Cronaca | News

Nuova minaccia globale della Russia

30 Maggio 2022
Nuova minaccia globale della Russia

Dal Cremlino arriva l’ennesimo monito al mondo: se la Russia verrà attaccata, in risposta non colpirà soltanto l’Ucraina. 

Se da un lato il tentativo di Putin di continuare la sua guerra sta cercando di passare anche per le vie diplomatiche tramite scambi di battute e telefonate con gli altri capi di Stato, la minaccia russa non arretra di un millimetro e continua a tenere il mondo sulle spine.

Questa volta un avvertimento dall’aria particolarmente minacciosa arriva direttamente dal vice Presidente del Consiglio di sicurezza nazionale Dmitry Medvedev: «Se la Russia verrà attaccata colpiremo i centri in cui le decisioni sono prese oltre Kiev». In sostanza, un ammonimento per tutto l’Occidente: state attenti alle armi che fornite al nemico ucraino e ai piani che organizzate o ne pagherete le conseguenze.

Nello specifico Medvedev, dopo la riunione presieduta oggi da Putin, ha annunciato «Nel caso di attacchi contro le nostre città, la Russia colpirà i centri in cui tali decisioni criminali sono prese. Alcuni non sono Kiev». «Biden ha dichiarato che gli Stati Uniti non forniranno all’Ucraina sistemi missilistici in grado di colpire la Russia (gli Himars a medio raggio). È ragionevole», aveva aggiunto l’ex Presidente russo, sottolineando, vago e minaccioso, che in caso contrario, «quello che seguirà è ovvio».

E tra una minaccia e l’altra Putin detta le sue condizioni per scongiurare la crisi alimentare mondiale. Dopo averci provato con Draghi, al quale la scorsa settimana aveva chiesto di rimuovere i blocchi imposti dall’Occidente per sbloccare i porti ucraini, ora Putin torna all’attacco e ci prova con Erdogan annunciandogli telefonicamente la sua «disponibilità a facilitare transito marittimo con partner turchi, anche di grano da porti ucraini». Alle sue condizioni, naturalmente.

«La Russia è pronta a riprendere le esportazioni di prodotti agricoli, prodotti alimentari e fertilizzanti, se verranno revocate le sanzioni». Avrebbe riferito il capo del Cremlino al presidente turco Recep Tayyip Erdogan. «Alla luce dei problemi nel mercato alimentare globale sorti a seguito delle miopi politiche finanziarie ed economiche degli stati occidentali, è stato confermato che la Russia può esportare volumi significativi di fertilizzanti e prodotti agricoli se verranno cancellate le restrizioni» riferisce il Cremlino, secondo quanto riporta la Tass.

Nella telefonata tra i due Presidenti, solitamente uniti dalla caratteristica di avere ben poco di di diplomatico, si è anche messo l’accento sulla necessità di garantire una navigazione sicura nel Mar Nero e nel Mar d’Azov, eliminando la minaccia delle mine nelle loro acque. «Vladimir Putin ha notato la disponibilità della parte russa a facilitare il transito marittimo senza ostacoli di merci in coordinamento con i partner turchi. Questo vale anche per l’esportazione di grano dai porti ucraini» aggiunge la nota.

Nel frattempo, la Turchia si è detta pronta a ospitare a Istanbul un incontro tra Russia, Ucraina e le Nazioni Unite, nonché a svolgere un ruolo in un «meccanismo di osservazione» concordato. «La pace va raggiunta il prima possibile», ha detto Erdogan a Putin, sottolineando allo stesso tempo la necessità di costruire un meccanismo di fiducia tra le parti. «C’è bisogno di misure per ridurre al minimo gli effetti negativi della guerra e per ristabilire un terreno per la pace».



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