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Quando il fondo patrimoniale è inattaccabile?

29 Maggio 2022
Quando il fondo patrimoniale è inattaccabile?

Quando viene meno il fondo patrimoniale sulla casa e chi lo può pignorare? 

Il fondo patrimoniale è un mezzo comunemente usato per tutelare la casa dai creditori. Lo scopo è quello di creare un patrimonio “separato” rispetto a quello dei coniugi, ma comunque dagli stessi liberamente utilizzabile, i cui frutti vanno destinati a soddisfare i bisogni della famiglia e dei figli (si pensi al canone di locazione di un immobile). Proprio in forza di ciò, i beni inseriti nel fondo non possono essere pignorati in caso di debiti di uno dei coniugi. Ma ciò non significa che il fondo posa essere utilizzato per frodare i terzi.  In alcuni casi infatti esso è aggredibile. Per stabilire pertanto quando il fondo patrimoniale è inattaccabile bisogna conoscere quali sono questi “casi”, quando cioè il creditore lo può aggredire e avviare l’esecuzione forzata sui beni in esso inseriti. Ecco come stanno le cose.

Quando un fondo patrimoniale è attaccabile?

Le regole sulla possibilità di pignorare il fondo patrimoniale dipendono da un fattore essenziale: la nascita del debito. Bisogna quindi distinguere a riguardo due ipotesi:

  • debiti contratti prima del fondo patrimoniale;
  • debiti contratti dopo il fondo patrimoniale.

Si guarda il momento in cui è nata l’obbligazione e non quando questa è entrata nel suo stato “patologico”, ossia quando il debitore ha smesso di rispettare gli impegni presi. Ad esempio, un finanziamento chiesto prima della stipula del fondo patrimoniale ma per il quale il pagamento delle rate è stato interrotto successivamente rientra nella prima categoria (ossia quella dei debiti sorti prima della costituzione del fondo).

Nel caso di debiti contratti prima del fondo patrimoniale, i creditori possono pignorare i beni inseriti nel fondo patrimoniale in due casi:

  • in qualsiasi momento (senza quindi limiti di tempo), quando il debito è stato contratto per esigenze relative ai bisogni della famiglia;
  • entro cinque anni quando il debito si riferisce a spese di natura diversa, ossia voluttuarie o speculative. A tal fine è necessario esperire l’azione revocatoria.

Nel caso invece di debiti insorti dopo la costituzione del fondo patrimoniale, il pignoramento è possibile solo tale debito si riferisce a spese rivolte a soddisfare esigenze relative ai bisogni della famiglia. Non è invece ammessa, in questo caso, l’azione revocatoria. 

Parleremo meglio di questi aspetti qui di seguito.

Cosa si intende con “bisogni della famiglia”?

Abbiamo detto che il fondo patrimoniale è sempre pignorabile se il debito – sia esso insorto prima o dopo la sua costituzione – si riferisce a bisogni della famiglia. I bisogni della famiglia sono tutti quelli che servono al soddisfacimento delle esigenze quotidiane del nucleo familiare, comprese quelle dei figli. Quindi, ad esempio, rientrano in tale categoria le spese relative alla casa (condominio, ristrutturazioni), comprese le relative imposte (Imu, Tari, ecc.), all’istruzione dei figli, all’auto destinata al trasporto quotidiano, per la salute, ecc. 

Non solo: secondo un recente orientamento della giurisprudenza, vi sono incluse anche le spese collegate al lavoro (ivi comprese le relative imposte) quando questo garantire il reddito necessario al sostentamento della famiglia e non si tratta di attività speculativa. Quindi, i fornitori o i creditori del piccolo imprenditore, del lavoratore autonomo o del professionista possono pignorare i beni del fondo patrimoniale. 

Pertanto, se le spese fatte dal coniuge non rientrano in quelle relative ai bisogni della famiglia il relativo creditore non può pignorare il fondo.

Come funziona l’azione revocatoria?

Il secondo caso in cui il fondo patrimoniale è aggredibile è, per i debiti anteriori alla sua costituzione, quando venga esperita l’azione revocatoria da parte del creditore. A tal fine però il creditore deve:

  • agire entro 5 anni dalla annotzione del fondo nell’atto di matrimonio;
  • dimostrare che, all’esito della costituzione del fondo, i beni residui del debitore non consentono al creditore di soddisfarsi su di essi (per insufficienza o difficoltà nella eventuale vendita all’asta).

Quando il fondo patrimoniale non è attaccabile?

Alla luce di quanto abbiamo appena detto possiamo ora comprendere quando il fondo patrimoniale è inattaccabile. Ciò succede in tre casi:

  • quando il debito – anteriore o successivo alla costituzione del fondo – si riferisce a spese meramente voluttuarie o puramente speculative. Si pensi all’acquisto di un’auto di lusso, un viaggio vacanza, un terreno per realizzare un investimento, ecc.
  • quando, per debiti successivi alla costituzione del fondo, siano decorsi 5 anni dalla annotazione del fondo nell’atto di matrimonio;
  • quando, per debiti successivi alla costituzione del fondo, il titolare del fondo abbiamo comunque altri beni svincolati dal fondo stesso che potrebbero eventualmente pignorati dal creditore per far valere le proprie ragioni. 

Il fondo patrimoniale è davvero utile?

Come visto sono assai ampie le ipotesi in cui il fondo patrimoniale può essere attaccato. Esso infatti ha perso la sua iniziale utilità, salvo per i grandi imprenditori che sono avvezzi a destinare capitali a scopi speculativi. 

La giurisprudenza della Cassazione ha peraltro allargato il concetto di «bisogni della famiglia» anche ai debiti tributari collegati al lavoro, come l’Irpef, l’Ires e l’Iva.

Sono ricompresi nei detti bisogni anche le esigenze volte al pieno mantenimento ed all’armonico sviluppo della famiglia nonché al potenziamento della sua capacità lavorativa, con esclusione solo delle esigenze di natura voluttuaria o caratterizzate da interessi meramente speculativi [1]. 

Alla luce di tale interpretazione, il pagamento di un eventuale debito risarcitorio derivante da condotta illecita posta in essere nel corso dell’attività professionale di un componente della famiglia, deve ritenersi incluso nelle esigenze famigliari atteso che lo svolgimento della citata attività professionale era preordinata proprio allo sviluppo economico e al mantenimento della famiglia stessa.

Inoltre, spetta al debitore provare che il creditore conosceva l’estraneità dell’obbligazione ai bisogni della famiglia, sussistendo una presunzione di inerenza dei debiti alle esigenze familiari. La prova può essere fornita anche a mezzo di indizi [2].


note

[1] Cass. sent. n. 5684/06, n. 12998/06, n. 13622/10.

[2] Cass 29.1.2016 n. 1652, , Cass. 19.02.2013, n. 4011 Trib. di Reggio Emilia 20.5.2015.

Autore immagine: depositphotos.com


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