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Come segnalare un sito internet?

8 Gennaio 2023 | Autore:
Come segnalare un sito internet?

La procedura da seguire quando ci si imbatte in una pagina web offensiva, copiata, illecita o contenente un potenziale rischio per gli utenti.

Al giorno d’oggi, la quasi totalità delle persone utilizza Internet, per lavoro, per studio o per svago. Può succedere a tutti, dunque, di incontrare siti che violano la legge. In alcuni casi, si tratta di pagine web, molto ben costruite, create allo scopo di porre in essere delle truffe: un caso è quello della vendita di prodotti che, dopo l’acquisto, non vengono spediti. Un’altra ipotesi è quella dei siti contenenti link che, se cliccati, installano virus o programmi capaci di carpire i dati degli ignari utenti. Inoltre chi ha un blog o, comunque, scrive contenuti sulla rete può scoprire che ciò che ha scritto è stato copiato, per filo e per segno, da altri. Insomma, il web è una grande risorsa ma nasconde molte insidie dalle quali bisogna sapersi difendere. Tra poco ti spiegheremo come segnalare un sito Internet. Le opzioni sono tante, dalla denuncia alle autorità di polizia alla comunicazione da fare a Google e Facebook: vedremo quali sono le più efficaci e quale conviene scegliere secondo la specifica situazione.

Quali sono i siti Internet che violano la legge?

Un sito web può violare la legge in molti modi. Ecco i più frequenti:

  • contenuti offensivi. Vi sono pagine Internet che contengono espressioni offensive nei riguardi di persone specifiche o di intere categorie (ad esempio le donne, gli omosessuali, i disabili, chi professa una data religione). Nella prima ipotesi, può integrare il reato di diffamazione [1]. La seconda ipotesi va valutata caso per caso. Infatti, da un canto deve essere tutelata la libera manifestazione del pensiero, garantita dalla Costituzione [2]; dall’altro certi contenuti possono costituire il reato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica o religiosa [3], di apologia del fascismo [4] o altri reati. Vi sono poi espressioni che, anche se non costituiscono reato, possono risultare offensive di sentimenti comuni alla collettività;
  • truffe. Un caso classico è quello della vendita di un prodotto presentato in modo accattivante a un prezzo concorrenziale. L’utente lo compra e lo paga subito, ma esso non gli viene spedito. Di solito, dopo l’acquisto, il venditore sparisce. In questa ipotesi e in altre simili, ricorre il reato di truffa [5];
  • frodi informatiche [6]. Oggi si parla sempre più di phishing, un raggiro consistente nell’invito a cliccare su un determinato link, che sembra rinviare a un sito conosciuto, come quello di una banca, delle poste o di una grande e nota azienda. In realtà, si tratta di pagine web realizzate con grande maestria, così da riprodurre esattamente quelle originali e trarre quindi in inganno. L’utente viene spesso invitato ad inserire i propri dati, a volte quelli di accesso al proprio conto o alla carta di credito; alcuni cadono nella trappola. In ogni caso, il risultato è, nella migliore delle ipotesi, un furto dei dati per finalità di pubblicità aggressiva; nella peggiore, la sottrazione di denaro dal conto. In certi casi cliccare sul link può provocare l’installazione di un programma che sottrae i dati o semplicemente di un virus;
  • plagio di contenuti. Ognuno ha diritto ad essere riconosciuto autore di ciò che esprime mediante la scrittura, la musica, le arti figurative. Non è necessario che si tratti di opere d’arte: si tratta sempre di realizzazioni che provengono da un individuo e che nessuno ha il diritto di copiare: ciò è stabilito sia dal Codice civile [7] che dalla legge sul diritto d’autore [8]. Purtroppo sul web vi sono persone che, anziché sforzarsi di produrre contenuti originali, ricorrono a facili scorciatoie copiando da altri;
  • situazioni di pericolo per i minori. Vi sono siti (a volte apparentemente innocui) che vengono utilizzati per attrarre bambini e ragazzi e poi adescarli. A volte, dietro questi siti si nascondono pedofili, che agiscono da soli oppure organizzati con altri. Si tratta, ovviamente, di un grave reato [9]. In altri casi, lo scopo è quello di indurre nei minori situazioni di dipendenza psicologica per spingerli a comportarsi in un certo modo, portandoli, in casi estremi, al suicidio. Le ipotesi di reato a carico dell’autore del sito possono essere diverse secondo le specifiche situazioni, dall’istigazione a delinquere [10] all’istigazione al suicidio [11].

A chi rivolgersi per segnalare un sito Internet?

A seconda delle situazioni, un sito Internet può essere segnalato a diverse autorità o servizi; precisamente:

  • alla polizia;
  • alla polizia postale;
  • a Google e ad altri motori di ricerca;
  • alle associazioni di consumatori;
  • alle Autorità garanti.

Vediamo come si fanno i diversi tipi di segnalazione e per quali casi ognuna di esse è più indicata.

Come segnalare un sito Internet alla polizia

Se tramite un sito è stato commesso un reato è possibile fare una denuncia alla polizia o, comunque, alle forze dell’ordine; in alternativa, ci si può recare presso gli uffici della Procura della Repubblica.

Sul sito della polizia di Stato è possibile effettuare una denuncia online lasciando le proprie generalità: nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, residenza e domicilio, numero di telefono, indirizzo email. Alla fine della procedura l’utente può scaricare una ricevuta.

La segnalazione online, però, è soltanto un’anticipazione della denuncia vera e propria, che va perfezionata di persona recandosi presso la polizia.

Come segnalare un sito Internet alla polizia postale

La polizia postale e delle comunicazioni è un settore specializzato della polizia che si occupa dei reati commessi tramite i mezzi di comunicazione. Oggi, data la larghissima diffusione di Internet, è questo l’ambito nel quale essa agisce principalmente.

Sul sito della polizia postale è possibile trovare un modulo con il quale segnalare siti il cui contenuto sembra essere illecito. In esso vanno inseriti i propri dati di contatto (telefono e indirizzo email) e l’indirizzo della pagina web che si intende segnalare. Occorre anche precisare se si vuole essere ricontattati.

La polizia postale effettua i necessari accertamenti sul sito segnalato. Questa procedura può essere molto utile nel caso di siti che costituiscono un potenziale pericolo per un numero indeterminato di persone: si pensi a quelli a contenuto pedopornografico, oppure finalizzati all’adescamento di minori.

Se, invece, si è rimasti vittima in prima persona di malviventi che hanno agito tramite una pagina web (come succede nel caso della truffa o della frode informatica) la segnalazione non basta: occorre recarsi personalmente presso la polizia postale e sporgere una denuncia.

Come segnalare un sito Internet ai motori di ricerca

È possibile segnalare un sito dai contenuti illeciti o inappropriati ai motori di ricerca, che, effettuati i necessari accertamenti, non lo faranno più apparire nei risultati delle ricerche degli utenti.

Google fornisce un’apposita pagina da utilizzare per effettuare la segnalazione, ma anche gli altri motori di ricerca offrono analoghi servizi.

Questa soluzione è consigliabile nei casi in cui non è il caso di presentare una denuncia, ad esempio perché si è rimasti vittima di un raggiro di lievissima entità. In ogni caso, anche se ci si rivolge alle autorità di polizia, segnalare il sito ai motori di ricerca può servire ad evitare che altri utenti ricevano danno dal sito.

Come segnalare un sito Internet alle associazioni dei consumatori

Rivolgersi ad un’associazione di consumatori può essere molto utile per tutelare i propri diritti, se questi sono stati violati tramite un sito Internet. Reperire tali associazioni è facile: basta fare una ricerca online e scegliere quella che sembra più affidabile e che fornisce servizi che fanno al caso proprio. Di solito, si tratta di consulenza legale e supporto nella procedura da adottare, spesso a titolo gratuito.

Come segnalare un sito Internet alle Autorità garanti

Vediamo, infine, come segnalare un sito Internet alle Autorità garanti. Queste ultime sono degli organismi di carattere pubblico, aventi il compito di vigilare su alcuni ambiti che hanno rilevanza nell’economia del nostro Paese. Così vi sono l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato (Agcom), quella per la privacy, quella per l’energia e il gas e altre ancora.

Quando un sito viola la legge in un ambito che interessa un’Autorità garante, è possibile segnalarlo a quest’ultima perché, fatti i necessari accertamenti, irroghi a suo carico delle sanzioni. Così, ad esempio, se sono stati copiati dei contenuti è possibile rivolgersi all’Agcom; se si è subito un furto di dati sensibili si può segnalare il fatto al Garante della privacy e così via.

Gli indirizzi delle Autorità garanti sono reperibili online.


note

[1] Art. 595 cod. pen.

[2] Art. 21 Cost.

[3] Art. 604 bis cod. pen.

[4] Art. 4 L. n. 645/1952

[5] Art. 640 cod. pen.

[6] Art. 640 ter cod. pen.

[7] Art. 2575 cod. civ.

[8] L. n. 633/1941

[9] Art. 609 undecies cod. pen.

[10] Art. 414 cod. pen.

[11] Art. 580 cod. pen.


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