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Usura bancaria: si calcolano anche le spese di assicurazione

9 Ottobre 2014
Usura bancaria: si calcolano anche le spese di assicurazione

Vanno conteggiate, ai fini del TAEGM, tutte le spese e le commissioni che ricadono sul mutuo erogato dalla banca.

Per determinare se un tasso di interesse è usurario o meno devono essere conteggiate, oltre al costo del denaro prestato, tutte le commissioni, le remunerazioni in favore della banca e le ulteriori spese che siano collegate all’erogazione del credito, escluse soltanto le imposte e le tasse.

 

Quanto sopra non è soltanto il frutto di un orientamento giurisprudenziale, bensì il testo dalla norma del Codice Penale che disciplina il reato di usura [1].Nonostante il dettato normativo sia estremamente chiaro, le banche lo hanno disapplicato per anni, facendo leva su un’interpretazione distorta di una Circolare della Banca d’Italia che forniva loro le istruzioni per il calcolo del c.d “tasso soglia” (ossia del tasso d’interesse il cui superamento determina il perfezionarsi del reato di usura).

Già nel 2011 la Corte di Cassazione ha condannato tale condotta ed precisato che le circolari della Banca d’Italia, la quale peraltro è una S.p.a. controllata quasi totalmente da banche private, non sono fonti di diritto primario e dunque non possono derogare alle norme di legge. La Suprema Corte ha inoltre sancito la responsabilità penale dei dirigenti bancari che applicano tassi di interesse usurari, i quali, in quanto operatori professionali, non possono invocare a loro discolpa l’ignoranza della legge, né farsi scudo delle istruzioni dettate dalle circolari della Banca d’Italia [2].

Può accadere dunque che la banca nel concedere un mutuo abbia applicato un tasso di interesse solo apparentemente inferiore a quello usurario ma che, se si sommano al costo del denaro tutti quegli importi aggiuntivi che in definitiva il cliente è tenuto a pagare (es. spese di assicurazione, commissioni di massimo scoperto, spese di istruttoria, spese di tenuta del conto, commissioni sulle singole operazioni etc.) il tasso soglia venga superato. Se tale superamento è presente sin dal momento della pattuizione, le conseguenze per la banca sono devastanti. Infatti, non soltanto dovranno essere restituite le somme indebitamente pagate a titolo di interessi usurari, ma risulterà addirittura nulla la clausola con cui sono stati pattuiti gli interessi. Il mutuo risulterà dunque a costo zero: in sostanza, nelle rate che il cliente continuerà a pagare alla banca non saranno conteggiati interessi ma soltanto il capitale; inoltre la banca dovrà restituire tutti gli interessi pagati sino a quel momento [3].

Il principio sopra enunciato è stato più recentemente confermato da un’ulteriore e discussa sentenza della Corte di Cassazione, la quale ha affermato la necessità di calcolare anche il tasso di interesse moratorio (cioè quello che la banca applica in caso di ritardo nell’adempimento del cliente) nel conteggio volto a verificare il superamento del tasso soglia usura, con le medesime conseguenze sopra descritte [4].

di MASSIMO BACCI


note

[1] Art. 644 cod. pen.

[2] Cass. sent.n. 46669 del 19.12.2011.

[3] Art. 1815 cod. civ.

[4] Cass. sent. n. 350 del 09.01.2013.


3 Commenti

  1. La sentenza 350/2013 non dice di sommare l’interesse di mora con quello corrispettivo ma che anch’esso va confrontato con il tasso soglia vigente alla stipula.

  2. A mio parere la precisazione è corretta, sebbene la sentenza 350/13 abbia dato adito ad interpretazioni contraddittorie sul punto. Personalmente condivido l’interpretazione data recentemente dal Tribunale di Milano, secondo cui non deve effettuarsi una somma fra tassi corrispettivi e tassi moratori. Occorre invece verificare che anche i tassi moratori singolarmente considerati (e non soltanto quelli corrispettivi) non superino il tasso soglia se sommati ad altre commissioni, spese etc.

  3. Il tasso di mora di norma non si somma al tasso corrispettivo perché si tratta di interesse sostitutivo e non additivo a quello contrattuale.
    Oltre a ciò il tasso corrispettivo viene applicato ad debito residuo per i giorni intercorrenti tra 2 scadenze, mentre la mora è applicata sulla rata (cap+int) dal giorno in cui scade fino al pagamento effettivo.
    Per questi motivi i 2 tassi non si possono sommare, ciò è possibile sono nel caso in cui il tasso di mora sostituisce di fatto il tasso corrispettivo venendo così applicato alla quota capitale e non al debito residuo (ma sono casì rarissimi).
    Ultima considerazione se passasse la teoria della sommatoria dei tassi praticamente tutti i mutui risulterebbero oltre soglia.

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