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Promessa di donazione non rispettata: che fare?

27 Maggio 2022
Promessa di donazione non rispettata: che fare?

Scrittura privata col contratto preliminare (compromesso) avente ad oggetto la promessa di fare il passaggio di proprietà di un immobile (una casa) o del denaro: ha effetti giuridici?

Ipotizziamo il caso che tuo padre o tua madre, dopo aver fatto un sostanzioso regalo in denaro a tuo fratello, per dimostrarti di non voler operare alcuna discriminazione, ti abbiano promesso in donazione la casa in cui attualmente vivono. Per rassicurarti sulla serietà delle loro intenzioni, lo hanno messo per iscritto su un foglio “datato e firmato”. Senonché, a distanza di numerosi mesi dalla parola data, non hanno mai provveduto a fare il passaggio di proprietà. Ti chiedi se quel pezzo di carta che ti è stato consegnato ha valore legale, visto che è stato sottoscritto in assenza di un notaio. Insomma, in caso di promessa di donazione non rispettata, che fare? Ecco alcuni importanti chiarimenti in merito.

Cos’è la donazione?

La donazione è un contratto: essa infatti richiede l’incontro della volontà del donante e del donatario. Quest’ultimo, in particolare, deve accettare l’oggetto che gli viene regalato, non potendosi imporre la proprietà di un bene contro la volontà altrui. Il più delle volte, tutto ciò avviene in forma tacita, con la consegna dell’oggetto e il ricevimento dello stesso da parte del beneficiario (si pensi a una banconota da 50 euro). E difatti la legge non pone un vincolo di forma alla donazione, potendo avvenire sia verbalmente che per iscritto o ancora con un semplice comportamento concludente (ad esempio, l’esecuzione di un bonifico bancario in favore di un familiare).

È tuttavia necessario procedere dinanzi a un notaio e due testimoni per le donazioni di immobili e di beni di non modico valore. Si considerano “di valore non modico” tutte le donazioni che comportano, in relazione alle condizioni economiche delle parti, un notevole impoverimento del donante e un arricchimento del donatario.

Quali sono le caratteristiche della donazione?

Pur essendo un contratto (che, in quanto tale, richiede che vi sia la volontà del donante e del donatario) la donazione ha carattere gratuito: essa cioè comporta una prestazione a carico di un solo soggetto, il donante.

Il donatario pertanto non deve dare nulla in cambio. Egli è solo tenuto a versare gli alimenti al donante nel caso in cui questi dovesse un giorno trovarsi in condizioni economiche talmente gravi da mettere in gioco la sua stessa sopravvivenza (si pensi a un malato che non possa più lavorare). Gli alimenti consistono in una prestazione (in denaro o in natura) rivolta a garantire lo stretto indispensabile per la sussistenza. Il loro ammontare resta sempre proporzionato alle condizioni del donatario e non può superare il valore del bene ricevuto in donazione.

La violazione dell’obbligo degli alimenti può comportare la revoca della donazione.

La donazione è inoltre irrevocabile: una volta regalato il bene, il donante non ne può più chiedere la restituzione salvo nel caso in cui egli abbia nuovi figli oppure qualora il donatario si dimostri ingrato. L’ingratitudine del donatario – che implica la revoca della donazione – è quella che deriva:

  • da reati particolarmente gravi come l’omicidio (gli stessi per i quali è disposta l’indegnità a succedere);
  • oppure da grave ingiuria, ossia da una forma di disprezzo e di avversione percepibile in pubblico. Leggi sul punto Revoca della donazione per ingratitudine.

La promessa di donazione ha valore?

Un’ulteriore caratteristica della donazione è data dal fatto che la stessa è un atto di generosità spontaneo, non soggetto cioè a imposizioni: sia che si tratti di imposizioni esterne al donante che “interne”. In altri termini, il donante non può obbligarsi a stipulare, per il futuro, una donazione perché, se anche la volontà sarebbe sempre a lui imputabile, si tratterebbe comunque di una forma di auto-coercizione incompatibile con lo spirito della donazione che è spontaneo.

Dunque, il donante non può firmare un contratto o qualsiasi altra scrittura con cui si impegna a regalare un bene, come invece succede per la vendita con il compromesso. Il “contratto preliminare” di una donazione è un atto nullo. E così anche la promessa di donazione è nulla. In pratica, o si dona nell’immediatezza o qualsiasi altro tipo di accordo non ha valore per legge.

Secondo la giurisprudenza, l’atto scritto con cui una persona si impegna a donare, sia pure dopo poco tempo, un bene – mobile o immobile che sia – non ha effetti e può ben essere disatteso dal donante. Le cose non cambiano neanche se la promessa di donazione viene stipulata dinanzi a un notaio.

Che fare allora dinanzi a una promessa di donazione non mantenuta? Purtroppo non si può fare nulla, né si potrebbe chiedere il risarcimento del danno per aver fatto confidare il donatario su una futura utilità che invece non ha più ricevuto.



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