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A cosa si ha diritto quando finisce la Naspi?

25 Maggio 2022 | Autore:
A cosa si ha diritto quando finisce la Naspi?

Quali prestazioni si possono chiedere quando il sussidio di disoccupazione non viene più pagato? Quale aiuto per trovare un nuovo lavoro?

Sei rimasto disoccupato, hai avuto diritto alla Naspi e ti accorgi che il tempo per continuare a percepire il sussidio sta per finire. Ci hai messo tutta la buona volontà per trovare un altro lavoro ma ti sei scontrato con i soliti ostacoli: l’età e l’esperienza. Non hai più 30 anni, hai una famiglia a carico e le tue esigenze non sono più le stesse di quando eri un giovanotto che si accontentava di quel che passava il convento pur di cominciare a lavorare. D’altra parte, e paradossalmente, non gioca a tuo favore l’esperienza: se ne hai troppa in un settore, chi assume si aspetta che tu abbia una pretesa economica elevata. Se ne hai poca in un altro comparto, ti toccherà ricominciare da capo. Dovendo formare, comunque, qualcuno, è facile che il datore punti su un ragazzo a cui va bene uno stipendio più basso e che andrà in pensione più tardi (semmai ci sarà una pensione per i giovani di oggi). E quindi? Finisce il sussidio di disoccupazione e cosa porti in tavola alla famiglia? A cosa si ha diritto quando finisce la Naspi?

Non ci sono molte alternative per chi si trova in una situazione come questa. O si accontenta di un qualsiasi lavoro pur di avere uno stipendio alla fine di ogni mese o dovrà continuare a bussare alla porta dello Stato non con il pugno chiuso ma con la mano tesa nella speranza di ricevere qualcosa. Anche in quest’ultimo caso, però, non dovrà avere troppe aspettative. Vediamo a cosa si ha diritto quando finisce la Naspi.

Quanto si prende di Naspi?

Di solito, la Naspi copre il 75% del reddito medio imponibile mensile degli ultimi quattro anni nel caso in cui lo stipendio sia inferiore ad un importo mensile di riferimento, che per il 2022 è di 1.250,87 euro. Nel caso in cui, invece, la retribuzione mensile sia superiore a quell’importo, la Naspi è pari al 75% di 1.250,87 euro (per il 2022) più il 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e lo stesso importo di riferimento.

Ad ogni modo, l’importo mensile massimo della Naspi non deve superare il limite annuo stabilito dall’Inps, che per il 2022 è di 1.360,77 euro.

Per chi ha perso il lavoro dal 1° gennaio 2022, l’importo si riduce del 3% ogni mese a partire dal primo giorno del sesto mese di fruizione e dell’ottavo mese se chi la riceve ha più di 55 anni. Chi è rimasto disoccupato entro il 31 dicembre 2021, invece, la diminuzione avviene dal quarto mese di assegno.

La durata della Naspi è pari alla metà dei periodi contribuiti degli ultimi quattro anni, che non abbiano già dato luogo a un’altra prestazione di disoccupazione e non può comunque superare 24 mesi.

Cercare lavoro dopo la Naspi

Siamo partiti dal presupposto che chi vede vicina la fine della Naspi non ha mai smesso di cercare un lavoro ma non è stato fortunato. Mai demordere, però: la parola d’ordine è «perseverare» e cercare di sfruttare le risorse che lo Stato mette a disposizione per il sostegno all’occupazione.

In particolare, il Fondo sociale per l’occupazione e la formazione finanzia delle politiche attive e delle misure straordinarie sotto forma di contributi economici o sgravi contributivi concessi ai lavoratori per il sostegno al reddito e ai datori di lavoro per la stipula di determinate tipologie contrattuali. Il tutto allo scopo di favorire specifiche categorie, tra cui giovani, donne, soggetti svantaggiati e, appunto, disoccupati che si trovano in una condizione di debolezza nel mercato del lavoro o a rischio esclusione sociale.

Per non perdere queste opportunità, e prima che finisca la Naspi, è fondamentale seguire i programmi di formazione e di reinserimento lavorativo di Regioni e Comuni attraverso i Centri per l’impiego.

Il Reddito di cittadinanza dopo la Naspi

Se la ricerca di un lavoro non ha ancora avuto esito positivo quando finisce la Naspi, la persona disoccupata ha diritto a chiedere il Reddito di cittadinanza, ovviamente se è in possesso dei requisiti necessari. A tal proposito, è opportuno fare un nuovo Isee per aggiornare il proprio indicatore della situazione economica equivalente.

Va ricordato che il Reddito di cittadinanza ha come scopo sia sostenere chi si trova in difficoltà economica sia creare con la persona interessata un patto personalizzato e di inclusione sociale che porti al reinserimento nel mondo del lavoro.

La domanda può essere presentata (con l’Isee aggiornato) se si è in possesso dei seguenti requisiti:

  • essere residente in Italia da almeno dieci anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo;
  • non essere sottoposto a misura cautelare personale e non esserlo stato nei dieci anni precedenti la richiesta per determinati delitti;
  • appartenere ad un nucleo familiare con Isee inferiore a 9.360 euro;
  • non possedere un patrimonio immobiliare in Italia e all’estero superiore a 30mila euro, senza considerare la casa di abitazione;
  • avere un patrimonio mobiliare ai fini Isee non superiore a 6.000 euro per un solo componente, a 8.000 euro per i nuclei con due componenti o a 10.000 euro con tre o più componenti, aumentati di 1.000 euro per ogni figlio a partire dal terzo.

I suddetti limiti aumentano di 5.000 euro per ogni membro del nucleo familiare con disabilità e di 7.500 euro per ogni componente con grave disabilità o non autosufficiente.

Inoltre, all’interno del nucleo familiare nessuno deve possedere:

  • auto immatricolate per la prima volta nei sei mesi che precedono la domanda;
  • auto di cilindrata superiore a 1.600 cc oppure moto di cilindrata superiore a 250 cc immatricolate, in ogni caso, per la prima volta nei due mesi che precedono la presentazione della domanda (sono esclusi i veicoli per disabili);
  • navi e imbarcazioni di diporto.

La domanda può essere presentata in posta, al Caf o sul sito Internet redditocittadinanza.gov.it, accedendo con Spid, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi.

La prestazione dura 18 mesi, rinnovabili per altri 18 con un mese di sospensione.

Per ulteriori dettagli sul Reddito di cittadinanza per disoccupati, leggi Reddito di cittadinanza se perdo il lavoro.

L’assegno sociale dopo la Naspi

Quando finisce la Naspi e si conclude anche il periodo in cui si ha diritto al Reddito di cittadinanza ma il lavoro non arriva, non resta che presentare domanda all’Inps per ottenere l’assegno sociale. Si tratta di una prestazione erogata a chi si trova in condizioni economiche disagiate e con redditi inferiori alle soglie previste annualmente dalla legge. Il beneficio non è reversibile ai familiari superstiti.

I requisiti richiesti sono:

  • 67 anni di età;
  • stato di bisogno economico;
  • cittadinanza italiana e situazioni equiparate;
  • residenza effettiva in Italia;
  • requisito dei dieci anni di soggiorno legale e continuativo in Italia.

Hanno diritto all’assegno in misura intera:

  • i soggetti non coniugati che non possiedono alcun reddito;
  • i soggetti coniugati che hanno un reddito familiare inferiore al totale annuo dell’assegno (6.085,30 euro nel 2022).

Hanno diritto all’assegno in misura ridotta:

  • i soggetti non coniugati che hanno un reddito inferiore all’importo annuo dell’assegno;
  • i soggetti coniugati che hanno un reddito familiare compreso tra l’ammontare annuo dell’assegno e il doppio dell’importo annuo dell’assegno (12.170,60 euro nel 2022).

L’importo dell’assegno è di 468,10 euro in misura piena. La prestazione non è soggetta a trattenute Irpef.

La domanda deve essere presentata online sul sito dell’Inps oppure tramite:

  • contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Il pagamento dell’assegno inizia dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata presentata la domanda. Il beneficio ha carattere provvisorio, e la verifica del possesso dei requisiti socio-economici e dell’effettiva residenza avviene annualmente.



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1 Commento

  1. d’accordo che finita la naspi si dovrebbe cercare lavoro,ma’come ci si deve comportare uno come me che e anche invalido civ.al 100% con inabilità al lavoro? a 60 anni come,dove e in che modo si puo’ vivere?

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