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Motorino: può circolare sulla corsia preferenziale?

26 Maggio 2022
Motorino: può circolare sulla corsia preferenziale?

Ciclomotori, biciclette, bici elettriche, scooter sulla corsia destinata agli autobus e ai pullman: la multa è nulla. Ecco come contestarla e a chi rivolgersi. 

Non si compra certo un motorino – e a volte si rischia la vita – per restare imbottigliati nel traffico proprio al pari di un’auto. E così scooter e ciclomotori sono soliti serpeggiare pericolosamente tra le auto senza usare le frecce (così come invece dovrebbero), a volte superando anche la linea continua di mezzeria. E non capita di rado che sfruttino anche la corsia destinata agli autobus benché questa sia chiaramente evidenziata dalla segnaletica orizzontale gialla. Ma se un vigile dovesse accorgersi di ciò, potrebbe multare il conducente? È avvenuto ed il caso è stato portato fino in Cassazione [1]. La domanda posta ai giudici è stata la seguente: un motorino può circolare sulla corsia preferenziale? La decisione farà storia, sicché sarà bene conoscerne il contenuto: ecco qual è stato il parere dei giudici nei tre gradi di giudizio. 

Chi può circolare sulle corsie preferenziali?

Vediamo innanzitutto cosa prevede il Codice della strada. Nessuna norma spiega se il motorino può circolare sulla corsia preferenziale ma una lettura formale sembrerebbe escluderlo. Infatti l’articolo 7 del Codice della strada si limita ad affermare che, nei soli centri abitati, i Comuni possono riservare strade alla circolazione dei veicoli adibiti a servizi pubblici di trasporto, al fine di favorire la mobilità urbana.

Si tratta quindi di autobus di linea, tram e taxi, dei mezzi di emergenza e dei veicoli speciali (si pensi ai pullman di compagnie private che fanno comunque trasporto pubblico oppure a quelli che svolgono servizi per turisti). 

Dal 2020, gli enti proprietari delle strade possono estendere l’accesso alle corsie preferenziali anche ai velocipedi (bici, e-bike e monopattini elettrici), a condizione che non vi siano binari tramviari a raso e che la carreggiata abbia larghezza non inferiore a 4,30 metri. Il problema si pone però per tutti quei casi (tutt’altro che rari) in cui i Comuni, per indifferenza o inerzia, non hanno previsto tale autorizzazione.

Multa per circolazione sulla corsia preferenziale

Chi non rispetta i limiti di circolazione sulla corsia preferenziale può essere multato dalla Polizia municipale, dalla Polizia stradale, dai Carabinieri, dalla Guardia di Finanza e, non in ultimo, dal personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico che, appunto, ha il potere di controllare la sosta sulle corsie preferenziali. Sono esclusi gli ausiliari del traffico. 

La sanzione amministrativa va da 83 a 333 euro. 

L’infrazione può essere rilevata sia con contestazione immediata di un agente accertatore che differita, mediante l’uso di telecamere. Secondo la Cassazione [2], si può trattare anche delle stesse telecamere usate per rilevare il divieto di accesso alle Ztl e ai centri storici. 

Un motorino può circolare sulla corsia preferenziale?

Abbiamo appena detto che, se appositamente previsto dal regolamento comunale, il motociclo o la bici elettrica può circolare sulla corsia preferenziale destinata agli autobus. Ma cosa succede se tale autorizzazione non dovesse sussistere? L’eventuale attraversamento della linea gialla sulla strada determinerebbe in automatico una multa stradale? Ebbene, una recente e innovativa interpretazione data dalla giurisprudenza ritiene che non sussista alcuna infrazione: i ciclomotori sono liberi di circolare nelle corsie preferenziali. E ciò perché, per le ridotte dimensioni, i veicoli a due ruote sono incapaci di intralciare il traffico dei mezzi pubblici. Il divieto di circolazione posto dall’articolo 7, comma 4, del Codice della strada, dunque, non si applica a chi li conduce. 

A dirlo è stato dapprima il Giudice di pace di Bologna [3] e poi, a seguito del ricorso dell’amministrazione locale, il tribunale del medesimo capoluogo in veste di giudice d’appello [4]. Inutile dire che la questione è stata poi portata fino in Cassazione e, a sorpresa, i giudici supremi [1], pur decidendo solo sulla ripartizione delle spese del giudizio, dunque non affrontando direttamente il tema, hanno riconosciuto però la correttezza della scelta di compensarle considerata l’assoluta novità della soluzione giuridica adottata. La Corte dunque non ha censurato il ragionamento fatto dai giudici in primo e secondo grado. Il che significa che lo ha tacitamente avallato. In buona sostanza, anche secondo la Cassazione, un motorino può circolare sulla corsia preferenziale destinata agli autobus senza rischiare una multa. 

Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto giusto compensare le spese di giudizio perché – ha ritenuto – si tratta di un’interpretazione nuova. Ma da domani non lo sarà più: sicché, semmai un poliziotto dovesse multare un motociclista per aver invaso la corsia preferenziale e questi dovesse impugnare il verbale, il giudice dovrebbe anche riconoscergli il rimborso delle spese processuali.

Biciclette, bici elettriche e monopattini elettrici possono circolare sulle corsie preferenziali?

Il discorso appena fatto per gli scooter e, in generale tutti i motorini e i motocicli, può estendersi a ogni veicolo a due ruote come biciclette, bici e monopattini elettrici. Anche questi infatti non sono in grado di intralciare il traffico sulle corsie preferenziali, sicché un’eventuale multa sarebbe illegittima.

Che fare se si viene multati sulle corsie preferenziali?

Come detto, la multa per circolazione sulla corsia preferenziale da parte di un veicolo a due ruote è illegittima. Ma per non pagare è necessario farsela annullare. E, in questi casi, l’organo adatto è il Giudice di Pace a cui bisognerà presentare il ricorso entro 30 giorni dalla notifica del verbale. È vero: la legge consente di fare ricorso anche al Prefetto, entro 60 giorni, e gratuitamente per giunta. Ma trattandosi di dover interpretare una norma poco chiara, l’organo amministrativo potrebbe non garantire quella imparzialità che un magistrato, seppur onorario, come il Giudice di Pace invece offre.

Perché i motorini e le bici elettriche possono circolare sulla corsia preferenziale?

Val la pena ripercorrere, brevemente, le motivazioni che hanno spinto i giudici bolognesi a dar ragione al conducente dello scooter che era stato ingiustamente multato. 

In primo grado il Giudice di Pace aveva annullato 12 verbali affermando appunto che «del divieto di circolazione nelle corsie riservate ai mezzi pubblici, posto dalla norma di cui all’articolo 7 del Codice della Strada, non dovessero ritenersi destinatari i conducenti di ciclomotore, in ragione delle ridotte dimensioni del mezzo, inidonee a costituire intralcio alla circolazione dei mezzi pubblici». Il Giudice di pace ritenne, così, sussistenti “giusti motivi” per compensare le spese di lite.

Proposto appello, il tribunale di Bologna ha ritenuto che: «la motivazione [della sentenza di primo grado] si fonda su un’interpretazione dell’art.7 CdS del tutto innovativa, individuandone la ratio nella volontà del legislatore di garantire che i mezzi pubblici possano circolare in maniera spedita senza intralci, intralci che il Giudice di Pace ravvisa soltanto nei veicoli privati a quattro ruote [le comuni automobili], escludendo invece quelli a due ruote, in tal modo giungendo ad affermare che sarebbe carente di offensività in generale la circolazione di questi ultimi in tali aree». Sul punto, sussisteva un unico precedente emesso peraltro dallo stesso Giudice di Pace di Bologna [5]. 

Il tribunale ha concluso sostenendo che la decisione relativa alla possibilità di circolazione da parte dei ciclomotori/motocicli nelle corsie preferenziali costituiva questione del tutto nuova, tale da giustificare la compensazione delle spese del giudizio.

Proposto ricorso in Cassazione, sempre sulla questione delle spese, la VI Sezione civile ha riaffermato il principio per il quale l’articolo 92, comma 2, c.p.c., là dove, permette la compensazione delle spese di lite «nel caso di assoluta novità della questione trattata o mutamento della giurisprudenza», oppure allorché concorrano altre analoghe «gravi ed eccezionali ragioni», costituisce una norma elastica «da specificare in via interpretativa da parte del giudice del merito, con un giudizio censurabile in sede di legittimità, in quanto fondato su norme giuridiche».


note

[1] Cass. sent. n. 16801/2022.

[2] cass. sent. n. 20222/2018.

[3] Gdp Bologna sent. n. 2964/2019.

[4] Trib. Bologna, sent. n. 257/2021.

[5] GdP Bologna, sent. n. 5165/2018.

Autore immagine: depositphotos.com


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