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Draghi chiama il Cremlino e Putin lo ignora

20 Maggio 2022 | Autore:
Draghi chiama il Cremlino e Putin lo ignora

Il premier chiede al presidente russo di parlare di pace e di cessate il fuoco. La risposta: «Non è il momento»

Mario Draghi chiama, Vladimir Putin risponde. Ma non come il premier si aspettava. Il presidente russo glissa l’invito del premier italiano a cercare una soluzione alla guerra in Ucraina. «A Putin – ha svelato Draghi questa mattina – ho detto: “La chiamo per parlare di pace”, e lui mi ha detto: Non è il momento”. “La chiamo perché vorrei un cessate il fuoco”, lui mi ha risposto: Non è il momento”. “Forse i problemi li potete risolvere voi due, perché non vi parlate con Zelensky?” Mi ha ancora risposto: “Non è il momento”». Putin, insomma, si è negato per tre volte, come San Pietro quando cantò il gallo.

Draghi ha svelato il contenuto della sua telefonata al Cremlino durante la visita che ha fatto questa mattina all’istituto scolastico Dante Alighieri di Sommacampagna, in provincia di Verona. Con i ragazzi non si è risparmiato parlando del conflitto ucraino: «Ho avuto più fortuna a Washington parlando con il Presidente Biden – ha raccontato Draghi –, gli ho detto che forse solo da lui Putin vuol sentire una parola e gli ho detto che telefonasse a Putin. Il suggerimento ha avuto più fortuna perché il giorno dopo non lui, ma il ministro della difesa americano e quello russo si sono sentiti».

«Noi viviamo questa guerra anche in un altro modo – ha poi spiegato il presidente del Consiglio -, perché ci sono tanti, tanti rifugiati ucraini. Noi avevamo già la più grande comunità ucraina d’Europa, composta da circa 230mila persone, ora sono arrivati con la guerra quasi 120mila rifugiati. Gran parte di loro sono donne e bambini, e molti minori sono soli, non accompagnati. E di fronte a questa ondata di persone che scappano dalle bombe, con le loro case e vite distrutte, l’Italia, le famiglie italiane sono state straordinarie. Hanno aperto le porte delle loro case, i rifugiati sono accolti, e l’altra cosa straordinaria è che bambini e ragazzi sono tutti a scuola. Questo è un capolavoro di amore e di efficienza. Le scuole italiane sono stare straordinarie».

E ancora: «È stata data immediatamente assistenza sanitaria e finanziaria. Insomma – ha ribadito – questo Paese è stato straordinario per l’amore che ha mostrato. Questo è il modo in cui noi italiani partecipiamo a questa guerra. Da lontano, aiutando gli amici, ma anche i piccoli amici che arrivano. È un esempio – ha aggiunto Draghi – di cui dobbiamo essere orgogliosi. La pace, la libertà, la democrazia, la pari dignità: questo è uno Stato dove si curano tutti, non ci sono differenze. Naturalmente noi facciamo di tutto perché questi valori siano verificati nella realtà, perché spesso uno dice delle parole che poi non hanno riscontro nei fatti. Ecco, quello è uno dei doveri che abbiamo tutti noi: cercare di far sì che alle parole corrispondano i fatti. Che alle parole della Costituzione, che sono bellissime, le parole della vostra canzone, corrispondano i fatti».

«È una cosa complessivamente semplice a capirsi, non è molto difficile, però richiede una partecipazione, una voglia di cambiare le cose – ha ribadito il premier –. Perché le cose da sole non vanno verso quei valori, vanno diversamente: vanno male. È questo il fatto, quindi voglia di cambiare le cose, di cercare di puntare sempre a questi valori. Questo è un po’ quello che veramente dà senso a quello che noi siamo».



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