Riforma giustizia: le norme che cadono dal DL

10 Ottobre 2014
Riforma giustizia: le norme che cadono dal DL

La Commissione Giustizia del Senato ha rigettato le norme sulla negoziazione assistita presso gli avvocati per le cause di lavoro e la testimonianza resa agli avvocati; in standby i procedimenti di separazione e divorzio.

Molte delle più significative novità del decreto legge sulla riforma della giustizia potrebbero cadere in Parlamento, non ricevendo il sufficiente consenso. Il Governo, infatti, sembra non avere l’appoggio sufficiente per far passare alcune delle norme più contestate. È quanto si intuisce dopo la riunione di ieri della Commissione Giustizia al senato.

Cadono così sul campo la negoziazione assistita per le cause di lavoro e le dichiarazioni testimoniali raccolte dagli avvocati. Accantonati, in attesa di una (difficile) mediazione i temi delle ferie dei magistrati e dei divorzi e separazioni senza fare ricorso al giudice. La riunione di ieri della commissione Giustizia del Senato ha sciolto alcuni nodi e altri ne lasciati.

È stata votata la soppressione di una disposizione assai contestata, l’estensione della negoziazione assistita dagli avvocati anche alle cause di lavoro (norma criticata anche da Confindustria) per via della natura dei diritti in gioco, ritenuti da legge e giurisprudenza come indisponibili.

Come pure è stata cancellata la possibilità per gli avvocati di raccogliere dichiarazioni testimoniali da persone informate dei fatti di causa attestandone l’identità.

Pausa di riflessione di qualche giorno per trovare una soluzione condivisa sulle due nuove procedure di separazione e divorzio affidate alla negoziazione assistita degli avvocati o, in alternativa, innanzi all’ufficiale di stato civile.

Stessa battuta d’arresto per il tema del taglio delle ferie per la magistratura. I lavori della commissione riprenderanno martedì, ma il rischio che il governo vada sotto e la maggioranza si divida su questi punti è, allo stato, assai più di un rischio.


note

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. Come sempre si ricorre alla decretazione di urgenza accompagnandola con annunci roboanti di riforme epocali per poi arrivare ad un testo di conversione annacquato ed inefficace. Solita storia giá vista. Fumo negli occhi all’inizio ed approvazione in sordina poi.
    Questo è un paese che merita solo di affondare

  2. Sottoscrivo l’intervento precedente con una sola aggiunta: dopo l’affondo sia divorato e quindi annientato dai pesci.

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