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Tovaglioli di carta cancerogeni

6 Ottobre 2014
Tovaglioli di carta cancerogeni

Cibi da pic-nic contaminati da plastica e ammine.

Ormai ci siamo abituati ai continui avvertimenti per la nostra salute. Sono così tanti i campanelli d’allarme che quasi non ci si fa più attenzione. Anche perché, a dover rispettare tutte le precauzioni, si finirebbe per vivere in una campana di vetro. Cibi, tatuaggi, bevande, contenitori, trucchi e creme per il viso, dispositivi elettronici, oli vegetali e conservanti: tutto sembra cancerogeno e niente, però, può essere dimostrato al 100%. Gli uomini vivono così tanto nel terrore da voler dimenticare tutto ciò che leggono. E così, sfuggono anche quelle minime regole di prudenza che, invece, potrebbero evitare i rischi peggiori. Come il non bere il caffè dai distributori automatici che, rilasciando la bevanda calda in bicchierini di plastica, fanno sì che l’alta temperatura squagli il contenitore, miscelandolo al liquido. Insomma, beviamo plastica al caffè. Simile discorso per i piatti usa e getta.

Per stare in tema di campeggi, l’ultimo allarme è stato lanciato oggi dall’Aduc, l’associazione di tutela dei consumatori. Ad essere incriminati sono ora i tovaglilini di carta. Gli inchiostri utilizzati per colorare, stampare disegni o scritte su tali oggetti possono contenere ammine aromatiche primarie (es. anilina), con proprietà cancerogene e mutagene. Queste ammine vengono utilizzate nella produzione di alcuni coloranti nella gamma di colore giallo, arancione e rosso.

Il rischio scatta solo quando, con i tovaglioli, avvolgiamo gli alimenti. Infatti, in caso di prolungato contatto con i cibi, tali ammine possono essere trasferite a ciò che mangiamo e, quindi, in ultima analisi, vengono assorbite dal nostro corpo.

Sarà anche cinica come battuta, ma mai come in questi casi vale il detto: “siamo ciò che mangiamo”…

Anche in questo caso, la regola primaria di prudenza è quella di astenersi dal conservare gli alimenti in tovaglioli che rechino stampe a colori. Sempre meglio il classico lembo di carta bianca. Sarà meno suggestivo, ma sicuramente più salutare.



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