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Power bank: cos’è e come evitare che esploda

31 Maggio 2022 | Autore:
Power bank: cos’è e come evitare che esploda

Quali sono i rischi del caricabatterie portatile che serve a fornire energia al cellulare, al tablet o al pc? Quando si può verificare uno scoppio?

Ore di chat sui social e di navigazione su Internet. Un cumulo di applicazioni che consumano la batteria del telefono. Risultato: il cellulare, almeno una volta al giorno, bisogna metterlo in carica. Sempre che ci sia a portata di mano una presa di corrente o Usb a cui attaccarsi. In caso contrario, non resta che portarsi dietro (già carica) una power bank, cioè una sorta di caricabatterie portatile che consente di non restare a zero quando si è in giro, ad esempio sul trasporto pubblico. Quello che non tutti sanno è che portare con sé una power bank in tasca, nello zaino o nella borsetta potrebbe equivalere a portarsi dietro un piccolo ordigno in grado di scoppiare e di provocare delle ustioni anche gravi. I recenti episodi di cronaca lo confermano. Ma esattamente la power bank cos’è e come evitare che esploda?

Di fattori che possono provocare lo scoppio del dispositivo di ricarica ce ne possono essere diversi, dall’usura al difetto di fabbricazione. Ecco, allora, le precauzioni per evitare ogni rischio.

Che cos’è la power bank?

Come accennato, la power bank è un dispositivo che serve a ricaricare un cellulare, un tablet o anche un pc quando non c’è a portata di mano una presa di corrente. In pratica, si tratta di una specie di scatoletta di dimensioni ridotte che si ricarica tramite un cavo Usb da una qualsiasi fonte di alimentazione, che sia la normale presa a parete o anche un computer. Quando la power bank è carica, è in grado di fornire energia a un qualsiasi altro dispositivo elettronico.

In altre parole, la power bank è quello che tutti conoscono come «caricabatterie portatile». È molto diffuso soprattutto tra chi va al lavoro o a scuola con i mezzi pubblici e non ha la possibilità di ricaricare lo smartphone o il tablet con il classico cavo a parete. Inoltre, si tratta di un dispositivo universale, poiché l’uscita è la classica Usb. In sostanza, si può utilizzare il cavo del caricabatteria staccandolo dalla spina e collegando l’Usb standard alla power bank e l’altro estremo al dispositivo da ricaricare.

Alcuni modelli, infine, funzionano anche come hard disk esterno per immagazzinare dati e come fonte di luce.

Il costo dipende dalla marca. Si va da una decina di euro a diverse centinaia, a seconda di quello che si vuole e delle prestazioni desiderate.

Quali sono i rischi della power bank?

Partiamo da una considerazione, ricollegandoci a quanto appena detto. Una power bank può costare anche una decina di euro, poco più o poco meno se la si acquista da qualche parte su Internet. Questo ha il vantaggio di spendere poco per avere un caricabatterie portatile ma ha lo svantaggio di avere sempre l’incognita sulla durata e sui rischi di un prodotto che potrebbe non essere di qualità.

Non è abituale che questo dispositivo esploda facilmente ma non è nemmeno improbabile. Il pericolo potenziale è quello che riguarda il sovraccarico di corrente, cioè di energia elettrica, e i difetti di fabbricazione.

In sostanza, una batteria usurata, guasta o difettosa si può surriscaldare facilmente ed arrivare a esplodere perché arriva ad un punto di combustione causato da una fuga termica: gli ioni di litio, nel surriscaldarsi, formano del gas infiammabile che provoca, appunto, la combustione. Se il dispositivo non è dotato di sistemi di sicurezza (alcuni, ad esempio, hanno un interruttore per impedire il riscaldamento), il rischio di esplosione è concreto.

Altri motivi dello scoppio sono il cortocircuito interno o il difetto di fabbricazione.

Power bank: come evitare che esploda?

Difficile per chi acquista una power bank capire subito se ha un difetto di fabbricazione o meno. Di solito, tutti i dispositivi funzionano bene per i primi giorni o nelle settimane iniziali, poi cominciano a venir fuori i difetti.

Uno dei segnali più evidenti che manifestano il rischio di scoppio è il rigonfiamento del dispositivo: significa che si sta sovraccaricando troppo, l’eccessiva energia lo sta deformando e l’esplosione può verificarsi a breve. Occorre, pertanto, evitare di collegarlo alla corrente o a un’altra forma di energia per evitare guai. Se il prodotto è stato acquistato in un negozio fisico ed è ancora in garanzia, va portato al rivenditore insieme allo scontrino per segnalare il guasto e chiedere il rimborso o la sostituzione.

Altro accorgimento importante è quello di tenere la power bank sotto carica solo quando serve, sempre per evitare che accumuli troppa energia e di non esporla a lungo a fonti di calore.



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