Cronaca | News

Colloquio Draghi-Putin: cosa si sono detti

26 Maggio 2022
Colloquio Draghi-Putin: cosa si sono detti

Il Presidente russo ha cercato di contrattare la revoca delle misure imposte a Mosca con lo sblocco dei porti ucraini, senza però aprirsi a un’ipotesi di pace.

Era dal 30 marzo, subito dopo lo scoppio della guerra, che il Premier italiano aspettava questo momento: dopo settimane di inseguimenti, oggi, il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin ha finalmente risposto al presidente del Consiglio Mario Draghi.

L’ultimo contatto tra i due era iniziato e finito con la frase «La chiamo per parlare di pace» pronunciata da Draghi, e la cornetta riagganciata da Putin un istante dopo.  Da allora, i rapporti si erano interrotti, con il premier italiano ma anche con gli altri leader europei, in seguito alla scoperta del massacro di Bucha.

Il colloquio telefonico di oggi si è invece incentrato sugli sviluppi della situazione in Ucraina e sugli sforzi per trovare una soluzione condivisa alla crisi alimentare in atto e alle sue gravi ripercussioni sui Paesi più poveri del mondo. Draghi ha spiegato di aver cercato Putin per chiedere se si potesse fare qualcosa per sbloccare il grano che oggi è nei depositi ucraini. Il nostro presidente del Consiglio ha nuovamente tentato l’approccio diplomatico perché il tema è attualissimo e preoccupante: la crisi alimentare, in alcuni Paesi già presente, avrà proporzioni gigantesche e conseguenze umanitarie terribili.

Secondo Draghi, ora occorre «vedere se si può avviare una collaborazione Russia-Ucraina sullo sblocco dei porti in Mar Nero, dove ci sono molti milioni di tonnellate di grano ferme. Putin ha detto che questo non è sufficiente per risolvere la crisi alimentare, perché il fabbisogno è più alto, ma io ho chiesto di procedere con lo sblocco o si rischia che questi depositi vadano a male, che marciscano. Putin mi ha detto che i porti sono bloccati perché sono minati dagli ucraini, che però li minano per impedire ai russi di attaccare».

Draghi ha allora cercato di capire come risolvere il problema: «Ho chiesto collaborazione a sminare questi porti e per arrivarci occorre garantire non arrivino attacchi quando i porti saranno sminati».

In maniera molto franca, il capo del Governo ha dichiarato: «Può essere un tentativo che non avrà esiti ma c’è stata disponibilità da parte di Putin. Ho terminato dicendo che chiamerò Zelensky per vedere se c’è volontà di procedere in questa direzione, se c’è disponibilità. Ho sentito il dovere di fare questo tentativo per una crisi umanitaria che può toccare i più poveri del mondo. Speriamo…».

Alla domanda «da Putin spiragli per pace?», però, il premier italiano ha risposto con un laconico «No, la risposta è no».

Dal canto suo, Putin ha assicurato che la Russia è determinata a continuare a garantire forniture ininterrotte di gas all’Italia e che Mosca «è pronta a dare un contributo significativo al superamento della crisi alimentare attraverso l’esportazione di cereali e fertilizzanti, a condizione che le restrizioni politicamente motivate siano revocate dall’Occidente». La Russia è tornata così a chiedere, questa volta appellandosi direttamente all’Italia, la revoca delle sanzioni, affermando che siano state proprio queste ultime a «esacerbare» i problemi nel campo della sicurezza alimentare globale.

Il premier russo, tra le altre rassicurazioni fatte, notando «l’infondatezza delle accuse alla Russia» sul tema della fornitura di prodotti agricoli ai mercati mondiali, ha voluto specificare che «le difficoltà sorte sono collegate, tra le altre cose, alle interruzioni delle catene di produzione e della logistica, nonché alla politica finanziaria dei paesi occidentali durante la pandemia di coronavirus».



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube