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Cessione del Tfr: come funziona?

5 Giugno 2022
Cessione del Tfr: come funziona?

Finanziamento con cessione del trattamento di fine rapporto a garanzia: non opera il limite del quinto come per lo stipendio. Ecco che succede in caso di licenziamento.

Il dipendente che voglia accedere al prestito di una finanziaria può garantire il pagamento tramite la cessione del quinto dello stipendio o del Tfr (il trattamento di fine rapporto). Quest’ultimo, a differenza del primo, non è soggetto a limiti. Ma procediamo con ordine e vediamo come funziona la cessione del Tfr, chi vi può ricorrere ed a quali condizioni.

Cessione del Tfr: cos’è?

Il lavoratore che abbia bisogno di un prestito personale (con la restituzione delle somme mediante cessione del quinto o tramite la delega di pagamento) può vincolare, a garanzia del prestito ricevuto, il Tfr accantonato sino a quel momento in azienda oltre a quello che maturerà nei mesi successivi a favore della finanziaria che eroga il finanziamento.

Dal 1° gennaio 2006, la cessione del Tfr è ammessa in misura intera, in relazione a tutte le tipologie contrattuali, senza cioè il limite di 1/5 previsto invece per la cessione dello stipendio. 

In caso di successivo conferimento ad un fondo pensione, la società finanziaria potrà continuare a far valere le pretese debitorie sul Fondo di previdenza anziché sul datore di lavoro.

Come funziona la cessione del Tfr?

La cessione del Tfr avviene con il contratto di finanziamento stipulato dal lavoratore con la finanziaria. Al momento della sottoscrizione, il dipendente deve specificare se il Tfr è versato al Fondo di Tesoreria. In tal caso, la finanziaria vincola anche l’importo versato al Fondo e questi dovrà comportarsi esattamente come il datore di lavoro.

In caso di incapienza, il datore di lavoro che richiede la restituzione diretta del contributo versato al Fondo tesoreria è tenuto a specificare la quota-parte da liquidare alla finanziaria e quella eventuale da restituire al lavoratore.

Che succede se il dipendente sceglie la previdenza complementare?

Se il lavoratore – prima o dopo aver ottenuto un finanziamento per il cui rimborso ha provveduto alla cessione di un quinto dello stipendio con dazione del Tfr in garanzia – ha scelto di destinare il Tfr alla previdenza complementare, è opportuno che il datore di lavoro, cui viene notificato l’atto di cessione in garanzia del Tfr, informi la società finanziaria della scelta operata dal lavoratore. Ciò tuttavia implica solo un mutamento del soggetto depositario del Tfr (il fondo al posto del datore di lavoro) e non fa venire meno l’oggetto della garanzia: cambia solo il soggetto depositario della garanzia presso il quale rivalersi in caso di inadempimento del saldo della rata di finanziamento.

Che succede se il lavoratore viene licenziato?

Se il lavoratore viene licenziato, il datore di lavoro è tenuto a versare tutto il Tfr alla finanziaria che ha erogato il prestito al dipendente, fino a saldare il residuo debito del finanziamento. In questo caso, non opera il vincolo di un quinto come per la busta paga. Questo significa che se il debito è pari al Tfr, il dipendente non riceverà alcuna liquidazione.

Il datore di lavoro è tenuto a comunicare alla finanziaria la data del licenziamento. In tal modo, egli riceve il conteggio del debito residuo che dovrà saldare appunto con il Tfr del lavoratore accantonato. 

A tal riguardo:

  • se il Tfr maturato dal lavoratore è più alto del debito residuo, il datore di lavoro versa alla finanziaria la quota di Tfr necessaria per estinguere il debito e il residuo è liquidato in favore del lavoratore;
  • se il Tfr maturato dal lavoratore è insufficiente a saldare il debito residuo, il datore di lavoro versa alla finanziaria tutto il Tfr accantonato.

Che succede se la busta paga è già stata pignorata? 

Se il dipendente ha subito il pignoramento del quinto dello stipendio, anche un quinto del Tfr deve essere obbligatoriamente versato per il pignoramento stesso; solo la restante parte, in assenza di finanziarie da soddisfare, resta nella disponibilità del lavoratore.

Quando si può fare la cessione del quinto dello stipendio?

La cessione del quinto dello stipendio è possibile solo a condizione che:

  • la cessione dello stipendio o salario non sia superiore al quinto;
  • abbia durata non superiore 10 anni;
  • i dipendenti siano addetti a servizi di carattere permanente;
  • i dipendenti siano muniti di stipendio o salario fisso e continuativo.

Per i lavoratori a tempo determinato la legge prevede che la durata della cessione del quinto non possa eccedere il periodo di tempo che, dal momento della stipulazione dell’atto di cessione, deve ancora trascorrere per la scadenza del contratto.



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