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Pnrr: così cambia la sanità da giugno 2022

27 Maggio 2022
Pnrr: così cambia la sanità da giugno 2022

Entro la fine del prossimo mese saranno conseguiti 30 obiettivi del Pnrr, cinque dei quali in tema di sanità e di riorganizzazione della medicina territoriale.

Adesso che i tempi si fanno sempre più stretti, e dopo l’ammonimento del Presidente del Consiglio Mario Draghi di trovare accordi o i fondi stanziati dall’Ue rischiano di saltare, si lavora senza sosta nelle aule ministeriali. Continua, infatti, l’attività del Governo sulla destinazione dei fondi del Pnrr per il Piano di trasformazione del Paese. Nello specifico, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, nella relazione sugli obiettivi di giugno tenuta in sede di Consiglio dei Ministri ha illustrato il piano previsto per il conseguimento di cinque obiettivi in materia di sanità territoriale.

«Con gli obiettivi di giugno del Pnrr, prendono concretamente forma alcuni importanti tasselli del Piano di trasformazione del Paese». Così Garofoli, nella relazione sul Recovery plan, sulle «riforme e gli investimenti che entrano nel vivo».

Fatti fermi i 18 obiettivi già conseguiti, entro la prossima settimana, saranno raggiunti cinque obiettivi del ministero della Salute, quattro del ministero della Cultura, due del ministero dello Sviluppo Economico e uno del ministero dell’Istruzione, per un totale complessivo quindi di 30.

Garofoli, al quale è affidata la regia del Pnrr, è entrato nel dettaglio della trasformazione, che passa dalle risorse del Next Generation Eu, spiegando quali sono gli obiettivi del ministero della Salute.

«Si definisce la nuova sanità territoriale – viene riportato nel documento al centro del Cdm – un impegno preso dal PNRR non solo nei confronti di pazienti più bisognosi, ma anche verso molte famiglie che al momento, in alcuni contesti territoriali, si trovano sole a gestire i problemi della cura dei più fragili.

In particolare, con l’adozione del decreto 71, è definito il nuovo modello organizzativo e con la firma degli accordi tra il Ministero della salute e le regioni/Province autonome sono approntati gli strumenti che definiscono i requisiti per la nuova assistenza, con la riorganizzazione della medicina territoriale in case della comunità (almeno 1.350), ospedali di comunità (almeno 400) e centrali operative territoriali (almeno 600).

L’obiettivo al 2026 è di avere queste strutture interconnesse, tecnologicamente attrezzate, completamente operative e funzionanti. Inoltre, entro il 2026 gli strumenti di telemedicina dovranno consentire di fornire assistenza ad almeno 800.000 persone di età maggiore di 65 anni in assistenza domiciliare».

Nello specifico, la relazione presentata da Garofoli prevede una sottoscrizione tra ciascuna Regione e il dicastero guidato da Roberto Speranza di un contratto istituzionale di sviluppo riferito ai seguenti quattro investimenti, corredato da un piano operativo regionale:

  • case della comunità e presa in carico della persona;
  • casa come primo luogo di cura e telemedicina;
  • rafforzamento dell’assistenza sanitaria intermedia e delle sue strutture (ospedali di comunità);
  • ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero.

Il decreto ministeriale che reca la definizione del nuovo modello organizzativo per la rete di assistenza sanitaria territoriale (c.d. decreto 71), dopo aver acquisito il parere del Consiglio di Stato, è stato trasmesso il 24 maggio 2022 per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il decreto sarà sottoposto alla registrazione della Corte dei conti.



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