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Ispezione sul luogo di lavoro degli ispettori della DTL

14 ottobre 2015


Ispezione sul luogo di lavoro degli ispettori della DTL

> Business Pubblicato il 14 ottobre 2015



Direzione del lavoro: controlli sui lavoratori, la “denuncia” del lavoratore, la conciliazione, l’ispezione, l’acquisizione dei documenti e delle testimonianze dei lavoratori.

In materia di lavoro dipendente, il datore di lavoro può essere oggetto di ispezioni da parte degli organi ispettivi della DTL (Direzione territoriale del lavoro) che potranno verificare:

– l’esecuzione di tutte le leggi in materia diritti civili e sociali dei lavoratori;

– la corretta applicazione dei contratti e accordi collettivi di lavoro (sia nazionali che territoriali o aziendali), qualora le parti siano obbligate al loro rispetto.

La vigilanza sulla corretta applicazione dei contratti ed accordi collettivi di lavoro:

– è attuata principalmente attraverso la diffida accertativa per crediti patrimoniali mediante la quale il datore di lavoro viene diffidato a corrispondere direttamente al lavoratore le somme che risultino accertate quali crediti retributivi derivanti dalla corretta applicazione dei contratti collettivi di lavoro;

– può concentrarsi anche sulla corretta determinazione della retribuzione da assoggettare a contribuzione.

Quando scatta l’ispezione?

L’ispezione può essere effettuata a seguito di una richiesta di intervento da parte del lavoratore, oppure per un’iniziativa autonoma dell’ufficio ispettivo della DTL (direzione territoriale del lavoro).

A fronte di una richiesta d’intervento presentata agli ispettori del lavoro da parte di un lavoratore, i servizi ispettivi delle DTL devono anzitutto tentare di trovare una conciliazione con l’azienda.

Tuttavia, si deve procedere direttamente all’ispezione per le richieste che:

– presentano diretta ed esclusiva rilevanza penale;

– interessano altri lavoratori oltre al denunciante;

– riguardano fenomeni di elusione particolarmente diffusi sul territorio di riferimento;

– hanno ad oggetto esclusivamente profili di natura contributiva, previdenziale ed assicurativa.

Non vengono prese in considerazione le richieste anonime di intervento ispettivo in azienda (a mezzo posta, e-mail, fax o telefono) perché contrarie ai principi di correttezza e trasparenza dell’azione della amministrazione pubblica. Fa eccezione l’ipotesi in cui emerga, con palese e incontrovertibile evidenza, la particolare gravità e attendibilità dei fatti denunciati.

La richiesta di intervento alla DTL deve essere effettuata direttamente dal lavoratore interessato (e non da altri soggetti al suo posto), e può essere inviata alla direzione del lavoro tramite posta o per via telematica.

La fase preparatoria

L’ispezione deve essere preceduta da una fase preparatoria, a cura del personale ispettivo o del personale amministrativo, diretta a raccogliere tutte le informazioni e la documentazione inerenti al soggetto da sottoporre a controllo, anche mediante consultazione delle banche dati, fra le quali quelle realizzate in attuazione di specifici protocolli di intesa.

L’ispezione

Gli ispettori che accedono ai locali dell’azienda devono in primo luogo qualificarsi, (esibendo la propria tessera di riconoscimento) nei confronti non solo del datore di lavoro, ma anche degli altri soggetti con i quali interagisce durante l’ispezione (ad es., i lavoratori dai quali raccoglie dichiarazioni). La mancata esibizione della tessera di riconoscimento autorizza il datore di lavoro ad opporsi all’ispezione, fatta salva la validità degli atti compiuti sino a quel momento.

Gli ispettori possono visitare in ogni parte, a qualunque ora del giorno e della notte, i luoghi di lavoro: laboratori, opifici, cantieri, nonché dormitori e refettori annessi agli stabilimenti. Al contrario, essi devono astenersi dal visitare i locali annessi a luoghi di lavoro e che non siano direttamente od indirettamente connessi con l’esercizio dell’azienda, sempre che non abbiano fondato sospetto che servano a compiere o a nascondere violazioni di legge.

Gli ispettori devono informare il datore di lavoro della facoltà di farsi assistere, nel corso dell’accertamento, da un professionista abilitato affinché presenzi alle attività di controllo e verifica. L’assenza del professionista non impedisce la prosecuzione dell’attività ispettiva, né inficia la sua validità.

Di norma gli accertamenti ispettivi consistono nell’identificazione delle persone presenti, nell’assunzione delle dichiarazioni, nell’esame della documentazione aziendale eventualmente presente e nella descrizione delle lavorazioni svolte, anche in relazione alla valutazione del rischio assicurato e alla situazione della sicurezza sul lavoro.

Gli accertamenti devono concludersi nei tempi strettamente necessari, tenendo conto della complessità dell’indagine e delle dimensioni aziendali del soggetto sottoposto a controllo.

Assunzione di dichiarazioni

Il personale ispettivo può assumere dai datori di lavoro (e/o dai professionisti che eventualmente li assistono), dai lavoratori e dagli istituti di patronato, dichiarazioni e notizie attinenti la sussistenza dei rapporti di lavoro, le retribuzioni, gli adempimenti contributivi e assicurativi e l’erogazione delle prestazioni. Possono essere raccolte anche le dichiarazioni di soggetti esterni (ad es. clienti, fornitori, ex dipendenti, ecc.), se questi sono in grado di fornire elementi e informazioni utili al completamento dell’ispezione.

Le dichiarazioni dei lavoratori devono essere acquisite, di norma durante il primo accesso, mediante domande chiare e comprensibili; non è ammessa la presenza del datore di lavoro né del professionista che lo assiste.

L’acquisizione delle dichiarazioni dei lavoratori può avvenire anche al di fuori del posto di lavoro, previo consenso degli stessi, salvo che si proceda con funzioni di polizia giudiziaria.

Le dichiarazioni acquisite dai lavoratori hanno valore di semplice elemento indiziario, liberamente valutabile dal giudice. Perché esse possano assumere valenza di prova è necessario trovare riscontri anche attraverso ulteriori e diverse dichiarazioni rilasciate da altri lavoratori (cosiddette dichiarazioni incrociate).

Tali dichiarazioni in quanto spontanee devono rimanere anonime (senza riferimento alle generalità di coloro che le hanno rilasciate) nel verbale unico di accertamento e notificazione.


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