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Durata del contratto di lavoro a tempo determinato

23 Maggio 2022
Durata del contratto di lavoro a tempo determinato

Quanto tempo può durare al massimo un contratto di lavoro a termine e quante volte può essere rinnovato? 

La legge fissa i limiti massimi alla durata del contratto di lavoro a tempo determinato e ai suoi rinnovi. 

Nei contratti con una durata superiore a 12 mesi è necessario indicare le cosiddette «causali» ossia le motivazioni del contratto stesso. Viene poi fissata una durata complessiva massima dei contratti a termine. 

Di tutto ciò ci occuperemo nel seguente articolo in modo schematico. Ma procediamo con ordine e partiamo proprio dalla durata del contratto di lavoro a tempo determinato (o “a termine” come spesso viene detto).

Durata del contratto di lavoro a termine e causali

Se il contratto di lavoro subordinato ha una durata non superiore a 12 mesi non è necessario che indichi le motivazioni, ossia le causali.

Invece, se il contratto a termine ha una durata superiore a 12 mesi (che non può mai superare 24 mesi), è necessario che sia indicata una delle seguenti causali:

  • esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività;
  • esigenze di sostituzione di altri lavoratori;
  • esigenze legate a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria;
  • specifiche esigenze previste dai contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali.  

Questa facoltà può essere esercitata da imprese e sindacati fino al 30 settembre 2022. Tale data fa riferimento al momento in cui il contratto di lavoro a tempo determinato viene concluso e non quello in cui il contratto si estingue. Pertanto, è possibile assumere il lavoratore con lo speciale contratto (anche per 24 mesi) entro il 30 settembre 2022. 

In generale, le causali individuate dalla contrattazione collettiva sono le seguenti:

  • punte di più intensa attività derivate da richieste di mercato che non sia possibile evadere con il normale potenziale produttivo;
  • incrementi di attività produttiva, di confezionamento o spedizione del prodotto, per commesse eccezionali;
  • esigenza di collocare sul mercato diverse tipologie di prodotto non presenti nella normale produzione.

Per stabilire se ci si trovi in presenza dell’obbligo della causale si deve tener conto della durata complessiva dei rapporti di lavoro a termine intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, considerando sia la durata di quelli già conclusi, sia la durata di quello che si intende eventualmente prorogare.

In sintesi, il contratto a tempo determinato di durata iniziale superiore a 12 mesi deve contenere la causale, da apporre, inoltre, in qualsiasi altro caso di rinnovo del contratto.

Le proroghe, invece, seguiranno lo stesso iter solo nel caso in cui si superi la durata di dodici mesi.

Il primo contratto a termine potrà essere stipulato o prorogato senza causale, purché la durata non superi i dodici mesi.

Durata complessiva dei contratti a tempo determinato

Salvo diversa previsione del contratto collettivo e con l’eccezione delle attività stagionali, la durata dei contratti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, per effetto di una successione di contratti, conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale e indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l’altro, non può superare i 24 mesi. 

Che succede se viene superata la durata massima dei contratti a tempo determinato?

Se il limite dei 24 mesi sia superato, per effetto di un unico contratto o di una successione di contratti, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato a partire dalla data di tale superamento.

È prevista però una deroga al limite di durata. In particolare, è possibile stipulare un ulteriore contratto a tempo determinato fra gli stessi soggetti, della durata massima di altri 12 mesi, solo presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente per territorio. Anche a questo contratto (che è un rinnovo), va apposta la causale. In caso di mancato rispetto della descritta procedura, nonché di superamento del termine stabilito nel medesimo contratto, lo stesso si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data della stipulazione.

Assunzione contratti a termine durante la cassa integrazione

Oggi è possibile assumere a termine un lavoratore durante l’uso di ammortizzatori sociali. 

In particolare, non è più sospeso il divieto di contrattualizzare o prorogare a termine lavoratori adibiti alle stesse mansioni per le quali è operante una sospensione del lavoro o una riduzione dell’orario in regime di cassa integrazione guadagni.  

Quanti contratti a termine nella stessa azienda?

Il numero complessivo dei contratti a termine non può superare il 20% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione.

Per le attività iniziate durante l’anno, la verifica va fatta alla data di assunzione del primo lavoratore a termine. Nella verifica del 20% annuo sono esclusi:

  • i rapporti di natura autonoma o di lavoro accessorio;
  • i lavoratori parasubordinati e gli associati in partecipazione;
  • i lavoratori a chiamata a tempo indeterminato privi di indennità di disponibilità.

Viceversa, andranno conteggiati:

  • i lavoratori part-time;
  • i dirigenti a tempo indeterminato;
  • gli apprendisti.

 



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