Cronaca | News

Il Viminale: allarme immigrati per la crisi alimentare

27 Maggio 2022
Il Viminale: allarme immigrati per la crisi alimentare

La ministra Lamorgese ha dichiarato che col mancato sblocco dei porti, la crisi alimentare poterà a un aumento dei flussi migratori verso il nostro Paese.

La preoccupazione per la crisi alimentare sorta in seguito allo scontro Ucraina-Russia continua a crescere e a toccare sempre più da vicino anche l’Italia sotto molteplici aspetti, molto più concreti rispetto a quello più istintivo della compassione umana.

Proprio dal Viminale, questa volta, arriva l’ultimo monito: o si riesce a trovare un accordo immediato o aumenterà sempre più l’immigrazione incontrollata verso il nostro Paese, causata dalla fame delle popolazioni africane più povere. Già in queste settimane è stato rilevato un aumento dei flussi migratori in arrivo in Europa, destinato a crescere nei prossimi mesi se la situazione non cambia e non vengono assunti i necessari provvedimenti.

La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, a margine del XIX congresso confederale della Cisl alla Fiera di Roma, ha dichiarato: «Siamo preoccupati perché la situazione è grave per i paesi dell’Africa, come la Tunisia e l’Egitto, che prendono il 50 per cento di cereali e grano dall’Ucraina e dalla Russia e ora sono in difficoltà. Il presidente Draghi ha telefonato ieri al presidente Putin proprio per cercare di sbloccare la situazione che rischia di determinare una grave crisi umanitaria. E ovviamente ci saranno, e lo stiamo vedendo anche ora, ripercussioni sui flussi migratori che stanno aumentando».

Ieri, il premier Mario Draghi, conclusa la famosa telefonata col presidente russo, ha annunciato una disponibilità di quest’ultimo ad aprire i porti ucraini. La condizione imprescindibile fatta da Mosca, però, è quella di ottenere una riduzione delle misure poste in essere dall’Occidente per contrastare l’invasione russa. Condizione negata senza mezzi termini da Biden, che ha annunciato di non avere alcuna intenzione di scendere a compromessi col capo del Cremlino.

Una situazione apparentemente di stallo, dunque, che non risolve il problema e che continua a lasciare sul filo di un rasoio milioni di vite.

Sul punto, si è espresso anche l’europarlamentare Antonio Tajani: «Bisogna fare in modo che il grano arrivi in Africa» ha detto l’ex Presidente del Parlamento europeo «se no non possono mangiare, il popolo africano non può pagare il prezzo dei capricci della Federazione Russia. L’Italia si è detta disposta a contribuire per sminare il percorso delle navi, quella dei corridoi verdi è una via che va percorsa e che non ha nulla a vedere con la guerra ma serve con il salvare vite umane».



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