Cronaca | News

Crisi alimentare più vicina in Europa

26 Maggio 2022
Crisi alimentare più vicina in Europa

L’allarme del cancelliere tedesco Scholz: «Se non si prendono immediati provvedimenti contro la Russia si rischia una terribile carestia mondiale».

L’Europa è chiamata a correre ai ripari e a mettere in campo misure efficaci che riescano a fermare lo scontro Ucraina-Russia che rischia di portare conseguenze sempre più catastrofiche anche per i paesi dell’Unione Europea. A richiamare l’attenzione sul tema questa volta non è il presidente ucraino Zelensky o qualche suo portavoce accusabile di voler solo portare acqua al proprio mulino, ma il campanello d’allarme è stato fatto scattare dall’interno della nostra comunità. La preoccupazione, infatti, arriva dalla Germania che, tramite il suo cancelliere, chiede ai Paesi europei di trovare un accordo per intervenire in maniera incisiva.

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz, intervenendo al Forum economico di Davos, si è pronunciato sulla crisi alimentare conseguente alla guerra in Ucraina facendo tremare le sedie dei colleghi europei: «Se non prendiamo ora contromisure rapide e decisive, dovremo far fronte alla più grande carestia mondiale da decenni».

In gioco in Ucraina non è solo il destino del Paese, ma anche l’ordine mondiale. «Ecco perché il nostro obiettivo è molto chiaro: Putin non deve vincere la sua guerra. E sono convinto che non la vincerà» afferma Scholz. «Putin ha mancato i suoi obiettivi strategici e ha sottovalutato la forza del G7, della Nato e dell’Ue» e «negozierà la pace solo se si renderà conto che non può vincere la difesa ucraina», ha detto il cancelliere, sottolineando che «non ci sarà alcuna pace imposta. L’Ucraina non la accetterà, e nemmeno noi».

Dal canto suo la Russia, tramite il viceministro degli Esteri Andrei Rudenko, ufficialmente «al fine di evitare una crisi umanitaria», ha dichiarato di essere disposta a consentire l’uscita di mercantili carichi di generi alimentari dall’Ucraina, a patto – naturalmente – di una parziale revoca delle sanzioni.

«Abbiamo ripetutamente affermato su questo punto che una soluzione al problema alimentare richiede un approccio completo, ivi compresa la revoca delle sanzioni che sono state imposte sulle esportazioni e le transazioni finanziarie russe». Una richiesta alla quale si aggiunge anche quella dello «sminamento da parte ucraina di tutti i porti dove siano ancorate navi. La Russia è pronta ad assicurare il passaggio umanitario, cosa che fa ogni giorno».



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