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Impugnazione della sentenza a seguito di lettura del dispositivo in udienza

8 Ottobre 2014
Impugnazione della sentenza a seguito di lettura del dispositivo in udienza

La lettura del dispositivo in udienza non è idonea a far decorrere il termine breve.

 

Anche se non capita spesso, il codice di procedura civile [1] consente al giudice monocratico di decidere la causa a seguito di una trattazione orale.In tal caso, una volta emessa la sentenza, egli dà lettura del dispositivo in udienza esponendo, in modo conciso, le ragioni di fatto e di diritto su cui si fonda la decisione.

Tuttavia, ai fini del calcolo dei termini per l’impugnazione, tale circostanza non cambia le carte in tavola. Infatti, una recentissima sentenza della Cassazione [2] ha chiarito che la lettura del dispositivo e della motivazione in udienza non equivale però alla notificazione della sentenza, che è un atto di parte, e pertanto non è idonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione [3].

Pertanto, anche in caso di trattazione orale e successiva lettura del dispositivo in udienza, benché le parti siano state, in questo modo, pienamente informate “in tempo reale” dell’esito del giudizio, è sempre necessario che la parte diligente notifichi detta sentenza alla controparte onde far decorrere il termine di 30 giorni dell’appello.

 

Termine lungo

Ricordiamo che una peculiarità di questa procedura è che la pubblicazione del provvedimento avviene già solo con la semplice sottoscrizione da parte del giudice del verbale che contiene la sentenza. Il che verosimilmente significa – sebbene ciò non sia stato trattato dalla sentenza in commento – che il termine lungo per l’impugnazione decorre, questa volta, proprio dalla lettura in udienza del dispositivo.


note

[1] Art. 281 sexies cod. proc. civ.

[2] Cass. sent. n. 19743 del 19.09.2014.

[3] Ai sensi dell’art. 325 cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com


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