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Chat tra insegnanti e alunni: quali regole?

30 Maggio 2022
Chat tra insegnanti e alunni: quali regole?

Regole di comportamento e privacy nelle chat scolastiche tra professori e studenti: cosa si può dire e cosa non si può fare. È lecito portare i cellulari a scuola?

Sempre più diffuse (ben 6 studenti su 10 dichiarano di averne attiva almeno una), le chat di classe con docenti e alunni rischiano di diventare un terreno minato sia per gli uni che per gli altri. I primi potrebbero subire sanzioni disciplinari o, alla peggio, un licenziamento in caso di uso illegittimo della chat, ipotesi che potrebbe per lo più verificarsi quando le conversazioni con gli studenti toccano argomenti privati, diversi cioè da quelli scolastici. I secondi invece, per imprudenza o goliardia, possono rischiare finanche un’incriminazione penale atteso che, da 14 anni in su, si è personalmente responsabili per i reati commessi (si pensi alle ipotesi di diffamazione, lesione della privacy, sostituzione di persona, ecc.). 

A stabilire quali sono le regole per le chat tra insegnanti e alunni sono gli stessi istituti scolastici grazie all’autonomia loro attribuita dal D.P.R. n. 275/1999. Il regolamento interno dell’istituto può infatti prevedere forme e modalità precise di comunicazione tra studenti e professori. Proprio in forza di ciò, negli ultimi anni, molte scuole si sono dotate di una propria policy dove vengono dettagliate le modalità di utilizzo delle chat e dei social network. Ciò principalmente al fine di tutelare la privacy degli studenti ma anche la correttezza professionale di docenti e personale scolastico in generale.

Da un punto di vista statistico, il fenomeno ha assunto dimensioni macroscopiche: secondo le stime pubblicate da Il Sole 24 Ore (che a sua volta riporta le interviste effettuate dal portale Skuola.net), nell’ultimo anno scolastico, quasi 2 studenti su 3 dicono di aver intrattenuto conversazioni individuali con almeno un insegnante. Fortunatamente, solo nel 12% dei casi si parla di argomenti extrascolastici o di questioni private (10%). E verrebbe da dire «per fortuna che sia così» perché, come vedremo a breve, in caso contrario si rischia e anche molto.

Ma procediamo con ordine e vediamo quali regole valgono nelle chat tra alunni e professori, in modo da comprendere quali limiti gli uni e gli altri devono rispettare. 

Chat tra alunni e professori: sono ammesse?

Le comunicazioni anche digitali tra studenti e insegnanti sono, in linea generale, ammesse solo per finalità didattiche e orientative. Le sanzioni per i professori che fanno della chat un utilizzo non conforme a tali scopi possono andare dal rimprovero verbale o scritto alla sospensione temporanea della retribuzione e, nei casi più gravi, fino al licenziamento.

Tuttavia, le circolari dei dirigenti scolastici possono prevedere il contrario e vietare pertanto la partecipazione degli insegnanti alle chat di classe con alunni e genitori. 

Di cosa si può parlare nelle chat tra prof e alunni?

Abbiamo appena detto che le chat tra insegnanti e studenti non possono riguardare temi personali o privati dovendo limitarsi solo ai temi scolastici. In altri termini, le comunicazioni devono essere limitate alla didattica e all’organizzazione scolastica. In caso di inosservanza, sono previste sanzioni variabili a seconda del contenuto delle chat. 

Sono soprattutto vietate le intrusioni nella sfera privata degli alunni. Il che significa, ad esempio, che non è possibile condividere fotografie, video, registrazioni o altri dati personali senza il consenso espresso degli interessati o dei loro genitori, se minorenni.

In ogni caso, come anticipato sopra, le circolari dei dirigenti possono vietare anche l’uso delle chat per le comunicazioni prediligendo forme di contatto istituzionali. Occorre quindi conoscere le policy.

Si possono tenere i cellulari in classe?

Il regolamento d’istituto può vietare agli alunni e/o ai professori di detenere cellulari accesi in classe. La violazione del dovere implica però solo sanzioni di carattere disciplinare e non già penale o amministrativo. Si tenga comunque conto che la registrazione rivolta a tutelare i propri diritti e quindi a precostituirsi la prova di un grave illecito nei propri riguardi (ad esempio, un comportamento persecutorio da parte di un docente o dei compagni di classe) è sempre ammessa se utilizzata dinanzi alle autorità giudiziarie (il giudice) o di pubblica sicurezza (polizia o carabinieri). In ogni caso, è sempre vietata la divulgazione a terzi di tali filmati o registrazioni, anche se sono la dimostrazione di un comportamento illecito. 

Si possono registrare le lezioni in classe?

I docenti non possono registrare le lezioni senza l’autorizzazione espressa degli studenti e del dirigente scolastico che quindi può legittimamente vietare le registrazioni in classe.

Di recente, la Cassazione [1] ha ritenuto illegittima la condotta dell’insegnante che registrava le lezioni di nascosto dai suoi studenti. Nella specie, il regolamento d’istituto vietava l’uso dei cellulari nelle classi e il divieto doveva estendersi anche agli insegnanti, come ribadito dall’ordine di servizio del dirigente ritenuto legittimo dalla Suprema Corte. La voce di una persona registrata, infatti, è un dato personale che non può essere trattato senza aver informato gli interessati e ottenuto il relativo consenso.

Cosa fare in caso di abusi nelle chat di classe?

Se gli studenti segnalano chat equivoche o comunque non corrette, il dirigente scolastico è obbligato, ai sensi del D. Lgs. 75/2017, ad aprire un provvedimento disciplinare.


note

[1] Cass. sent. n. 14270/2022.


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