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Un genitore può andare in galera al posto del figlio?

27 Maggio 2022
Un genitore può andare in galera al posto del figlio?

Quale responsabilità hanno i genitori per i reati commessi dai figli minorenni? A chi spetta risarcire il danno?

Poniamo il caso di un minorenne che commetta un grave reato. Il fatto che non abbia compiuto ancora diciotto anni potrebbe far ritenere, a chi non è esperto di legge, che il ragazzo non sia responsabile penalmente. Ci si potrebbe allora chiedere: un genitore può andare in galera al posto del figlio? La domanda è frutto di un grosso equivoco che corre l’obbligo di chiarire.

Dobbiamo dunque comprendere da che età parte la responsabilità penale per una persona, quali sono le conseguenze per i genitori nel caso di reati commessi dai figli e cosa rischiano invece questi ultimi. Ma procediamo con ordine.

Da quando un ragazzo è responsabile per i reati che commette?

Tecnicamente si chiama «imputabilità»: con questo concetto si intende la capacità di una persona di rispondere dei reati commessi. Si dice “imputabile” perché è soggetta a un “capo di imputazione” nel corso di un processo penale.

Non sono imputabili, come noto, le persone incapaci di intendere e volere per via di una patologia psichica: in ragione di ciò, queste non possono essere né condannate, né punite. Ma non sono imputabili neanche i bambini, le cui facoltà intellettive non si sono ancora formate, o le persone comunque troppo giovani che non hanno la capacità di comprendere il significato giuridico e sociale delle proprie azioni.

Ebbene, la legge stabilisce che:

  • i bambini da 1 a 13 anni non sono mai imputabili: pertanto non possono essere responsabili per i reati commessi;
  • i ragazzi da 14 a 17 anni sono imputabili come un maggiorenne, previa tuttavia valutazione, da parte del giudice, circa le loro capacità di discernimento;
  • le persone da 18 anni in poi si presumono sempre imputabili salvo la prova di una incapacità d’intendere e volere che va data caso per caso.

Questo significa che un minore di 14 anni non risponde mai dei crimini commessi, neanche se si dimostra maturo e in grado di comprendere le proprie azioni. Chi non ha più di 13 anni non può quindi essere denunciato o querelato e se anche ciò dovesse avvenire, le indagini verrebbero immediatamente chiuse.

Al contrario, chi ha 14 anni è responsabile penalmente al pari di un maggiorenne, salvo il giudice lo ritenga ancora troppo immaturo (ma si tratta di un’ipotesi remota, che va opportunamente motivata, eventualmente con perizie mediche). Per chi è ancora minorenne ma comunque è imputabile, le pene sono ridotte; inoltre, il processo viene tenuto dinanzi al Tribunale dei minorenni.

Un ragazzo con 14 anni che commette un crimine può tuttavia andare in galera così come una persona adulta.

Un genitore può andare in galera al posto del figlio?

Atteso che un tredicenne o un bambino ancora più piccolo non può mai essere processato e non sconta alcuna sanzione penale per i propri crimini è normale chiedersi se, al posto suo, possano i genitori rischiare il carcere per le sue condotte. La risposta è però negativa. Difatti, l’articolo 27 della Costituzione stabilisce che la responsabilità penale è solo personale: cioè è solo di chi commette l’azione illecita.

Al contrario di quanto avviene per la responsabilità civile, il padre e la madre dunque non possono subire sanzioni penali per i reati commessi dai figli. Ciò però non significa che non rispondano delle conseguenze dannose da questi prodotte. Difatti i genitori, se anche non vanno in carcere per conto dei figli minorenni, sono tenuti a risarcire i danni alla vittima. Si tratta quindi di una responsabilità civile e non penale.

Per comprendere meglio la questione facciamo un esempio pratico. Poniamo il caso di un ragazzo di 13 anni che prenda a pugni un coetaneo, procurandogli un grave danno alla milza. Quest’ultimo non può querelare né l’aggressore – non avendo 14 anni – né i suoi genitori in quanto non direttamente responsabili per il reato del figlio. Ma può chiedere a questi ultimi il risarcimento di tutti i danni economici e morali che ha subito a seguito dell’infortunio: dalle cure mediche alla sofferenza fisica patita.

Questa responsabilità civile dei genitori si estende non solo per i figli piccoli ma fino a quando non compiono 18 anni. Quindi, benché un quattordicenne possa essere incriminato per i reati commessi, del relativo risarcimento risponderanno i suoi genitori. Né potrebbe essere diversamente visto che il minore non è mai titolare di un proprio reddito e difficilmente potrebbe far fronte a una spesa elevata.



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