Licenziamenti economici, l’art 18 è in parte incostituzionale

20 Maggio 2022
Licenziamenti economici, l’art 18 è in parte incostituzionale

Per la Corte costituzionale non è una maggiore tutela provare la «manifesta» insussistenza del fatto su cui si basa il licenziamento, ma una complicazione. 

Se n’è parlato tanto di questo articolo 18, soprattutto quando la famosa Legge Fornero ci ha messo sopra le mani. Eppure, adesso, con lo scopo di tutelare quanto più possibile il lavoratore, il rischio è quello di incorrere in differenti trattamenti. Proprio per evitare questa disparità la Corte costituzionale si è pronunciata chiarendo un concetto: via il «manifesta insussistenza» dal dettato legislativo.

La Corte, con una sentenza appena depositata [1], è tornata a parlare di articolo 18 e di licenziamenti stabilendo il principio per cui il giudice non ha l’obbligo di accertare la «manifesta insussistenza» del fatto su cui si basa il licenziamento economico.

Al vaglio della Corte è giunto lo studio dell’art 18 [2] modificato dalla Legge Fornero [3] nella parte in cui prevede che in caso di licenziamento del lavoratore per disporre la reintegra occorra una manifesta insussistenza del fatto. Secondo la Consulta, invece, il fatto deve essere ricondotto all’effettività della scelta imprenditoriale, ed è proprio su questi aspetti che il giudice deve svolgere una valutazione di legittimità «che non può sconfinare in un sindacato di congruità e opportunità» [4].

Il problema della richiesta di verificare la manifesta insussistenza è puramente fattuale: com’è possibile dimostrarla senza incorrere in incertezze applicative e rischiando di cadere in disparità di trattamento? Non lo è.

Secondo quanto affermato dalla Corte costituzionale, il criterio della manifesta insussistenza è eccentrico e comporta un quadro probatorio articolato che, oltre al dovere di indagare sull’esistenza o meno del fatto, richiede al giudice di verificare la «marcata graduazione dell’eventuale insussistenza» dello stesso. Per i giudici costituzionali la richiesta di indagare sulla manifesta insussistenza è una irragionevole complicazione processuale .

Se l’obiettivo del legislatore era quello di tutelare maggiormente il lavoratore, sostiene la Consulta, il mezzo utilizzato per farlo non è utile a tal fine, oltre a richiedere un difficile e superfluo impegno in sede processuale.

Proprio per questo motivo la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il secondo periodo del settimo comma dell’art. 18 limitatamente alla parola “manifesta”.

Per i giudici, quindi, al fine di tutelare l’articolo 18, in sede processuale non deve essere accertata la “manifesta” insussistenza del fatto su cui si basa il licenziamento, ma la semplice esistenza di questa.


note

[1] Corte cost. sent. n. 125/2022 del 19.05.2022.

[2] Legge n. 300/1970 del 20.05.1970.

[3] Legge n. 92/2012 del 28.06.2012.

[4] Corte cost. sent. n. 59/2021.


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