Diritto e Fisco | Articoli

Criteri di scelta nel licenziamento collettivo

25 Maggio 2022
Criteri di scelta nel licenziamento collettivo

Chiusura del reparto o del ramo d’azienda: la scelta dei dipendenti da licenziare non può limitarsi solo a quelli addetti al reparto in questione. 

Nel momento in cui il datore di lavoro intende chiudere un reparto e mandare a casa tutti i dipendenti ad esso addetti deve adottare una particolare procedura chiamata «licenziamento collettivo». Tuttavia, la scelta dei lavoratori da licenziare non può limitarsi solo a quelli preposti a tale reparto. Esistono infatti dei criteri di scelta da rispettare che vanno condivisi preliminarmente con i sindacati e che devono riferirsi all’intero ambito aziendale e non solo al settore in crisi. 

A spiegare come funzionano i criteri di scelta nel licenziamento collettivo è una recente e interessante sentenza della Cassazione [1]. Ecco ciò che i giudici supremi hanno detto.

Cos’è il licenziamento collettivo?

La disciplina della procedura di licenziamento collettivo trova applicazione alle sole imprese con più di 15 lavoratori, indipendentemente dall’articolazione dell’azienda in diverse unità produttive.

La normativa sui licenziamenti collettivi trova applicazione solo nell’ipotesi in cui l’imprenditore intenda effettuare almeno 5 licenziamenti, nell’arco di 120 giorni, in ciascuna unità produttiva o in più unità produttive nell’ambito del territorio di una stessa provincia. 

In assenza di tali requisiti la procedura da seguire è quella del licenziamento per giustificato motivo oggettivo; in essa il datore di lavoro è più libero dovendo solo verificare se il dipendente possa essere adibito ad altre mansioni compatibili con la sua formazione, anche se di rango inferiore (cosiddetto repêchage) e dare il preavviso.

Comunicazione preventiva

Il licenziamento collettivo inizia con una comunicazione preventiva che il datore di lavoro deve inviare alle rappresentanze sindacali aziendali e alle rispettive associazioni di categoria. In essa deve manifestare l’intenzione di procedere a licenziamenti collettivi. Tale comunicazione deve essere inviata anche alle rappresentanze sindacali unitarie, laddove costituite.

In mancanza delle predette rappresentanze, la comunicazione deve essere effettuata alle associazioni di categoria aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale.

La comunicazione deve necessariamente avvenire in forma scritta, e ha come obiettivo quello di rendere integralmente informate le organizzazioni sindacali circa la situazione prospettata dal datore di lavoro, per permettere loro di proporre eventuali iniziative atte ad evitare o a limitare gli esiti della crisi aziendale.

Tale comunicazione deve essere trasmessa anche all’organo amministrativo e cioè alla Direzione provinciale del lavoro oppure alla Regione (se sono coinvolte più province) oppure al ministero del Lavoro (se sono coinvolte più regioni).

La comunicazione deve indicare: 

  • i motivi che determinano la situazione di eccedenza;
  • i motivi tecnici, organizzativi o produttivi per i quali si ritiene di non poter adottare misure idonee a porre rimedio alla predetta situazione ed evitare, in tutto o in parte, il licenziamento collettivo;
  • il numero, la collocazione aziendale ed i profili professionali del personale eccedente, nonché del personale abitualmente impiegato;
  • i tempi di attuazione del programma di riduzione del personale;
  • le eventuali misure programmate per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale dell’attuazione della riduzione di personale;
  • il metodo di calcolo di tutte le attribuzioni patrimoniali diverse da quelle già previste dalla legislazione vigente e dalla contrattazione collettiva (da intendersi come esposizione di criteri oggettivi per eventuali erogazioni aggiuntive ai lavoratori di licenziarsi, in modo da escludere eventuali successive scelte arbitrarie).

L’esame della comunicazione preventiva

Entro 7 giorni dalla data di ricevimento della comunicazione, a richiesta delle rappresentanze sindacali aziendali e delle rispettive associazioni, si procede ad un esame congiunto tra le parti. Ciò al fine di esaminare le cause che hanno contribuito a determinare l’eccedenza del personale e la possibilità di utilizzazione diversa di tutto o di parte del personale in esubero, anche mediante contratti di solidarietà e forme flessibili di gestione del tempo di lavoro. Inoltre, l’esame ha per oggetto anche la possibilità di ricorrere a misure sociali di accompagnamento intese, in particolare, a facilitare la riqualificazione e la riconversione dei lavoratori in esubero.

Criteri di scelta dei lavoratori da licenziare

L’individuazione dei lavoratori da licenziare spetta al datore di lavoro, che deve effettuarla in relazione alle esigenze tecnico-produttive ed organizzative del complesso aziendale nel rispetto dei criteri previsti dai contratti collettivi stipulati con i sindacati oppure, in mancanza, nel rispetto di alcuni criteri legali in concorso tra loro: 

  • i carichi di famiglia; 
  • l’anzianità di servizio; 
  • le esigenze tecnico-produttive ed organizzative.

In conseguenza di tale previsione, nel licenziamento collettivo, a differenza di quanto avviene nel licenziamento per giustificato motivo oggettivo (anche plurimo), l’identità dei lavoratori da licenziare non è conosciuta fin dall’inizio, poiché la scelta di tali lavoratori avviene sul personale indistintamente considerato ed individuato in base a tali criteri. 

Quali lavoratori licenziare?

Ai fini della corretta applicazione del criterio delle esigenze tecnico-produttive per l’individuazione dei lavoratori da licenziare, la comparazione delle diverse posizioni dei lavoratori deve essere effettuata nel rispetto del principio di buona fede e correttezza. Pertanto, il datore di lavoro non può limitare la scelta dei lavoratori da porre in mobilità ai soli dipendenti addetti al reparto oggetto di riduzione solo perché impiegati nel reparto stesso, se i lavoratori medesimi sono idonei – per pregresso svolgimento della propria attività in altri reparti aziendali – ad occupare le posizioni lavorative di colleghi addetti ad altri reparti. 

Con la conseguenza che non può essere ritenuta legittima la scelta dei lavoratori da licenziare solo perché impiegati nel reparto soppresso o ridotto, trascurando il possesso di professionalità equivalenti a quelle degli addetti ad altri reparti.


note

[1] Cass. Sez. Lav., 28 aprile 2022, n. 13352. In senso conforme, Cass. 19105/2017, Cass. 203/2015, Cass. 9711/2011, Cass. 22824/2009, Cass. 22825/2009, Cass. 13783/2006).

Autore immagine: depositphotos.com

Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile Ordinanza 28 aprile 2022 n. 13352

Data udienza 18 gennaio 2022

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRIA Lucia – Presidente

Dott. GARRI Fabrizia – Consigliere

Dott. PAGETTA Antonella – rel. Consigliere

Dott. BELLE’ Roberto – Consigliere

Dott. DI PAOLA Luigi – Consigliere

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 21991-2019 proposto da:

(OMISSIS), domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la CANCELLERIA DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall avvocato (OMISSIS);

– ricorrente –

contro

(OMISSIS) S.P.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in (OMISSIS), presso lo studio dell’avvocato (OMISSIS), che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato (OMISSIS);

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 3747/2019 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI, depositata il 17/06/2019 R.G.N. 2522/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 18/01/2022 dal Consigliere Dott. ANTONELLA PAGETTA.

RILEVATO

Che:

1. la Corte di appello di Napoli pronunziando in sede di reclamo ex lege L. n. 92 del 2012 ha confermato la sentenza di primo grado di rigetto della domanda di (OMISSIS) intesa all’accertamento della illegittimita’ del licenziamento intimato da (OMISSIS) s.p.a. seguito di procedura ex lege L. n. 223 del 1991;

2. la Corte distrettuale ha ritenuto legittima la limitazione della platea dei licenziandi ai soli lavoratori addetti all’appalto per I’VIII Municipalita’, pacificamente cessato, evidenziando che la societa’ aveva indicato le ragioni di tale limitazione nella lettera di avvio della procedura e che nel corso dell’esame congiunto con le organizzazioni sindacali aveva dettagliatamente esposto le possibilita’ di un diverso impiego, con offerta alla (OMISSIS) di diversa ricollocazione lavorativa in altro Comune, offerta respinta dalla lavoratrice, cosi’ come la ulteriore offerta di adibizione ad altro appalto presso il Comune di Rieti; ne’ era fondata la pretesa della lavoratrice di essere ricollocata presso il centro (OMISSIS), dove pure era stata in precedenza distaccata presso altra societa’ del gruppo, perche’ detta ricollocazione sarebbe dovuta avvenire a carico di un soggetto diverso dal datore di lavoro; non vi era prova, infatti, di elementi che consentissero di configurare un unico centro di imputazione tra le societa’ appartenenti al medesimo e comunque il distacco costituiva espressione di un’esigenza temporanea della parte datoriale che non determinava il venir meno del radicamento nella collocazione aziendale di provenienza, vale a dire l’appalto presso la VIII municipalita’ pacificamente cessato;

3. per la cassazione della decisione ha proposto ricorso (OMISSIS) sulla base di quattro motivi; la parte intimata ha resistito con tempestivo controricorso.

CONSIDERATO

Che:

1. con il primo motivo di ricorso parte ricorrente deduce violazione e falsa applicazione dell’articolo 41 Cost., comma 2, in relazione all’articolo 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4 per avere il giudice di appello omesso il controllo sulla reale sussistenza del motivo oggettivo posto a base del licenziamento vanificando il bilanciamento tra la iniziativa economica privata e la liberta’ e dignita’ umana; deduce, inoltre, omesso esame di fatti decisivi ai fini della decisione; sostiene che era stato dimostrato che i dipendenti che (OMISSIS) s.p.a. utilizzava nel centro cottura erano tutti cuochi senza nessuna differenziazione tra i gruppi di lavoro, di professionalita’ e competenze specifiche e che non era stato dimostrato che la perdita dell’appalto per la refezione scolastica della VIII municipalita’ del Comune di Napoli aveva cagionato un danno economico tale da rendere necessario il licenziamento delle unita’ lavorative arbitrariamente adibite a tale commessa;

2. con il secondo motivo deduce violazione e falsa applicazione della L. n. 223 del 1991, articoli 4 e 5 per avere il giudice di appello ritenuto correttamente applicati i principi richiamati in tali disposizioni nonche’ omesso esame di fatti controversi e decisivi sotto il profilo della mancanza di collegamento tra la assunzione della (OMISSIS) e l’appalto presso la VIII Municipalita’, denunzia inoltre apparenza di motivazione sul punto; sostiene che il giudice del reclamo aveva errato nel ritenere legittimo, in difetto di accordo sindacale, quale unico criterio di selezione del personale quello rappresentato dall’adibizione dei lavoratori licenziati all’appalto cessato e non anche degli altri criteri legali di scelta; in questa prospettiva afferma che gli elementi fattuali acquisiti escludevano che il posto di lavoro della (OMISSIS) fosse intrinsecamente legato all’appalto cessato in quanto l’adibizione alla preparazione dei relativi pasti era frutto di mera organizzazione interna che non instaurava alcuna specifica connessione con l’appalto medesimo, rilevante ai fini della selezione del personale da licenziare;

3. con il terzo motivo deduce mancato esame di un fatto decisivo, oggetto di discussione tra le parti rappresentato dalla assunzione di nuovi lavoratori in epoca successiva al licenziamento;

4. con il quarto motivo di ricorso deduce violazione e falsa applicazione della L. n. 223 del 1991, articoli 4 e 5 per avere il giudice di appello erroneamente ritenuta correttamente applicati i principi richiamati in tali disposizioni in merito all’obbligo di ricollocazione lavorativa; denunzia inoltre omesso esame di fatti controversi e decisivi in relazione alla verifica relativa alla configurabilita’ tra le varie societa’ del gruppo di un unico centro di imputazione;

5. il secondo motivo di ricorso e’ fondato;

5.1. la odierna ricorrente, secondo lo storico di lite della sentenza impugnata, ha proposto reclamo avverso la sentenza di primo grado deducendo, tra l’altro, che vi era stata violazione dei criteri di scelta dei lavoratori da licenziare in quanto era stato valorizzato il criterio della presunta appartenenza della lavoratrice all’appalto conferito per I’VIII Municipalita’ senza tenere conto che la procedura si era conclusa senza accordo, cosicche’ dovevano trovare applicazione tutti i criteri legali e non solo quello riferito alle esigenze tecnico organizzative e produttive;

5.2. la Corte di merito, nel rigettare la impugnazione della (OMISSIS), ha valutato la correttezza della scelta datoriale di procedere al licenziamento della lavoratrice nell’ambito della procedura collettiva, facendo riferimento esclusivo al criterio delle esigenze tecnico organizzative della societa’ e pretermettendo l’applicazione degli ulteriori criteri legali di cui alla L. n. 223 del 1991, articolo 5 rappresentati, dai carichi di famiglia e dall’anzianita’;

5.3. la decisione non e’ conforme alla consolidata giurisprudenza di legittimita’ secondo la quale la platea dei lavoratori interessati puo’ essere limitata agli addetti ad un determinato reparto o settore solo sulla base di oggettive esigenze aziendali, in relazione al progetto di ristrutturazione aziendale. Tuttavia, poiche’ ai fini della corretta applicazione del criterio delle esigenze tecnico- produttive dell’azienda, previsto dalla L. n. 223 del 1991, articolo 5, per l’individuazione dei lavoratori da licenziare, la comparazione delle diverse posizioni dei lavoratori deve essere effettuata nel rispetto del principio di buona fede e correttezza di cui agli articoli 1175 e 1375 c.c., il datore di lavoro non puo’ limitare la scelta dei lavoratori da porre in mobilita’ ai soli dipendenti addetti a tale reparto se detti lavoratori sono idonei – per pregresso svolgimento della propria attivita’ in altri reparti dell’azienda – ad occupare le posizioni lavorative di colleghi addetti ad altri reparti con la conseguenza che non puo’ essere ritenuta legittima la scelta di lavoratori solo perche’ impiegati nel reparto operativo soppresso o ridotto, trascurando il possesso di professionalita’ equivalente a quella di addetti ad altre realta’ organizzative (Cass. n. 19105/2017, Cass. n. 203/2015, Cass. n. 9711/2011, Cass. n. 22824/2009, Cass. n. 22825/2009, Cass. n. 13783/2006);

5.4. in base alle considerazioni che precedono il motivo in esame deve essere accolto e la sentenza cassata in parte qua, con effetto di assorbimento degli altri motivi;

6. alla Corte di rinvio e’ demandato il regolamento delle spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il secondo motivo assorbiti gli altri; cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia alla Corte d’appello di Napoli in diversa composizione, anche ai fini delle spese del giudizio di legittimita’.

 


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube