Malasanità: nuove regole sulla responsabilità dei medici

25 Maggio 2022 | Autore:
Malasanità: nuove regole sulla responsabilità dei medici

Una proposta di legge punta a introdurre la responsabilità di tipo contrattuale dei sanitari curanti e delle strutture in cui operano e ad abolire gli specifici reati previsti per i camici bianchi.

Una proposta legislativa depositata in Parlamento [1] punta a modificare profondamente le regole sulla responsabilità civile e penale dei medici che sbagliano e che, con i loro errori diagnostici, chirurgici o terapeutici, provocano la morte dei pazienti o gli arrecano lesioni personali gravi. Così in materia di malasanità ci sono importanti cambiamenti in arrivo.

È una materia molto delicata, che non trova pace: negli ultimi anni, è stata modificata per ben due volte, prima con la legge Balduzzi nel 2012 e poi con la legge Gelli Bianco nel 2017. L’obiettivo era quello di perimetrare la responsabilità dei medici entro precisi confini e di delimitare le condotte punibili o suscettibili di risarcimento danni.

Responsabilità di tipo contrattuale per il medico che sbaglia

Adesso, forse, le cose cambiano: l’iter parlamentare di approvazione è appena agli inizi, ma l’enunciato dei proponenti – un gruppo di deputati del Movimento 5 Stelle e di “Alternativa c’è” (Colletti, Cataldi, Dori e Petrantoni) – è molto chiaro: si vuole «rendere costituzionalmente accettabile la responsabilità del medico, facendola ritornare sotto l’alveo della responsabilità contrattuale». In parole povere, il paziente che si ricovera in un ospedale o in una casa di cura stipula un vero e proprio contratto con la struttura sanitaria, dal quale derivano diritti e obblighi dei medici curanti.

La giurisprudenza prevalente era già orientata a ritenere, nei casi di colpa medica, l’esistenza di una responsabilità contrattuale, che comporta notevoli differenze rispetto a quella da illecito extracontrattuale: la prescrizione è più lunga (di 10 anni, anziché di soli 5) e, soprattutto, in caso di contestazioni tocca sempre al medico dimostrare di aver eseguito fedelmente e con la dovuta diligenza la propria prestazione professionale.

Colpa medica: diventa responsabile anche la struttura sanitaria

Inoltre, ora la nuova proposta di legge specifica che «le strutture sanitarie rispondono anche dei danni alle persone o alle cose derivanti dall’inadeguata organizzazione, dalla carenza o dalla inefficienza delle dotazioni o delle attrezzature delle medesime strutture sanitarie». Questo significa che degli episodi di malasanità dovranno rispondere non solo i medici e gli altri sanitari curanti, ma anche le strutture in cui operano, se sono affette da carenze organizzative e malfunzionamenti.

Come cambiano i reati di malasanità?

Sono incisive anche le modifiche apportate a livello penale: la legge di riforma abolisce il reato di omicidio o di lesioni personali colpose in ambito sanitario [1] che escludeva la punibilità del medico quando erano state rispettate le raccomandazioni previste dalle «linee guida» o, in mancanza di esse, dalle «buone pratiche clinico-assistenziali». Così nei casi di malasanità tornerebbero ad applicarsi le comuni norme incriminatrici per omicidio colposo o lesioni personali colpose, senza differenze di regime in base alla qualità professionale dell’imputato.

Risarcimento danni: le modifiche all’iter civile

Per evitare le lungaggini processuali, specialmente in sede civile, la proposta di legge cerca di accelerare i tempi del giudizio, prevedendo un termine massimo di 3 mesi per espletare la procedura di mediazione prima di instaurare la causa (a pena di improcedibilità) e di 10 mesi per svolgere l’accertamento tecnico preventivo (Atp): una consulenza tecnica anticipata per chiarire al più presto le eventuali responsabilità dei sanitari curanti per i danni arrecati al paziente.

Se il medico e la struttura sanitaria sono assicurati, l’impresa assicuratrice deve formulare l’offerta risarcitoria entro 120 giorni. Vengono ridotte le eccezioni che la compagnia può opporre al paziente, il quale non è parte del rapporto contrattuale tra assicuratore e assicurato, ma è un mero danneggiato: perciò non è più «litisconsorte necessario» nell’eventuale causa instaurata tra il medico e l’impresa assicuratrice, il che significa che il suo intervento in questo giudizio che non lo riguarda direttamente diventa facoltativo e non più obbligatorio.

Nuove regole colpa medica: tempi di entrata in vigore

Cosa succederà adesso? La proposta di legge era stata depositata nel 2018, ma sinora era rimasta ferma: il ciclo di audizioni parlamentari è iniziato adesso con la calendarizzazione dei lavori. A quanto si apprende, le Commissioni riunite di Camera e Senato auspicano un percorso breve, per concludere l’esame entro le prime settimane di giugno, recepire le osservazioni e, infine, passare alla fase di approvazione della nuova legge in Aula.


note

[1] Camera dei Deputati, proposta di legge n. 1321 del 30.10.2018.

[2] Art. 590 sexies Cod. pen.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube