Riforma fiscale: come cambieranno le tasse

28 Maggio 2022
Riforma fiscale: come cambieranno le tasse

Il Governo, dopo mesi di lotte tra partiti, ha finalmente trovato un accordo sulle deleghe fiscali, individuando un’intesa anche sui temi più caldi.

L’intesa sulla riforma fiscale c’è. La maggioranza è riuscita a trovare una sintonia anche su quelli che fin dall’inizio sono stati i punti più ostici della riforma: catasto, revisione dell’Irpef, sistema delle deduzioni e delle detrazioni fiscali e disciplina dei regimi di tassazione del risparmio. I partiti sono ora concordi nel velocizzare l’iter parlamentare, così da portare l’accordo in Aula per il 20 giugno, come previsto.

Per quanto riguarda la riforma del catasto l’impostazione approvata è quella che voleva il premier Mario Draghi e che era già stata definita nel testo rivisto dall’inizio del mese (era il 5 maggio). Questa prevede lo stralcio dei riferimenti ai valori patrimoniali degli immobili da affiancare alle rendite annuali. In realtà però questi valori saranno comunque inseriti e visibili attraverso un’altra attribuzione parallela regolata Dpr 138 del 1998. Questi ultimi valori serviranno per indicare le nuove rendite e i canoni annuali senza andare però a influenzare il calcolo dell’Imu e delle altre tasse immobiliari. In questo modo – in teoria – il Catasto verrà progressivamente aggiornato secondo l’«operazione trasparenza» prevista lo scorso 5 ottobre dal Governo.

Scampato il pericolo dell’aumento delle tasse tanto temuto dai partiti di centro-destra, dunque.

Un passo indietro è stato, invece, fatto per quanto riguarda il «sistema duale»: nel testo si parla ora di «armonizzazione» delle aliquote esistenti, garantendo «neutralità fiscale» in modo che non ci siano aliquote che spingano a preferire uno piuttosto che un altro investimento.

Approvata a massima intesa tra i partiti di maggioranza la creazione di un cashback fiscale che andrà ad introdurre un meccanismo automatico di rimborso di spese (come ad esempio quelle sanitarie) in tempi più brevi, senza dove attendere più la dichiarazione dei redditi.

Si parla in questo caso di una piccola rivoluzione che potrebbe tornare utile nella quotidianità dei cittadini: se pagheranno con strumenti elettronici beni o servizi per i quali è prevista la detrazione Irpef, verranno rimborsati direttamente al momento dell’acquisto tramite piattaforme come l’App «Io». Per restare in tema, è stata concordata anche la salvaguardia degli sconti sulle spese sanitarie e sociali nel riordino delle tax expenditures.

Insomma, un po’ a destra un po’ a sinistra la tovaglia della riforma fiscale è riuscita a coprire tutti gli angoli (arrotondatisi durante le discussioni) del tavolo del Governo che, dopo mesi di lotte e battaglie di bandiera, è riuscito a trovare un accordo.

Naturalmente, come rammenta la sottosegretaria al Mef Maria Cecilia Guerra, si tratta di un’intesa concepita come base di partenza per la discussione che Governo e Parlamento sono ora chiamati a fare sui provvedimenti di attuazione. Una base che, però, ha messo bene in luce le forti differenze che attraversano l’attuale maggioranza così composita.

«Ciò è particolarmente vero con riferimento all’articolo 2 sulla tassazione personale del reddito che, dopo l’ultimo compromesso voluto dal centrodestra, conferma di fatto lo status quo, cristallizzando tutte le ingiustizie che caratterizzano il nostro sistema fiscale» ha proseguito Guerra.



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