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Avviso di comunicazione dati del conducente: attenzione, impugnare il verbale non basta

7 Ottobre 2014
Avviso di comunicazione dati del conducente: attenzione, impugnare il verbale non basta

Termine sospeso fino al deposito della sentenza del giudice di pace: dopo torna a decorrere automaticamente, senza bisogno di solleciti da parte dell’amministrazione.

Attenti a quando ricevete una multa: il fatto di aver impugnato il verbale non vi esime dall’obbligo di comunicare, all’amministrazione che vi ha notificato la multa, anche i dati di chi era il conducente al momento dell’infrazione. Tuttavia, tale obbligo rimane solo sospeso in attesa del deposito della sentenza di primo grado. Avvenuto tale deposito, tornano a decorrere, in automatico, i 60 giorni di tempo per la comunicazione, senza bisogno di un ulteriore invito da parte dell’Amministrazione. Così, se vi dimenticate questo necessario adempimento, riceverete una seconda multa.

Lo ha chiarito la Cassazione in una sentenza di ieri mattina [1].

Secondo quanto argomentato dai giudici supremi, il dovere del proprietario del veicolo di comunicare i dati dell’effettivo conducente che ha commesso la violazione costituisce un distinto obbligo rispetto a quello del rispetto del codice della strada. Per cui, se l’obbligo è diverso, anche la sanzione è diversa, e viaggia su un binario autonomo e parallelo nonostante venga impugnata davanti al giudice la multa. La conseguenza pratica è che, anche quando si impugna il verbale della pattuglia, proponendo ricorso al giudice di pace, corre ugualmente l’obbligo di comunicare i dati del conducente entro 60 giorni [2]: obbligo che continua a decorrere, però, solo dopo il deposito della sentenza del giudice di pace.

La legge [2], infatti, impone al proprietario del veicolo l’obbligo di comunicare, entro 60 giorni dalla notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione, al fine di consentire all’organo accertatore di decurtare i punti dalla patente all’anagrafe nazionale. La violazione del suddetto obbligo impedisce di procedere alla decurtazione dei punti, ma comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa a carico del proprietario.

La contestazione della multa non fa venir meno l’obbligo della comunicazione relativa ai dati, trattandosi di obbligo di collaborazione sanzionato con una seconda multa. Ma l’obbligo si sospende soltanto, in attesa delle decisione del giudice. Così, se il ricorso sarà accolto, non vi sarà alcuna necessità di inviare la comunicazione dell’effettivo conducente; al contrario, in caso di rigetto, l’obbligo scatta in automatico, senza necessità di un nuovo sollecito da parte dell’ente accertatore.


note

[1] Cass. sent. n. 20974/14 del 6.10.2014.

[2] Secondo quanto previsto e sanzionato ex art. 126-bis, comma 2, Codice della Strada.

Autore immagine: 123rf com


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