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Corte Giustizia: diritto dei malati a farsi curare in tutta l’Europa

9 Ottobre 2014
Corte Giustizia: diritto dei malati a farsi curare in tutta l’Europa

Lo Stato deve rimborsare le spese mediche sostenute all’estero se non è in grado di garantire cure tempestive al paziente: l’indisponibilità in tempi ragionevoli di materiali sanitari di prima necessità deve essere valutata nel complesso degli istituti ospedalieri del Paese di residenza.

Ogni Stato dell’Unione Europea deve garantire, ai propri cittadini, il diritto ad avere cure tempestive. Se così non dovesse essere, per mancanza di strutture o di materiali sanitari di prima necessità, il malato può farsi curare all’estero e, in tal caso, è suo diritto ottenere, dal proprio Stato, il rimborso delle spese per le cure mediche sostenute fuori patria.

Lo ha appena stabilito la Corte di giustizia europea. È di qualche ora fa, infatti, la sentenza [1] che sancisce ufficialmente il sacrosanto diritto del malato a ottenere, in qualsiasi posto dell’Europa, i trattamenti medici di prima necessità con rimborso delle relative spese.

L’Europa unita è anche questo!

In base ai principi comunitari, il lavoratore ben può essere autorizzato a recarsi in un altro Stato Ue per ricevere cure adeguate: può così beneficiare delle prestazioni necessarie come se fosse iscritto al sistema di “assicurazione malattia” dello Stato ove è in cura, mentre le spese sono rimborsate dal Paese di provenienza. Quest’ultimo non può negare l’autorizzazione quando le cure richieste figurano fra le prestazioni sanitarie previste dalla sua legislazione e se, tenuto conto dello stato di salute del lavoratore e della probabile evoluzione della sua malattia, non possono essergli praticate in tempo utile nello Stato di residenza.

Ma come si fa a stabilire se il proprio Stato di residenza è impossibilitato a garantire le cure adeguate?

La Corte di Giustizia offre due elementi da valutare:

1. il primo è il complesso degli istituti ospedalieri dello Stato provenienza idonei a prestare le cure;

2. il secondo è il lasso di tempo entro il quale le prestazioni possono essere ottenute tempestivamente.

Per stabilire, dunque, se il malato ha diritto al rimborso delle spese sostenute all’estero, bisognerà valutare se l’intervento si sarebbe potuto effettuare o meno alla stregua di tali due parametri.


note

[1] C. Giust. UE causa C-268/13 del 9.10.2014.

Autore immagine: 123rf com


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