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Chiuso nelle porte del supermercato: c’è risarcimento?

23 Maggio 2022
Chiuso nelle porte del supermercato: c’è risarcimento?

Schiacciato dalle porte automatiche del centro commerciale: a quanto ammonta il danno e la somma che si ha diritto a chiedere?

Una persona che resta chiusa nelle porte del supermercato ha diritto al risarcimento? Ipotizziamo il caso di un cliente che, con le mani occupate dalle buste della spesa, nell’uscire dal supermarket, attraversi le porte rimaste ancora aperte per via del precedente passaggio di un’altra persona. Senonché, per un difetto di funzionamento, le cellule fotoelettriche posizionate sopra il varco non intercettano il suo passaggio e le due porte scorrevoli di vetro si chiudono sul malcapitato, benché invece dovessero rimanere aperte. Quest’ultimo, per via dell’età, cade a terra e riporta una frattura. Un danno di questo tipo è risarcibile? A quanto ammonta la somma che dovrà pagare il titolare del locale? Entro quanto tempo va proposta la causa (ossia qual è il termine di prescrizione del diritto al risarcimento?). Cerchiamo di fornire qualche informazione pratica alla luce di una recente sentenza della Cassazione [1] che si è occupata dell’argomento in questione.  

Schiacciato dalle porte automatiche del supermercato: chi paga?

L’articolo 2051 del Codice civile attribuisce, al proprietario della cosa da cui origina un danno ingiusto a terzi, l’obbligo di risarcire i danni. Questa norma ha una portata molto ampia e si applica anche in assenza di colpa, come nel caso in cui il difetto di funzionamento dipenda da un problema elettronico o meccanico imprevisto. È proprio il caso di chi resta schiacciato tra le porte automatiche del centro commerciale o del supermarket. A risponderne è chiaramente la società o l’imprenditore titolare dell’esercizio commerciale, il quale non potrà invocare l’eccezionalità del caso. Egli deve infatti adottare tutte le misure tecniche necessarie a evitare infortuni dei clienti o degli stessi lavoratori.

Solo dimostrando il cosiddetto «caso fortuito» il danneggiante può essere esonerato dalla responsabilità. Il caso fortuito è un evento imprevedibile e inevitabile. Si pensi al caso del cliente che voglia forzare, per uscire, la porta invece rivolta a chi deve entrare e su cui, pertanto, le cellule fotoelettriche sono predisposte sul lato opposto di accesso. 

Entro quanto tempo chiedere il risarcimento del danno?

L’azione di responsabilità, in questo caso, si prescrive in cinque anni. Entro tale termine, dunque, il danneggiato dovrà diffidare il titolare del supermercato o del centro commerciale. La diffida interrompe i termini di prescrizione che ritornano a decorrere da capo per altri cinque anni. E così fino alla successiva diffida o alla notifica di un atto di citazione in tribunale. 

L’azione che si deve esperire è chiaramente di tipo civile in quanto rivolta ad ottenere il risarcimento dei danni subiti. 

Quali danni per lo schiacciamento tra le porte automatiche del centro commerciale?

I danni da risarcire sono quelli che conseguono a qualsiasi tipo di sinistro e consistono nei:

  • danni patrimoniali, costituiti dalle spese sostenute per le cure (danno emergente) e dai mancati guadagni derivanti dalla sospensione dell’attività lavorativa (lucro cessante);
  • danni non patrimoniali, costituiti dal dolore e dalla sofferenza conseguente alla lesione (danno morale); dall’eventuale perdita delle funzioni del proprio corpo (danno biologico) che può essere totale (quando coinvolge tutto il corpo) o parziale (quando ne coinvolge una sola parte, come un arto rotto), può essere temporaneo (come nel caso di una fasciatura per due settimane) o definitivo (come nel caso di un braccio che non articolerà più bene come prima). 

A quanto ammonta il risarcimento del danno per chi viene schiacciato dalle porte del supermercato?

L’onere della prova dei danni spetta al danneggiato. È sulla base delle risultanze da questi prodotte che si potranno quantificare con esattezza i danni patrimoni e non patrimoniali. Sarà quindi bene conservare tutti gli scontrini, le fatture e i certificati medici.

Il danno biologico viene quantificato secondo tabelle stabilite dai tribunali di Roma e Milano (in attesa delle tabelle nazionali) e che danno rilievo a una serie di parametri come: l’età del danneggiato e l’entità delle lesioni per come accertate da un consulente tecnico.

È impossibile quindi predominare a monte il risarcimento. Tanto a titolo esemplificativo, una persona di 60 anni a cui sia riconosciuta un’invalidità permanente del 5%, ha diritto a circa 6.000 euro, oltre ovviamente al risarcimento per i giorni di invalidità temporanea.

Il risarcimento spetta solo a chi compra?

Ipotizziamo che a restare schiacciato dalle porte del supermercato è un avventore che è entrato per cercare dei prodotti ma non li abbia trovati, sicché questi esce senza aver comprato nulla. In tal caso spetta ugualmente il risarcimento? La risposta è chiaramente positiva. Non conta quanto hai speso per aver diritto ai danni patiti in conseguenza di un oggetto non correttamente funzionante. 

 



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