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Come disconoscere un figlio maggiorenne

24 Maggio 2022
Come disconoscere un figlio maggiorenne

Si può disconoscere un figlio maggiorenne ingrato e come fare per diseredarlo o revocargli eventuali donazioni a lui già fatte?

Secondo i dati offerti da Google, tra le domande più frequenti digitate dagli utenti sul motore di ricerca vi è la seguente: come disconoscere un figlio maggiorenne. Per offrire tuttavia una risposta soddisfacente a tale questione sarebbe innanzitutto necessario comprendere cosa si intende per “disconoscere un figlio” atteso che non sempre i termini giuridici vengono utilizzati nel loro corretto significato. E difatti, non poche volte, la parola «disconoscimento» viene utilizzata con riferimento alla volontà di ripudiare il figlio ingrato, magari togliergli il cognome o diseredarlo. In realtà, il disconoscimento di un figlio è la procedura rivolta a eliminare ogni rapporto di filiazione a seguito della scoperta della non paternità. Ciò succede quando ci si accorge, in un momento successivo alla sua nascita, che il figlio non è proprio. Ragion per cui il disconoscimento di un figlio può essere effettuato solo dal padre (la madre è infatti sempre certa).

Detto ciò, vediamo come disconoscere un figlio maggiorenne in tutte le sue accezioni.

Si può disconoscere un figlio maggiorenne?

Se utilizziamo il verbo “disconoscere” nel suo significato proprio, dobbiamo subito spegnere ogni speranza: non si può disconoscere un figlio maggiorenne. E ciò perché la legge pone dei termini rigorosi all’azione di disconoscimento della paternità, anche se il tradimento della madre viene scoperto dopo molti anni. Questa limitazione si spiega nel seguente modo: per il nostro ordinamento è più importante garantire, piuttosto che l’accertamento dell’effettivo legame di sangue, la stabilità del rapporto tra il presunto padre e il figlio, rapporto che si è consolidato nel tempo per via della relazione pluriennale nel frattempo instauratasi tra i due. Si tratta di una previsione rivolta a tutelare maggiormente il figlio che non l’adulto.

Come avevamo già spiegato nell’articolo Come ripudiare i figli, l’azione di disconoscimento della paternità (che si vale del test del Dna sul padre e sul figlio) va esperita:

  • se il padre si trovava nel luogo in cui il bambino è nato, entro 1 anno dal parto;
  • se il padre si trovava altrove, entro 1 anno dal giorno del suo ritorno nel luogo della nascita del bambino o nella residenza familiare;
  • se il padre dimostra di non aver avuto notizia della nascita nel giorno del ritorno, entro 1 anno dal giorno in cui ha in ogni caso avuto notizia della nascita;
  • se il padre dimostra di avere ignorato l’adulterio della moglie al tempo del concepimento o la propria impotenza di generare al momento del concepimento, entro 1 anno dal giorno in cui è venuto a conoscenza dell’adulterio.

In ogni caso, non è mai concesso disconoscere il figlio dopo oltre 5 anni dal giorno della nascita. La legge infatti ha previsto un termine massimo che non può mai essere sforato. E ciò, come detto, proprio allo scopo di garantire una certezza nei rapporti di parentela e non pregiudicare gli interessi del bambino. 

Detto ciò, è facile comprendere che non si può disconoscere un figlio maggiorenne. In realtà, non si può mai disconoscere un figlio dopo che ha compiuto 5 anni. Sicché l’uomo, anche se non è l’effettivo padre, continuerà ad essere considerato tale ai fini della legge. E i suoi obblighi saranno quelli di un comune padre. Pertanto, dovrà mantenere il presunto figlio fino a che questi non diventi capace di farlo da solo e dovrà riconoscergli obbligatoriamente una quota della propria eredità, non potendo giammai diseredarlo.

Come disconoscere un figlio maggiorenne ingrato

Sempre stando alle più frequenti ricerche su Google, il concetto di disconoscimento si accompagna (impropriamente) a quello del “figlio maggiorenne ingrato”. Ma la legge non prevede alcuna possibilità di disconoscere un figlio non amorevole, con l’unica eccezione della indegnità a succedere e della revoca della donazione per ingratitudine.

Vediamo singolarmente queste due ipotesi.

Diseredare un figlio maggiorenne ingrato

Il figlio indegno può essere diseredato solo se ha commesso delitti particolarmente gravi nei confronti del genitore come:

  • l’omicidio o il tentato omicidio del genitore, del suo coniuge, di un suo figlio, nipote o di un ascendente;
  • la calunnia per un reato punibile con la reclusione non inferiore a tre anni;
  • l’aver costretto il genitore, con dolo o violenza, a scrivere, revocare o modificare il proprio testamento;
  • l’aver nascosto o modificato il testamento del padre;
  • l’aver utilizzato consapevolmente un testamento falso.

Revoca della donazione al figlio maggiorenne ingrato

Un’ultima ipotesi di disconoscimento del figlio ingrato si può realizzare mediante la revoca delle donazioni a lui già effettuate. La revoca della donazione per ingratitudine può avvenire in due casi:

  • nel caso di commissione dei reati per i quali è possibile diseredare il figlio (per come appena visti);
  • quando il figlio manifesta un comportamento ingiurioso nei confronti del padre: deve cioè rivelare nei suoi confronti un’avversione durevole, profonda e radicata e manifestare all’esterno (quindi in modo che sia percepibile da tutti) disistima nelle sue qualità morali e un’assoluta mancanza di rispetto verso la sua dignità.

In tali ipotesi, il padre che abbia donato al figlio ingrato un bene ne può richiedere la restituzione anche attraverso il giudice.

Un’ultima precisazione a scanso di equivoci: come detto più volte nel corso dell’articolo, disconoscere un figlio maggiorenne significa solo – se vogliamo usare il verbo nella sua corretta accezione tecnica – disconoscere la paternità e non invece accertarne l’indegnità a succedere o l’ingratitudine a ricevere in donazione. 



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