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Chi paga le spese processuali se l’avvocato perde la causa?

29 Maggio 2022
Chi paga le spese processuali se l’avvocato perde la causa?

L’avvocato può essere condannato a pagare le spese legali per il processo?

Ipotizziamo il caso di un avvocato che perda la causa per un grave errore. A quel punto il giudice, nella sentenza che emetterà al termine del processo, oltre ad affermare le ragioni dell’avversario, deciderà anche in merito alla ripartizione delle spese legali. E la regola vuole che chi perde paghi, o meglio rimborsi alla controparte i costi sostenuti per il giudizio: dalle notifiche al contributo unificato, dai bolli alla parcella del proprio difensore.

L’uomo poco esperto di procedura potrà a questo punto affermare: che colpa ha il cliente se l’errore è dipeso dal suo difensore quando, in assenza di tale sbaglio, il processo avrebbe avuto un esito differente? Insomma, chi paga le spese processuali se l’avvocato perde la causa?

Sul punto è bene fornire alcuni importanti chiarimenti.

Perché se l’avvocato sbaglia ne risponde il cliente?

Con la firma della cosiddetta procura ad litem – ossia la “delega” apposta a margine o a tergo dell’atto processuale – la parte conferisce al proprio avvocato il potere di rappresentarlo e difenderlo nel corso del giudizio, accettando su di sé tutti gli effetti della sentenza. Questo significa che se l’avvocato dovesse perdere il processo, anche se per un errore imperdonabile, le conseguenze della sconfitta – ivi compresa l’eventuale condanna al pagamento del risarcimento per “lite temeraria” – ricadrebbero sull’assistito. In altri termini, se l’avvocato sbaglia procedura, dimentica di produrre le prove, ritarda il deposito delle note istruttorie, se non conosce la corretta interpretazione della legge o se coltiva una causa già persa in partenza, il giudice condanna solo e unicamente il suo cliente. E ciò proprio in forza della procura di cui abbiamo appena parlato.

Che fare se l’avvocato sbaglia la causa

Se pure è vero che gli effetti della sentenza di condanna ricadono solo sul cliente e non sull’avvocato resterebbe ferma la responsabilità professionale e risarcitoria di quest’ultimo, che peraltro deve essere assicurato. Il cliente potrà cioè chiedergli di rimborsargli i danni conseguenti all’errore commesso. 

Ma la possibilità di farsi risarcire dipende da un elemento essenziale: la prova che, senza lo sbaglio, il giudizio avrebbe avuto un esito più favorevole per il suo cliente. 

Ragion per cui se la causa, pur senza errori o omissioni da parte del legale, sarebbe giunta allo stesso risultato, l’avvocato – o meglio la sua assicurazione – non sarà tenuto a risarcire alcuna somma al cliente danneggiato. E questo per via del fatto che, secondo il nostro sistema giuridico, intanto ci può essere un risarcimento in quanto vi sia un danno che dipenda unicamente dall’azione illecita e non da altri fattori. Nel caso di specie, il danno – la sconfitta – non è dipeso dall’errore del legale ma, magari, dall’insussistenza di ragioni in capo al cliente, dall’assenza di prove, ecc.

Chi paga le spese processuali se l’avvocato sbaglia? 

Se l’avvocato sbaglia, le spese processuali restano a carico del suo cliente che, pertanto, dovrà anche rimborsare i costi sostenuti dal suo avversario, compresa la parcella del relativo difensore secondo l’importo liquidato dal giudice nella sentenza (quindi non si tiene conto degli accordi intervenuti tra le parti ma di una quantificazione forfettaria che viene fatta dal giudice secondo dei parametri ministeriali).

C’è un solo caso in cui l’avvocato paga le spese legali del processo se perde: quando la procura ad litem è falsa o rilasciata da soggetto diverso da quello dichiaratamente rappresentato o per processi (o fasi di processo) diversi da quello per il quale l’atto è speso [1]. Questo perché, difettando la procura, gli effetti della sentenza non possono riversarsi sulla parte. 

Dunque, solo nel caso in cui manchi il conferimento della procura «l’attività del difensore non riverbera alcun effetto sulla parte» [2] e, quindi, solo in tale ipotesi l’attività dell’avvocato «resta al medesimo riferibile quanto al pagamento delle spese del giudizio per difetto della procura» [3].


note

[1] Cass. ord. n. 16622/2022 del 23.05.2022.

[2] Cass. ord. n. 10706/2006.

[3] Cass. n. 25435/2019


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