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Visite mediche sempre al lavoro oppure retribuite

8 Ottobre 2014
Visite mediche sempre al lavoro oppure retribuite

Dipendenti ritenuti in servizio se il controllo è fuori dall’orario di lavoro e sempre che il datore di lavoro dia valide motivazioni per ragioni produttive.

Le visite mediche effettuate dall’azienda ai propri dipendenti possono essere eseguite solo durante l’attività di lavoro. Diversamente, se il datore di lavoro vuol disporre  l’organizzazione dei controlli sanitari all’infuori del normale orario di lavoro deve darne giustificazione con valide ragioni produttive.In quest’ultimo caso i lavoratori vanno comunque considerati in servizio per tutto il tempo di svolgimento dei controlli medici, con diritto quindi a percepire la retribuzione e ogni altra competenza collegata, anche se materialmente non si trovano sul posto di lavoro.

A precisarlo è stata la commissione per gli interpelli sulla sicurezza del lavoro in una nota a risposta di un quesito dell’unione sindacale di base dei Vigili del fuoco [1].

Come noto, la legge [2] disciplina obbligo e modalità per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria.

La sorveglianza sanitaria rientra fra gli obblighi del datore di lavoro. Il fine è quello della tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, attraverso la valutazione (medica) delle compatibilità tra condizioni di salute e compiti lavorativi. È anche un obbligo dei lavoratori quello di sottoporsi ai controlli sanitari disposti dal datore di lavoro.

Le visite mediche non possono, per nessun motivo in considerazione della particolarità del bene tutelato (la salute dei lavoratori), essere omesse o trascurate dal datore di lavoro (che è il soggetto obbligato) e, di contro, il lavoratore non può esimersi dal sottoporsi all’effettuazione dei controlli medici.

La Commissione ministeriale sui controlli medici è stata investita sulla questione se la visita medica vada svolta necessariamente in orario di lavoro, oppure se il datore di lavoro abbia facoltà di inviare il lavoratore a visita anche quando non si trovi al lavoro (cioè fuori dal normale orario di servizio). In quest’ultima ipotesi, inoltre, è stato chiesto di sapere se il tempo impiegato dal lavoratore per effettuare la visita debba o meno essere retribuito come ore di lavoro straordinario.

Secondo la commissione i controlli medici relativi alla sorveglianza sanitaria sono a carico dell’azienda in tutto e per tutto. Inoltre, sebbene la legge [2] non chiarisca espressamente se la visita debba essere eseguita durante l’attività lavorativa, essa deve essere considerata comunque “funzionale all’attività lavorativa “e pertanto il datore di lavoro dovrà comunque giustificare le motivazioni produttive che determinano la collocazione temporale della stessa fuori dal normale orario di lavoro. Ciò significa che le visite vanno fissate, di norma, durante l’orario di lavoro e che per la programmazione in un diverso orario è necessaria una motivazione produttiva.

Quanto ai costi dei controlli sanitari, infine, la commissione ministeriale chiarisce che sono sempre a carico del datore di lavoro. Ciò in virtù della legge la quale stabilisce che “le misure relative alla sicurezza, all’igiene e alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso comportare oneri finanziari per i lavoratori”. Pertanto, conclude la commissione, i controlli sanitari vanno strutturati tenendo ben presente gli orari di lavoro e la reperibilità dei lavoratori; e ove per giustificate esigenze lavorative il controllo sanitario sia effettuato in orari diversi, “il lavoratore dovrà comunque considerarsi in servizio a tutti gli effetti”.


note

[1] Nota n. 18/2014.

[2] Art. 41 del T.u. sicurezza (approvato dal dlgs n. 81/2008).

[3] Art. 15, comma 2, del T.u. sicurezza.

Autore immagine: 123rf com


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