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Accertamento Imu pertinenze abitazione principale

4 Giugno 2022
Accertamento Imu pertinenze abitazione principale

Tizia possiede una casa di abitazione e due pertinenze (c/6 e c/2) per le quali non ha versato l’Imu. Il Comune ha inviato una lettera di accertamento Imu, contestando a Tizia che nella casa di abitazione è stata già accatastata in modo non autonomo una pertinenza e chiede di pagare l’Imu per l’immobile categoria C/2. L’accertamento è legittimo?

Premesso che non è chiaro se la contribuente abbia beneficiato o meno dell’esenzione Imu a titolo di abitazione principale e relative pertinenze (dall’avviso di accertamento sembra che abbia pagato parte di imposta), preciso che, per legge, l’esenzione Imu per abitazione principale si applica anche alle pertinenze, ma esclusivamente a quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo. Non è quindi possibile beneficiare dell’esenzione Imu per due pertinenze che rientrino nella stessa categoria catastale (per esempio n. 2 locali C/2).

Nel caso di specie, la contribuente è titolare dell’immobile categoria A3, quale abitazione principale e delle pertinenze:

  • categoria C/6 – classe 1;
  • categoria C/2 – classe 2.

Tuttavia, secondo il Comune, risultano iscritte unitamente all’abitazione principale delle pertinenze che, se fossero accatastate separatamente sarebbero dei C2 , non sarebbe possibile riconoscere altre pertinenze classificate in questa categoria.

Il riferimento è, presumibilmente, alla categoria c/2 – fg. x, mapp. y, dato che dalla planimetria catastale risulterebbero nn. 3 cantine.

Il Comune ha dato seguito all’interpretazione fornita dal Ministero con la circolare n. 3/DF del 2012 secondo cui «Bisogna anche tenere conto dell’evenienza in cui due pertinenze, di solito la soffitta e la cantina, siano accatastate unitamente all’unità ad uso abitativo. In tale caso, in base alle norme tecniche catastali, la rendita attribuita all’abitazione ricomprende anche la redditività di tali porzioni immobiliari non connesse. Pertanto, poiché dette pertinenze, se fossero accatastate separatamente, sarebbero classificate entrambe in categoria C/2, per rendere operante la disposizione in esame, si ritiene che il contribuente possa usufruire delle agevolazioni per l’abitazione principale solo per un’altra pertinenza classificata in categoria catastale C/6 o C/7».

In sostanza, nel caso di specie, il Comune avrebbe individuato due pertinenze C/2 e una C/6 in base alla planimetria, così accertando l’imposta dovuta per una delle pertinenze C/2. Dato che l’interpretazione giuridica è corretta, a meno che la contribuente non provi che le due pertinenze non possono essere accatastate separatamente, ma costituiscono unica unità immobiliare, gli avvisi di accertamento sono legittimi. L’istanza di riesame dovrebbe servire a chiedere l’annullamento dell’Imu (esenzione), sarebbe priva di fondamento la richiesta della riduzione delle sole sanzioni, dato che queste ultime sono state applicate per omesso o carente versamento dell’imposta principale.

Alla luce di quanto precede, si consiglia il ricorso solo se si ha diritto all’esenzione Imu abitazione principale e se si è in grado di dimostrare che le 3 unità visibili nella planimetria non possono essere accatastate separatamente.

Articolo tratto a una consulenza dell’avv. Maria Monteleone



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