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Pignoramento: gli altri creditori possono intervenire?

23 Maggio 2022 | Autore:
Pignoramento: gli altri creditori possono intervenire?

Come si svolge l’intervento dei creditori privilegiati o chirografari nelle procedure di espropriazione immobiliare; quali sono le cause di legittima prelazione.

Non hai pagato parecchie rate del mutuo e la banca ti ha pignorato la casa. Siccome hai anche diversi debiti pendenti e insoluti, vorresti sapere se questi altri creditori possono intervenire nel pignoramento, oppure se per ottenere quanto gli spetta devono “partire da zero” e perciò attivare autonome procedure e separate azioni legali e giudiziarie contro di te, con tempi che inevitabilmente si allungano.

La risposta a questa domanda è importante anche perché, nel caso di vendita dell’immobile all’asta, potrebbe non spettarti nulla del ricavato residuo dopo aver pagato la banca: infatti, se questi ulteriori creditori vengono ammessi alla procedura esecutiva, avranno anch’essi la possibilità di soddisfarsi sulla somma versata dall’acquirente dei beni.

Anche a parti ribaltate, cioè se sei tu il creditore di una somma, ti serve sapere se puoi insinuarti in una procedura di espropriazione immobiliare già avviata da un altro creditore, in modo da ottenere più velocemente il dovuto e sopportando minori costi.

Quando è possibile l’intervento dei creditori nelle procedure esecutive

Il procedimento di esecuzione forzata sui beni del debitore espropriato con il pignoramento è tendenzialmente aperto all’intervento di creditori ulteriori e diversi da quello che ha attivato la procedura esecutiva giudiziaria (che è chiamato «creditore procedente»), ma vi sono condizioni e limiti che regolano le possibilità di ammissione di questi «creditori intervenienti».

La prima e fondamentale distinzione riguarda i creditori muniti di cause di prelazione, che attribuiscono a chi ne è titolare il diritto ad essere soddisfatto con precedenza rispetto ai creditori che ne sono privi (i cosiddetti «creditori chirografari»). Questa è una significativa deroga al principio generale di parità di trattamento dei creditori. Le cause legittime di prelazione, a norma dell’art. 2741 del Codice civile, sono queste tre:

  • il privilegio;
  • il pegno;
  • l’ipoteca.

L’avviso ai creditori con prelazione e l’intervento dei creditori chirografari

Per tutelare e rendere effettiva la possibilità di intervento dei creditori muniti di un diritto di prelazione risultante dai pubblici registri, il creditore che ha instaurato l’esecuzione forzata deve avvertirli con un formale avviso da notificare a ciascuno di loro, e poi deve depositare nel fascicolo processuale la notifica della comunicazione compiuta.

Così i creditori con prelazione, una volta ricevuto l’avviso, possono decidere di intervenire nella procedura esecutiva, partecipare alle varie fasi del processo e, infine, arrivare a spartire, insieme al creditore procedente, il ricavato della vendita dei beni pignorati e venduti all’asta.

I creditori chirografari non rimangono completamente esclusi, perché, pur non avendo diritto ad essere preventivamente avvisati, se vengono a conoscenza dell’esistenza di una procedura esecutiva nei confronti di un loro debitore possono intervenire anch’essi nell’esecuzione in corso, a condizione che:

  • siano muniti di un titolo esecutivo emesso contro il debitore (una sentenza di condanna al pagamento di somme, un decreto ingiuntivo, una cambiale, ecc.);
  • abbiano già eseguito un sequestro sui beni pignorati;
  • il debitore sia un imprenditore commerciale e il credito risulti dalle scritture contabili.

Come avviene l’intervento dei creditori nella procedura esecutiva

L’intervento dei creditori nella procedura esecutiva si realizza mediante un ricorso, redatto da un avvocato, da depositare, in via telematica, nella cancelleria del giudice dell’esecuzione, prima dell’udienza che dispone la vendita o l’assegnazione dei beni (altrimenti l’intervento è considerato tardivo e i creditori perdono le eventuali prelazioni acquisite). L’atto di intervento deve specificare l’ammontare del credito vantato e il titolo su cui esso si fonda. Inoltre, se il credito riguarda una somma di denaro risultante dalle scritture contabili, al ricorso deve essere allegato, a pena di inammissibilità, l’estratto autentico notarile di esse.

La Corte di Cassazione [1] ha recentemente precisato che il creditore con un diritto di prelazione esistente al momento del pignoramento può intervenire nel processo di esecuzione forzata anche se non è munito di titolo esecutivo. In questo caso, non è neppure necessario il deposito dell’estratto autentico notarile delle scritture contabili, adempimento che, invece, rimane necessario per i creditori chirografari degli imprenditori commerciali. Puoi leggere per esteso la pronuncia della Suprema Corte nel box “sentenza” al termine di questo articolo.

Per ulteriori informazioni sulla procedura che i creditori intervenienti devono seguire per partecipare all’espropriazione immobiliare e ottenere la distribuzione della parte loro spettante sul ricavato della vendita giudiziaria, leggi l’articolo “Come intervenire in un’esecuzione immobiliare“.


note

[1] Cass. sent. n. 15966 del 18.05.2022.


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