo da oltre 8 anni, si dimostra documentando almeno 50 incarichi professionali (giudiziali o stragiudiziali) all’anno nell’ultimo quinquennio.

Da quanto esposto si capisce agevolmente che si sta costruendo l’ennesima riserva indiana impedendo alla concorrenza di operare e di farsi pubblicità. Infatti, da un lato i giovani avvocati dovranno studiare oltre due anni (incentivando l’ennesimo business dei corsi) e dall’altro per i primi due anni di operatività̀ della specializzazione potranno fregiarsi del titolo solo noti avvocati e professori di grandi studi collettori di pratiche smaltite attraverso il probabile ausilio di giovani colleghi e praticanti (poiché gli altri staranno frequentando i percorsi formativi).

Ma non finisce qui.

Per mantenere il titolo, che va sottoposto a verifica ogni tre anni, si deve sottostare ad una doppia modalità̀. L’avvocato specialista deve infatti, in alternativa, frequentare corsi di formazione per un numero di venticinque crediti all’anno (non si capisce se in aggiunta ai trenta crediti ordinari) o comprovare 50 carichi all’anno.

Tale revoca così come il riconoscimento sono materie riservate al Cnf.

La finalità̀ di questo percorso ad ostacoli è quella di poter spendere il titolo di specialista poiché́ chi lo spenderà̀ abusivamente commetterà un illecito disciplinare.

Si sta dunque creando l’ennesimo ostacolo per favorire pochi e danneggiare molti. A cominciare dagli avvocati delle piccole realtà come quella valdostana dove sarà̀ possibile diventare “specialisti” in pochissime aree e con grandi difficoltà.

Un professore o un avvocato di grande fama nazionale non avrà difficoltà ad acquisire 3/400 pratiche gestite dai suoi collaboratori. Pertanto il numero delle pratiche per il riconoscimento/mantenimento del titolo, a mio giudizio, andrebbe ripartito per ogni collaboratore.

È facile immaginare invece che il giovane avvocato, dopo aver conseguito il titolo di specialista partecipando ad un master biennale di 200 ore, sia poi in difficoltà ad acquisire 50 pratiche all’anno concernente l’area tematica scelta sulle 14 disponibili, per i primi tre anni. Dunque rischierà la revoca del titolo.

Ho pertanto l’intenzione di sensibilizzare le istituzioni e le associazioni sull’argomento poiché da un lato ritengo che si stia manifestando un illecita restrizione alla concorrenza e dall’altro penso che un collega di una piccola realtà (che abbia clienti in più̀ di un’area tematica) che abbia seguito 10/20 pratiche penali, di responsabilità civile, di famiglia all’anno, ad esempio, possa legittimamente definirsi “avvocato esperto” (se lo ritiene) cosa diversa da “specializzato”, e come tale pubblicizzarsi, senza vivere l’assillo del controllo così come congegnato che lungi dall’essere di qualità rischia di trasformare gli avvocati in professionisti- schiavi. Il meccanismo che si vuole implementare rappresenta una palese ed ingiustificata restrizione alla concorrenza da contrastare sia a tutti i livelli sia come terminologia. L’avvocato generalista (non quello “tuttofare” che è già un termine dispregiativo in se) con due o tre punti di forza può, a mio giudizio, considerarsi esperto e nel rivendicare tale qualifica può costituire una valida risorsa per la tutela dei diritti delle persone.

Avv. Orlando Navarra

STUDIO LEGALE NAVARRA

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note

[1] L. n. 247/2012

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Poche parole: perfettamente d’accordo con l’avv. Navarra!
    La Sua opera di sensibilizzazione avrà, credo, numerosissimi proseliti…

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