Cronaca | News

Perché l’Italia continuerà a comprare gas dalla Russia

26 Maggio 2022
Perché l’Italia continuerà a comprare gas dalla Russia

Per il ministro dell’Economia Franco la decisione di interrompere le forniture di gas russo avrebbe un impatto drammatico sui nostri conti.

Ha parlato in maniera chiara e senza giri di parole Daniele Franco, ministro italiano dell’Economia, facendo il punto sulla situazione economica europea al World Economic Forum di Davos cui sta partecipando in questi giorni. L’economia italiana non può permettersi di interrompere le forniture di gas russo in questo momento, perché le conseguenze sarebbero devastanti.

Seppur l’intenzione del nostro Paese sia quella di andare a ridurre sempre più i rapporti economici con la Russia, appoggiando anche il sesto pacchetto di sanzioni in programma, ai fini della sopravvivenza della nostra economia la soluzione non può essere interrompere le forniture russe.

Durante la sessione «Funding Europe’s economic renewal» Franco ha dichiarato davanti ai colleghi stranieri che questa opzione avrebbe un impatto drammatico non solo per il nostro Paese, ma anche per le tante altre Nazioni che, volenti o nolenti, dipendono dai rifornimenti energetici di Putin.

Durante un’analisi sull’economia italiana, il Ministro ha rilevato che in questo momento siamo dinnanzi a imprese e famiglie che, nonostante i grossi rischi che si trovano a correre causati dall’aumento dei prezzi e dall’andamento scostante della guerra, riescono a resistere. Un fattore importante che porta a sperare in una crescita continua per il 2022 (seppur più lenta di quella del 2021) ma che non deve portare a sottovalutare i rischi corsi.

Per quest’anno il Governo ha ribassato la stima di crescita al 3%, equivalente a una crescita effettiva inferiore all’1%. Non si parla di perdita, certo, ma non si può neppure pensare di poter fare mosse azzardate come tagliare il saldo cordone che ci lega alla Russia tenendoci a galla.

L’obiettivo del Governo per il 2022 oltre a quello di continuare a crescere è anche di riuscire a ridurre il debito pubblico. Una prospettiva ottimistica legata al fatto che, come lo stesso Franco ha spiegato, lo scorso anno nonostante fosse previsto un aumento del debito, l’Italia è riuscita a ridurlo di 4,5 punti di Pil. Quest’anno, dunque, salvo imprevisti shock, è auspicato un risultato simile.

Ma naturalmente il tema del gas va per necessità a intrecciarsi con quello del sesto pacchetto di sanzioni antirusse che l’Europa sta elaborando e che è in cantiere dall’inizio del mese, bloccato da un solo Paese contrario.

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel durante una conferenza stampa con la prima ministra svedese, Magdalena Andersson, si è dimostrato ottimista e convinto di riuscire a risolvere il problema legato alle importazioni russe «prima del Consiglio europeo della prossima settimana».

Michel ha concluso il discorso promettendo di pretendere dai Paesi membri il massimo impegno. L’obiettivo è quello di restare uniti nell’assunzione di decisioni che blocchino la macchina da guerra russa e che mettano pressioni sul Cremlino per ottenere finalmente un cessate il fuoco.



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