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Chi cerca (casa) …trova l’aiuto del Governo

6 Ottobre 2014 | Autore:
Chi cerca (casa) …trova l’aiuto del Governo

Il Dl Sblocca-Italia introduce norme di favore e nuove opportunità per l’acquisto, la ristrutturazione e il frazionamento delle abitazioni, da parte dei privati cittadini. Si tratta di misure interessanti per tutti anche se occorre analizzare attentamente le condizioni per poterne usufruire.

Il Decreto-Legge Sblocca-Italia [1] approvato il 12 settembre 2014 introduce nell’ordinamento giuridico alcune norme volte a sostenere la ri-partenza del settore edilizio-immobiliare e del settore delle grandi opere pubbliche.

All’interno del provvedimento si trovano una serie di disposizioni che portano agevolazioni fiscali e semplificazioni amministrative per i soggetti, persone fisiche, che si trovano ad acquistare, ristrutturare o ampliare immobili abitativi, esclusi quelli appartenenti alle categorie A/1, A/8 e A/9 (abitazioni di lusso e ville).

Le misure previste dal Governo si articolano, sostanzialmente, in tre gruppi:

1. Agevolazioni fiscali per chi acquista un alloggio, a certe condizioni [2], e lo mette in affitto a canone concordato per almeno 8 anni;

2. Introduzione del nuovo contratto rent-to-buy, con il quale si paga un canone mensile di affitto che contiene anche una parte di acconto prezzo ed alla fine del settimo anno permette di comprare l’abitazione con le agevolazioni previste per gli alloggi sociali;

3. Introduzione di semplificazioni burocratiche in favore delle famiglie che vogliono frazionare, unire o ristrutturare casa, senza aumento di volumetria, con sola modifica della superficie interna.

La prima misura consente alla persona fisica non esercente attività commerciale che acquista, da una impresa di costruzione o di ristrutturazione immobiliare o da cooperativa edilizia o da imprese che hanno effettuato i predetti interventi, oppure che costruisce come appaltante, una unità immobiliare di tipo residenziale, di nuova costruzione o ristrutturata [3], di dedurre dal proprio reddito complessivo il 20% del prezzo di acquisto dell’immobile, nel limite massimo di spesa di 300.000,00 euro.

La deduzione spetta a determinate condizioni ed il periodo di validità della norma va dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2017; infine la deduzione dal reddito complessivo personale, sarà spalmata su un orizzonte di 8 anni.

Il rent-to-buy [4], previsto nella seconda misura, è un contratto di locazione considerato preparatorio al successivo acquisto dell’immobile locato.

Si tratta di una forma di compravendita immobiliare diffusa già da tempo nei Paesi anglo-sassoni, che cerca di trovare soluzione alla crisi finanziaria ed alle maggiori rigidità introdotte dal sistema bancario nella erogazione dei mutui alle persone fisiche che intendono acquistare abitazioni.

Oggi le Banche intervengono a concedere il mutuo nella misura massima dell’80% del prezzo di stima dell’immobile da acquistare, affidando a periti di propria fiducia la valutazione di mercato del bene.

Questo provoca una rilevante difficoltà da parte degli acquirenti a reperire la liquidità necessaria a sostenere il pagamento del 20% del prezzo residuo, nonché le spese notarili e le imposte dovute.

Il rent-to-buy scheme consente di anticipare parte del prezzo da pagare insieme al canone di locazione mensile, costituendo una riserva che il venditore terrà a disposizione quale acconto prezzo da utilizzare al momento della stipula dell’atto di compravendita.

Questo contratto è applicabile anche alla compravendita di immobili ad uso artigianale/commerciale o industriale.

In sostanza è un programma di medio periodo che predispone all’acquisto di un bene immobile utilizzando delle leve finanziarie (accumulo di risparmio in acconto prezzo, posticipazione delle spese notarili e fiscali) e che consente anche un periodo di osservazione nel quale sarà anche possibile cedere il contratto a terzi qualora mutassero le esigenze personali o non si riuscisse a raggiungere il risultato sperato.

Infine la terza misura [5], cioè la semplificazione nelle procedure amministrative che presiedono alla esecuzione delle opere di frazionamento, unione e ristrutturazione della casa di famiglia, permetterà di svolgere dette operazioni evitando i costi e le lungaggini della burocrazia.

Un utilizzo importante di questa ultima misura può essere individuato ad esempio nel caso della famiglia che abita due unità immobiliari, unite di fatto, ma distinte a catasto.

Oggi detta separazione formale causa perdita di agevolazioni – IMU su prima abitazione, concessa solo su una unità immobiliare – nonché rigidità nella gestione dell’immobile di famiglia – concessione in uso di parte dell’unità al figlio che si sposa, ad esempio.

Si segnala infine una norma semi-nascosta ma che sarà molto utile a proprietari ed inquilini che riducono di comune accordo il canone di locazione in corso in questo periodo di crisi; la registrazione del contratto che modifica al ribasso il canone di locazione precedentemente fissato fra le parti, resta esente da imposta di registro e di bollo (6).

Lo Studio resta a disposizione per eventuali approfondimenti e richieste.

note

[1] D.L. 12 settembre 2014 n. 133

[2] D.L. 133/2014 art. 21 co. 4

[3]  D.L. 133/2014 art. 21 co. 1 e 2

[4 ] D.L. 133/2014 art. 23

[5]  D.L. 133/2014 art. 17

[6]  D.L. 133/2014 art. 19

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Buonasera ma a dire il vero mi stò apprestando ad acquisire una villa nuova al rustico non ancora ultimata all’interno mancano i sanitari,i pavimenti,i balconi;sarebbe per mè la prima casa dove poi richiederò la residenza per potere beneficiare di………………………. Vorrei conoscere,apprendere qualche informazione di più grazie

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