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Hacker: come difendersi?

4 Giugno 2022
Hacker: come difendersi?

Da molti anni, un hacker si introduce in tutti i dispositivi della mia famiglia, vede costantemente da remoto il desktop di tutti i dispositivi e ascolta ogni telefonata. Cosa posso fare?

Nel caso di specie, occorre sporgere denuncia alla polizia postale, mettendo a disposizione di quest’ultima i dispositivi in cui l’hacker si è introdotto. La polizia postale si occupa infatti di perseguire i reati commessi mediante strumenti informatici e telematici, come ad esempio quelli di accesso abusivo (art. 615-ter cod. pen.) e di intercettazione illegale (art. 617-quater cod. pen.), che si evincono chiaramente dal quesito.

La denuncia/querela può essere sporta oralmente, presentandosi all’ufficiale di polizia giudiziaria e narrando i fatti, oppure depositando direttamente un proprio scritto in cui si espongono i fatti che costituiscono reato. Sarebbe preferibile sporgere una denuncia orale, in quanto la vicenda è molto complessa e deve essere ben inquadrata dalle forze dell’ordine.

Il consiglio è quindi di recarsi immediatamente presso il più vicino presidio di polizia postale, portando con sé i dispositivi “invasi” (smartphone, tablet, ecc.) oppure riservandosi di consegnarli in un successivo momento. L’analisi su questi ultimi è fondamentale e verrà eseguita dal personale specializzato della polizia giudiziaria che si occupa specificamente di digital forensics, che è quel ramo della scienza forense che comprende il recupero e l’indagine del materiale trovato nei dispositivi digitali, in relazione a eventi di criminalità informatica.

Ci si potrebbe anche affidare a un tecnico privato, ugualmente esperto di digital forensics, che possa risalire alle intrusioni, e fornire poi i risultati alla polizia postale. È tuttavia preferibile affidarsi sin da subito alle autorità.

Va infine sottolineato che, nel caso di specie, sembra configurarsi anche il delitto di stalking (art. 612-bis cod. pen.), trattandosi di una vera e propria persecuzione.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



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