Diritto e Fisco | Articoli

Genitore non mantiene i figli: perde l’affido?

24 Maggio 2022 | Autore:
Genitore non mantiene i figli: perde l’affido?

Se il padre trascura a lungo la prole e non paga l’assegno stabilito senza valide giustificazioni, la madre può ottenere l’affidamento esclusivo dei minori. 

Una questione ricorrente che affligge molte famiglie, specialmente quelle di coppie separate o divorziate, riguarda l’assegno di mantenimento non versato al coniuge ed ai figli minori. Così, tra i vari problemi che sorgono in questi casi, ci si chiede: se un genitore non mantiene i figli perde l’affido?

L’affetto che molti genitori dicono di provare verso i loro figli andrebbe dimostrato anche in maniera tangibile, e non solo a parole. Chi non paga il necessario – o, per meglio dire, il dovuto, quando la cifra dell’assegno mensile è stata stabilita dal giudice – e non ha valide giustificazioni per questo inadempimento dimostra sicuramente un disinteresse verso i propri figli. Così facendo quel genitore non si preoccupa di fornire loro i mezzi di sussistenza e di contribuire alle spese necessarie per la loro crescita. Nel frattempo, l’altro genitore (di solito, la madre) deve “arrangiarsi” ricorrendo all’aiuto economico dei propri genitori o di altri parenti. Ma il genitore rimasto solo a sobbarcarsi tutti gli oneri economici riguardanti i figli minori può reagire di fronte a questa situazione illegittima: i giudici sono piuttosto severi quando riscontrano che la violazione degli obblighi di mantenimento della prole è grave ed è ingiustificata.

In una vicenda del genere, una recente sentenza del tribunale di Nocera Inferiore [1] ha decretato l’affidamento esclusivo dei figli in favore della madre: il padre li aveva trascurati già prima della separazione coniugale, allontanandosi da casa per lunghi periodi e non provvedendo più a loro ed alla moglie. I giudici nocerini, però, non hanno adottato nei confronti del padre il provvedimento più drastico, cioè la decadenza dalla responsabilità genitoriale. L’uomo non ha perso neanche il diritto di visita dei figli: potrà vederli due volte a settimana, ma con il supporto psicologico dei servizi sociali, che dovranno aiutarlo a recuperare il rapporto interrotto ormai da sette anni, non ancora definitivamente compromesso. Intanto, il padre è stato condannato anche in sede penale, perché la violazione degli obblighi di assistenza familiare costituisce reato.

Affido esclusivo dei figli all’altro genitore

L’affidamento esclusivo dei figli ad un solo genitore è un’eccezione: la regola è quella dell’affidamento condiviso, cioè congiunto, ad entrambi. L’art. 337 ter del Codice civile dispone che, nel procedimento di separazione dei coniugi, il giudice «valuta prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori oppure stabilisce a quale di essi i figli sono affidati, determina i tempi e le modalità della loro presenza presso ciascun genitore, fissando altresì la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento, alla cura, all’istruzione e all’educazione dei figli».

Quando il giudice dispone l’affidamento esclusivo dei figli ad un solo genitore deve sempre motivare le ragioni che lo hanno indotto a derogare al principio generale dell’affidamento congiunto. In particolare, il provvedimento di affido esclusivo deve spiegare perché è stata ravvisata l’incapacità o l’inidoneità dell’altro genitore a svolgere i suoi compiti di assistenza, cura ed educazione. Nella nuova sentenza del tribunale di Nocera, questo fattore pregiudizievole consisteva nella protratta assenza del padre dalla vita dei suoi figli (l’uomo si era allontanato da tempo e senza valide ragioni dalla casa familiare) e nel fatto che aveva smesso di mantenerli ancor prima che la moglie proponesse la causa di separazione coniugale, lasciandola completamente priva di mezzi.

Assegno di mantenimento figli minori: come si determina?

Se i genitori non raggiungono tra loro un accordo consensuale sulla cifra da versare per il mantenimento dei figli minori, l’importo dell’assegno periodico (che in genere è mensile) viene stabilito dal giudice, considerando vari fattori concreti che devono essere esposti dalle parti durante la causa di separazione. I principali elementi di valutazione per determinare la cifra sono:

  • le esigenze del figlio (che ovviamente sono diverse per un bambino piccolo o per un adolescente);
  • il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con entrambi i genitori;
  • i tempi di permanenza dei figli presso ciascun genitore, in base alle visite e agli incontri stabiliti;
  • le risorse economiche di entrambi i genitori, da cui si determina la concreta capacità economica dell’obbligato al pagamento;
  • la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.

Se nella causa di separazione o di divorzio i genitori non forniscono le informazioni economiche necessarie, a partire dalla dichiarazione dei redditi dell’ultimo triennio, il giudice dispone un accertamento della polizia tributaria per verificare, a cura della Guardia di Finanza, l’entità dei loro redditi e patrimoni.

Decadenza dalla responsabilità genitoriale

In ossequio al principio di bigenitorialità, la responsabilità genitoriale viene esercitata da entrambi i genitori anche a seguito della separazione o del divorzio. Pertanto, le decisioni riguardanti l’istruzione, la salute e l’educazione del minore vengono prese da entrambi gli ex coniugi, tenendo sempre conto delle capacità, delle inclinazioni e delle aspirazioni dei figli. Solo in caso di disaccordo su questioni importanti – come le vaccinazioni, le terapie mediche o la scelta della scuola da frequentare – la scelta è rimessa al giudice, e se uno dei genitori non ottempera alle prescrizioni impartite l’affidamento congiunto può essere revocato.

La decadenza dalla responsabilità genitoriale è un provvedimento estremo, che viene adottato solo nei casi più gravi, quando viene accertata una conclamata incapacità di un genitore a prendersi cura dei propri figli. Ciò si verifica quando uno dei genitori non rispetta i propri obblighi verso i figli, oppure quando abusa dei suoi poteri o compie abusi, violenze o maltrattamenti su di loro.

Nel caso del padre nocerino che non manteneva i figli, la domanda della madre, volta a far dichiarare la decadenza dalla responsabilità genitoriale dell’ex marito, è stata respinta, perché il tribunale ha ritenuto che l’uomo non avesse «in toto abdicato alle proprie funzioni genitoriali», ed anzi aveva manifestato la seria volontà di riprendere e recuperare il rapporto con la figlia che aveva trascurato da 7 anni ed era ormai dodicenne. Per questo è stato stabilito un calendario di incontri da svolgere sotto il controllo dei servizi sociali.

Approfondimenti

La pronuncia del tribunale di Nocera che abbiamo commentato non è un caso isolato e la giurisprudenza, compresa quella della Corte di Cassazione, è attestata sulla stessa linea: ne abbiamo parlato nell’articolo “Chi non paga il mantenimento perde l’affido dei figli?“. Per approfondire leggi anche: “Affidamento esclusivo per mancato mantenimento“.


note

[1] Trib. Nocera Inferiore, sent. n. 248/2022.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube