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La casa dei propri genitori può essere assegnata all’ex moglie?

5 Giugno 2022
La casa dei propri genitori può essere assegnata all’ex moglie?

L’abitazione di proprietà dei suoceri può essere affidata alla nuora solo se la coppia ha avuto figli e se il contratto di comodato non ha una data certa di scadenza. 

Non è raro che un genitore presti la propria casa al figlio affinché vi viva con la moglie o la compagna, in attesa che possa permettersi un affitto o un mutuo. Ma cosa potrebbe succedere se la coppia dovesse separarsi? La casa dei propri genitori può essere assegnata all’ex moglie? In altri termini, il giudice potrebbe attribuire alla madre il diritto di abitazione affinché rimanga nell’appartamento insieme ai figli nonostante l’immobile sia di proprietà dei suoceri e da questi lasciato in comodato gratuito al figlio?

Ecco cosa dice, a riguardo, la nostra legge.

Casa dei genitori al figlio: di cosa si tratta?

Quando i genitori consentono al figlio di vivere nella propria casa concludono un contratto di comodato, anche se spesso ciò avviene in forma verbale e quindi, probabilmente, in modo inconsapevole. Il comodato di immobili non deve infatti essere per forza scritto.

Di solito, il contratto di comodato tra genitori e figlio non prevede una data di scadenza (è il cosiddetto comodato non precario). Tale mancanza è probabilmente l’errore più grosso che fanno le parti, per come a breve vedremo. Difatti, in tale ipotesi, si sottintende che la scadenza è collegata al venir meno dello scopo per il quale la casa è stata concessa: scopo che, nel caso di specie, è costituito dal voler garantire un tetto alla famiglia finché permangono le esigenze abitative di questa. 

Che significa che il comodato non è precario?

Il fatto che i genitori e il figlio non abbiano concordato una esplicita data di scadenza per il comodato, fa sì che il proprietario dell’immobile non ne possa chiedere la restituzione fino a quando non termina l’esigenza abitativa del comodatario ossia la famiglia del figlio. 

Solo un urgente e imprevedibile bisogno del comodante consentirebbe a questi di esigere la restituzione immediata del proprio appartamento.

Che succede invece se il comodato ha una data di scadenza?

Se le parti concordano un comodato con data di scadenza, e pertanto lo redigono per iscritto, il contratto si scioglie automaticamente con il sopraggiungere di tale data, senza che possano esservi opposizioni del comodatario o della moglie di questi. Nulla però esclude che le parti possano decidere di rinnovare il comodato ormai scaduto per un ulteriore periodo. 

La legge non indica quanto debba durare un contratto di comodato (come invece succede con la locazione). Ragion per cui potrebbe essere un mese, un anno, cinque anni e così via.

Attenzione però: se il comodato viene redatto per iscritto va anche registrato entro 20 giorni dalla stipula (lo si può fare anche dopo ma pagando le sanzioni). L’importo da pagare è di 200 euro all’Agenzia delle Entrate.

La casa dei propri genitori può essere assegnata all’ex moglie?

Chiariamo innanzitutto che la casa può essere assegnata tanto all’ex moglie quanto all’ex compagna convivente solo se ricorrono le seguenti condizioni:

  • la coppia deve avere avuto almeno un figlio;
  • il figlio deve essere, alla data della separazione, ancora minorenne o maggiorenne ma non autosufficiente oppure portatore di handicap;
  • le parti non devono aver trovato tra loro un accordo per la separazione. L’accordo impedirebbe infatti al giudice di pronunciarsi in merito all’assegnazione della casa. 

Ebbene, se la casa in cui viveva la famiglia prima della separazione è dei genitori del figlio, l’ex moglie (o l’ex compagna) a cui il giudice abbia affidato i figli può continuare a restare nell’immobile solo se:

  • il giudice abbia deciso di collocare presso di lei i figli;
  • il contratto di comodato è non precario, ossia privo di una data di scadenza. 

Secondo la giurisprudenza, la separazione della coppia non fa venir meno la funzione per cui il comodato è stato concesso, ossia le esigenze abitative del nucleo familiare. E siccome tali esigenze, in caso di figli, sono soprattutto preordinate a garantire a questi ultimi un tetto, a detta dei giudici, la donna ha il diritto di abitazione nella casa dei suoceri che un tempo era la dimora familiare. 

Come non lasciare la casa dei propri genitori all’ex moglie?

L’unico modo per evitare l’assegnazione della casa all’ex moglie o all’ex compagna è stipulare per iscritto il contratto di comodato, dargli una data di scadenza espressa e poi registrarlo all’Agenzia delle Entrate. 



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