Ora è più difficile vedersi pignorare la casa

20 Maggio 2022
Ora è più difficile vedersi pignorare la casa

Attenzione alle clausole abusive dei contratti: se da un lato possono penalizzare, possono anche salvare dall’azione esecutiva.

Da oggi sarà più difficile vedersi pignorare la casa dalla banca. La Grande sezione della Corte di giustizia europea [1] ha stabilito che tutte le volte in cui il contratto che la banca ha fatto firmare al proprio cliente contiene «clausole abusive» è possibile presentare opposizione anche se l’esecuzione forzata è già in corso. Non importa, insomma, che si sia formato il giudicato sul decreto ingiuntivo non opposto.

Detto in parole povere: a salvarti dal pignoramento potrebbero essere proprio quelle clausole abusive che avrebbero potuto danneggiarti imponendoti condizioni svantaggiose che non hai avuto la possibilità di trattare. Capita, infatti, molto più spesso di quanto si pensi, che inserite – magari in piccolo e in fondo – nei contratti di finanziamento della banca scritti con linguaggio ipertecnico e incomprensibile, vi siano nascoste delle clausole. Postille vantaggiose per la banca e assai meno vantaggiose per il cliente. E seppur sia buona pratica leggere e rileggere tutto un contratto dall’inizio alla fine prima di sottoscriverlo, è inutile negare che non tutti lo fanno.

E così, ancora una volta, la giurisprudenza europea corre in aiuto del consumatore con un’interpretazione della direttiva Ue a lui favorevole. Questa possibilità però, come chiarito dalla stessa Corte Ue, è volta a offrire un’effettiva tutela giurisdizionale al contraente debole, ossia al consumatore, ma non anche all’imprenditore o al professionista.

Per la Corte europea anche nel caso in cui il debitore non abbia avanzato opposizione contro il decreto ingiuntivo ormai passato in giudicato, al giudice deve essere data la possibilità di valutare in sede di esecuzione se le clausole del contratto siano o meno abusive. Questo perché al consumatore va sempre garantita una «tutela effettiva» che gli garantisca una protezione che vada oltre al giudicato.

In passato, i giudici europei si erano già pronunciati sul tema e con una sentenza del 2016 si erano già scagliati contro i contratti di mutuo bancario contenenti clausole capestro. Anche in quell’occasione la Corte aveva stabilito che l’eventuale presenza di queste fantomatiche clausole abusive inserite nel contratto a discapito del cliente debitore possono essere rilevate in qualsiasi grado di giudizio, anche durante la fase della esecuzione forzata del provvedimento tramite ad esempio un’asta giudiziaria.

Per evitare il pignoramento, la cosa migliore da fare resta opporsi all’atto entro i termini consentiti, ossia entro 40 giorni da quando viene recapitato il decreto ingiuntivo e 20 da quando, successivamente, si riceve l’atto di precetto. Se però si arriva al giudicato e la casa viene pignorata, prima di darsi per vinti è sempre bene andare a cercare qualche clausola nascosta e sperare che ci sia.


note

[1] C. Giust. Ue cause riunite C-693/19 e C-831/19


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1 Commento

  1. FINALMENTE,
    GRAZIE ALLA CEDU,
    POTREMO TORNARE AD OSANNARE
    LA VERITA’ MATERIALE,
    INVECE DI QUELLA PROCESSUALE!!!

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