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Si può installare un gazebo senza autorizzazione del Comune?

5 Giugno 2022
Si può installare un gazebo senza autorizzazione del Comune?

Gazebo o chiosco: quali permessi bisogna chiedere prima di realizzare la costruzione su un giardino?

Si può installare un gazebo senza autorizzazione del Comune? La questione è stata spesso oggetto di dibattito nelle aule di tribunale. Le sentenze sono tra loro apparentemente discordanti solo perché differenti sono le opere in contestazione. E difatti il gazebo può svolgere tanto una funzione duratura, volta cioè a garantire un luogo di riparo dalle intemperie climatiche (sia dal caldo che dalla pioggia), che provvisoria come nel caso di feste e ricevimenti. A ben vedere è proprio da ciò che dipende la soluzione al quesito di partenza. 

Per stabilire quindi se si può installare un gazebo senza autorizzazione del Comune dobbiamo partire dalla natura dell’opera e dalla sua destinazione. Ma procediamo con ordine.

Cos’è un gazebo?

Il gazebo è un struttura leggera, non aderente ad altro immobile, di solito collocata all’interno di giardini. È coperto nella parte superiore ed aperto ai lati. Il più delle volte viene realizzato con una struttura portante in ferro battuto, in alluminio o in legno strutturale, talvolta chiuso ai lati da tende facilmente rimovibili. 

Il gazebo può essere realizzato: 

  • come struttura temporanea, utilizzato ad esempio per l’allestimento di eventi all’aperto, anche sul suolo pubblico; 
  • come struttura permanente per la migliore fruibilità di spazi aperti come giardini o ampi terrazzi.

Diverso è il pergolato che invece assolve tendenzialmente una funzione ornamentale, allorché però sia realizzato in una struttura leggera in legno o in altro materiale di minimo peso, sia facilmente amovibile in quanto privo di fondamenta, e funga da sostegno per piante rampicanti, attraverso le quali realizzare riparo e ombreggiatura di superfici di modeste dimensioni. Simile al pergolato è la pergotenda la cui copertura non è costruita da vegetali ma, come suggerisce il nome stesso, da tendaggi leggeri e facilmente retraibili.

Diversa infine è la veranda, realizzabile su balconi, terrazzi, attici o giardini: è caratterizzata da ampie superfici di vetrate che all’occorrenza si aprono tramite finestre scorrevoli o a libro con la conseguenza che essa, dal punto di vista edilizio, determina un aumento della volumetria dell’edificio e una modifica della sua sagoma e necessita quindi del permesso di costruire. 

Quando il gazebo richiede l’autorizzazione del Comune?

In generale, il gazebo richiede il permesso di costruire tutte le volte in cui, indipendentemente dai materiali di cui è formato, comporta un definitivo mutamento del territorio. In pratica, la licenza edilizia è necessaria tutte le volte in cui il gazebo sia definitivo e non temporaneo.

Nelle ipotesi in cui un gazebo costituisca una struttura funzionale a soddisfare esigenze permanenti, va infatti considerato come manufatto in grado di alterare lo stato dei luoghi, con riflessi non solo per il profilo urbanistico ma anche per quello paesaggistico – ambientale.

Inoltre, secondo il Tar Campobasso [1], il gazebo richiede il permesso di costruire allorquando le sue dimensioni sono di entità tale da arrecare una visibile alterazione all’edificio o alle parti dello stesso su cui vengono inserite.

Il principio su cui converge la giurisprudenza maggioritaria è il seguente: il gazebo (struttura a copertura di un’area, sorretta da pali o pilastri, aperta sui lati) costituisce opera soggetta a permesso a costruire tutte le volte che è destinata ad esigenze non temporanee, senza che rilevi la sua facile amovibilità o il materiale dal quale è composto (ligneo invece che in muratura) [2]. Questo significa che anche un gazebo fatto di legno leggero e facilmente eliminabile dal territorio costruirebbe abuso edilizio, con tutte le conseguenze penali di cui parleremo a fine articolo.

Meno severa è la posizione del Tar Salerno [3] secondo cui tutte le installazioni esterne fisse, in muratura o prefabbricate (quali gazebo, fioriere, fontane ornamentali, forni esterni in muratura o prefabbricati) sono ora assoggettate a previa comunicazione di inizio lavori, e, come tali, non sono in ogni caso sanzionabili con la demolizione, che si commina solo, e tuttora, per gli interventi assoggettati a permesso di costruire.

Secondo il Tar Lecce [4], ai fini dell’installazione di gazebo o chiosco destinati ad uso stagionale è necessario il permesso di costruire. In particolare, i manufatti funzionali a soddisfare esigenze permanenti, devono essere considerati come idonei ad alterare lo stato dei luoghi, con un sicuro incremento del carico urbanistico, a prescindere dalla precarietà strutturale del manufatto, dalla rimovibilità della struttura e dall’assenza di opere murarie. Ciò in quanto il manufatto non precario (come appunto il gazebo o chiosco) utilizzato non per fini contingenti, è destinato ad un utilizzo reiterato nel tempo, come appunto nel caso di opere realizzate per attività stagionali. Insomma, la stagionalità dell’uso non esclude la destinazione del manufatto al soddisfacimento di esigenze permanenti nel tempo.

Quando il gazebo non richiede l’autorizzazione del Comune?

Ai fini dell’esonero dall’obbligo del possesso del permesso di costruire, l’opera precaria deve essere destinata ad un uso temporalmente limitato del bene. Il gazebo realizzato per eventi e feste all’aperto non richiede quindi il permesso di costruire.

La legge stabilisce che le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici costituiscono opere realizzabili secondo il regime dell’attività edilizia libera e non richiedono dunque alcun titolo abilitativo; rientrano, tra dette opere, esemplificativamente, piccole strutture come altalene, scivoli, dondoli, panche, tavoli da picnic, cuccia del cane, casetta gioco bimbi, barbecue rimovibili, vasi e fioriere mobili, e simili, ovvero tutti manufatti strutturalmente non ancorati al suolo e comunque destinati alla più comoda fruizione di aree pertinenziali di edifici. 

Pertanto anche il gazebo, quando è una struttura rimovibile e posizionata solo per un breve periodo di tempo (ad esempio in occasione di un ricevimento), non è soggetto ad alcuna autorizzazione. 

Gazebo senza autorizzazione: cosa si rischia?

La violazione delle regole urbanistiche comporta l’applicazione del reato di abuso edilizio con conseguente obbligo di smantellamento dell’opera. Il reato si prescrive in quattro anni, cinque se invece interviene la citazione a giudizio. 



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